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venerdì 20 gennaio 2012

Movimento dei forconi in Sicilia ... quali saranno i frutti?

C'è la mafia o l'esasperazione di un popolo dietro la protesta del movimento dei forconi in Sicilia?

Troppo spesso le cose non sono come appaiono, io da lontano vedo comunque il fenomeno come un segno positivo e di cambiamento, non ci resta che attendere.

Diceva duemila anni fa, qualcuno molto più autorevole del sottoscritto: "Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto" ...

mercoledì 18 gennaio 2012

L'Italia dei De Falco e degli Schettino

I momenti di difficoltà e di stress agiscono come amplificatori delle peculiarità umane. In un momento così difficile come questo, è facile trovare delle analogie con il vergognoso episodio di cui si è reso protagonista il capitano della nave da crociera Costa Concordia.

Dalla politica, alla società civile, il nostro paese è pieno di tanti "schettini". Ma fortunatamente, grazie a qualche comandante De Falco che ci ricorda quali sono i nostri doveri e che la codardia non è un valore da sfruttare, viene restituita un po di dignità a noi italiani.

I primi bagliori di una protesta civile in Sicilia, dai tempi dei Vespri Siciliani, fanno ben sperare che l'Italia dei furbetti, dei codardi dei volta gabbana non abbia futuro.

Se prevarranno i De Falco agli Schettino, i nostri figli avranno un futuro, altrimenti sarà meglio cambiare paese.

domenica 22 novembre 2009

Ricordi di derby ...

Dopo otto mesi è nuovamente derby di Sicilia. Per il quarto anno consecutivo, due squadre di calcio faranno giocare la Sicilia in serie A. Peccato che una regione con tali potenzialità potrebbe ambire a ben altro.

Tornando al calcio, la storica partita del primo Marzo suscita sentimenti contrastanti non solo tra le due tifoserie ma anche nei miei personali ricordi.

Da catanese, ho davvero goduto poco per quel 4 a 0. Il giorno dopo mio padre avrebbe posto fine alle sue sofferenze lasciandoci un pò più soli. Ma che bello quel sorriso la sera prima quando cercai di imitarli a gesti il goal di Mascara da centrocampo. Era stato lui 30 anni prima a portarmi allo stadio Cibali, oggi Massimino, per la prima volta.

Anche quest'anno, la parte più bella del derby, il pubblico, sarà escluso dallo spettacolo che vedrà incollati agli schermi milioni di siciliani sparsi per il mondo. L'onta del 2 Febbraio sembra non poter essere cancellata. Comunque per papà Salvo e l'amico Peppino, non ci saranno problemi di residenza oggi, potranno vedere in tribuna VIP il nostro Catania.

Buon derby di Sicilia a tutti e vinca la squadra con la maglia rossazzurra :)

giovedì 15 ottobre 2009

Petra lavica ...

Qualcuno leggendo il mio post "E' stato un attimo" mi ha chiamato preoccupato ... Filippo cosa ti è successo? Per non aver tu, voglia di tornare in Sicilia, devi stare proprio male ...

La Sicilia è per me come una donna amata che ti fa soffrire e disperare.
Quando decidi di lasciarla ... un suo fugace sguardo basta per fermarti il cuore.
Improvvisamente senti dentro una voce soave ...
E' come quella di una sirena a cui non puoi resistere ...

C'é una bellissima canzone "Petra Lavica" (Pietra Lavica) che meglio di ogni altra cosa, riesce a tradurre in versi e musica i miei sentimenti. Forse non è un caso che l'autore, Giuseppe Rinaldi in arte Kaballà, sia come me catanese di nascita e milanese d'adozione ...

Provate a trovare un attimo per ascoltarla e chiudete gli occhi ... sentirete improvvisamente il mare d'inverno che tenta inutilmente di strappare con le sue onde i faraglioni dal golfo di Acitrezza. Gli odori del porticciolo di Ognina vi ubriacheranno e come me vi accorgerete che nonostante tutto, è impossibile non amare questa terra ...



Petra Lavica by Kaballà

Di stu paisi cu li petri niuri
chi troppi voti mi n' ass' a scappari
ma quandu spunta u suli 'ntra lu mari
vogghiu turnari.

I picciriddi iocanu 'nta strada,
sulu la fami li fa arritirari,
arrusti e mangia che ti possu dari,
si vo' mangiari.

