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venerdì 18 luglio 2008

Demodè ? ... Ciao Paolo

Nessuno ne parla ... non va più di moda ... è demodé parlare di mafia oggi.

Quando si parla di sicurezza, si pensa agli "scassapagghiari" (ladruncoli di campagna) o ai ROM. Non si capisce che la vera emergenza sicurezza nel nostro paese era ed è la criminalità organizzata. Cioé la prima azienda del paese, grazie ai suoi 90 miliardi di "fatturato" l'anno, circa il 7% del PIL.

Questo lo sapeva bene Paolo Borsellino e lo sapeva anche cosa nostra che esattamente sedici anni fa, il 19 Luglio 1992, uccise il giudice ed i cinque uomini della scorta. Una Fiat 126 parcheggiata in via D'Amelio a Palermo, nei pressi dell'abitazione della madre, con circa 100 kg di tritolo a bordo esplose. Morirono oltre al giudice palermitano Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Paolo Borsellino era cosciente dei rischi che correva. Qualche giorno prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, definì se stesso "un morto che cammina". Ma questo non lo fece tentennare neanche un attimo.

Un paese civile non dovrebbe avere bisogno di eroi, altro che Mangano ... Paolo lo era davvero.

1 commento:

Matteo ha detto...

Ancora mi ricordo cosa stavo facendo il 19 luglio 1992.Ero a Praga per un torneo internazionale di baseball categoria Juniores.
Dovevamo giocare Italia-Olanda.Eravamo nello spogliatoio e ci stavamo cambiando.All'improvviso la mamma di un ragazzo di Palermo è entrata di corsa all'interno dicendoci di venire a vedere la tv.
Stavano dando la notizia della morte di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta.
Noi non capivamo bene quello che veniva detto in tv.Avevamo 14 e 15 anni.Per noi la mafia non esisteva o semplicemente l'avevamo solo sentita nominare in tv.
E non riuscivamo a capire perchè quella signora che poco prima aveva violato la sacralità del nostro spogliatoio avesse gli occhi pieni di lacrime.
E non capivamo perchè dovevamo mettere al braccio un pezzo di stoffa nera.
E non capivamo perchè quando è suonato l'inno nazionale TUTTO il pubblico si è alzato in piedi ad applaudire.
Ora dopo 16 anni ho capito tante cose.
Ho capito che i veri eroi non sono coloro che poi si "bullano" di aver fatto qualcosa di importante fosse anche quella di aver scoperto la cura per l'AIDS.
Ho capito che se qualcuno dice che gente come Mangano è un eroe allora siamo proprio nella......fino al collo.
Ho capito che Borsellino e Falcone si stanno rivoltando nella tomba.Per il loro modo di pensare loro non erano eroi.
Per me però loro lo sono davvero.Perchè usando una frase di Coelho "Gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze."