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giovedì 9 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo ... potrebbe essere l'antipasto

Il nostro è un paese meraviglioso. Raccoglie il 70% stimato delle opere d'arte mondiali ed è situato in una posizione invidiabile dal punto di vista geografico.

Purtroppo geologicamente è uno dei luoghi più pericolosi della terra. Basta guardare il numero dei Vulcani attivi presenti sul territorio nazionale, secondo forse al solo Giappone.

Il terremoto in Abruzzo, dal punto di vista geologico, è stato importante ma neanche così devastante se si tiene conto dell'ampiezza dell'area colpita e della magnitudo: 5.8° della Scala Richter.

Quello che colpisce è l'effetto causato dal sisma. In media ci sono 2-3 terremoti al giorno, con simili magnitudo, sulla terra. Nel sopra citato paese nipponico, un simile evento tellurico, sarebbe stato a mala pena, citato nelle news della sera.

Tornando a casa nostra, per fare un paragone con il passato recente, il terremoto del Friuli del 6 Maggio 1976, provocò 989 morti ed aveva una magnitudo di 6,4°. In Irpinia con magnitudo similare (6,9°), a perdere la vita furono 2735 persone.

Nel secolo scorso, a causa sia del terremoto (7,1°) che del conseguente Tsunami, a Messina e Reggio Calabria morirono 130000 persone. Quest'ultima rimane la tragedia che ha mietuto più vittime nella storia del nostro paese.

La zona della Sicilia orientale è quella, dal punto di vista sismico, più rischiosa.
Infatti la scossa di magnitudo più alta nella storia nazionale, si verificò nel Gennaio del 1693 nella Val di Noto. La scossa di magnitudo pari al 7,4° della scala Richter, uccise più di 60000 persone.

Nella sola città di Catania morirono 10000 abitanti su 40000 residenti dell'epoca. Il capolugo etneo, era stato pochi anni prima, nel Marzo 1669, devastato da un'eruzione dell'Etna.

Basta fare due passi per le strade della città siciliana, per capire quali potrebbero essere le conseguenze, se dovesse ripetersi un terremoto con caratteristiche similari. Nessun criterio antisismico fu ovviamente applicato dal Vaccarini nella ricostruzione della città di Catania né tali criteri furono seguiti negli altri centri abitati della Sicilia Orientale.

Oggi i residenti nella città etnea sono più di 300.000 e circa un milione se si considera l'area metropolitana. Fatte le debite proporzioni, potrebbero essere a rischio circa 100000 persone.

Noi italiani, dimostriamo il meglio nelle occasioni più difficili. Commuovente la reazione della società civile e dei volontari. Impeccabile l'azione del governo, a cui non ho mai lesinato critiche in passato.

Comunque la nostra tendenza è di operare nell'emergenza, dimenticando in fretta gli errori commessi nel passato.

Una proposta che ovviamente cadrà nel vuoto, perché non stornare quei fondi destinati all'inutile e faraonica opera che è il ponte sullo stretto, per mettere in sicurezza i centri abitati della Sicilia Orientale?

3 commenti:

Antonio ha detto...

Ciao Filippo.
Avessimo avuto dei giornalisti a Catania, il giorno dopo il sisma sarebbero andati al Comune e all'Istituto di Vulcanologia a chiedere quali sono le norme vigenti e poi in strada a verificare che siano rispettate e a fare una stima dei danni in caso di un terremoto di media potenza.
Purtroppo qui la specie dei giornalisti d'inchiesta si è estinta da tempo.

Bua ha detto...

a, licenziato da Telecolor e ora al Corriere:
http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/alfio_sciacca_scuola_catania_fondamenta_marce_0a69df5c-2a6e-11de-a92d-00144f02aabc.shtml

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e