Ma 'stu strittu è troppu longu,
non si può chiù attravirsari,
cu lu punti di la petra lavica...

Terra antica, terra niura,
focu russu 'ntra lu mari,
arrifriscu di la petra lavica.

Di stu paisi cu li ficurinia,
ahi quanti spini c'à dintra li mani,
e sangu ca s'ammisca cu lu meli
di lu me cori.

I piscaturi iettanu la riti,
e la carina non ci fa mai mali,
supra lampari chi parianu stiddi,
di lu mari.

Ma stu strittu è troppu longu,
non si può chiù attravirsari,
cu lu ponti di la petra lavica...

Terra antica, terra niura,
focu russu 'ntra lu mari,
arrifriscu di la petra lavica.



Pietra Lavica

Da questo paese con le pietre nere
troppe volte sarei dovuto scappare,
ma quando spunta il sole dal mare
mi viene voglia di tornare.

I bambini giocano in strada,
solo la fame li fa tornare,
ti posso dare "arrusti e mangia"(*)
se vuoi mangiare.

Ma questo stretto è troppo lungo,
non si può più attraversare,
con il ponte di pietra lavica...

Terra antica, terra nera,
fuoco rosso nel mare,
mi rinfresco di pietra lavica.

Di questo paese con i ficodindia,
ah ... quante spine ci sono dentro le mani,
e sangue che si mischia al miele
del mio cuore.

I pescatori buttano la rete
e la schiena non gli fa mai male,
sopra le lampare che sembrano stelle
del mare.

Ma questo stretto è troppo lungo,
non si può più attraversare
con il ponte di pietra lavica...

Terra antica, terra nera,
fuoco rosso nel mare,
mi rinfresco di pietra lavica.


(*) arrusti e mangia, letteralmente "arrosti e mangi", tipico cibo preparato nei vicoli dei quartieri popolari a base di pane imbottito con fette di carne di cavallo arrostite calde.

mercoledì 14 ottobre 2009

Palermo, le Olimpiadi del 2020 e la livella di Totò

Giovedì prossimo il capoluogo siciliano presenterà ufficialmente la propria candidatura per l'edizione del 2020.

Il sindaco di Palermo Cammarata, alle prese con la spazzatura, dice di non saperne nulla. Comunque alla notizia, l'amministratore del mio condominio, si è mobilitato convocando un'assemblea straordinaria che porrà all'ordine del giorno anche l'eventuale candidatura del "Residence Le Giardinet" di città studi a Milano ...

Scherzi a parte, é ovvio che ospitare le olimpiadi potrebbe essere un'occasione straordinaria per la Sicilia. Ricordo con piacere, l'ottima organizzazione delle Universiadi nel 1997. Ma chi ha fatto questa proposta sa ad esempio che Rio de Janeiro intende inserire la sua Olimpiade, prevista nel 2014, in un piano-monstre da 240 miliar­di di dollari per la crescita urbani­stica?

Non mi pare esagerato quindi, visti i chiari di luna nel bilancio della regione Sicilia (-1.642.877.337 euro nel 2007), definire questa proposta una pura provocazione nei confronti degli alleati politici del nord.

Superfluo sottolineare che ci vogliono almeno una decina di miliardi di euro da mettere subito sul tavolo ... realismo imporrebbe pertanto ben altre scelte - minimo un coordinamento a livello nazionale dato che l'Italia, se escludiamo il mio condominio, si avvia a presentare 3 diverse candidature !

Una piccola nota per il governatore Lombardo ed il suo fido assessore allo sport Nino Strano (quello della mortadella mangiata in parlamento) ... sanno lor signori da quali fondi verranno stornati i costi (non indifferenti) per creare il progetto che non verrà mai realizzato?

La risposta temo di intuirla ed immagino anche chi saranno i beneficiari dell'ennesimo spreco di soldi pubblici: i soliti consulenti amici degli amici.

Intanto, mentre a Messina non ci sono più lacrime per piangere i morti dell'alluvione, non si trovano i soldi per mettere in sicurezza il territorio , o costruire una linea ferroviaria nell'isola degna di questo nome, o semplicemente delle strade di collegamento tra i maggiori capoluoghi.

Dato che ci avviciniamo al due Novembre, parafrasando la livella di Totò, direi che è meglio di parlare, in un momento così difficile per il nostro paese, solo di cose serie ...

martedì 24 marzo 2009

Perché Raffaele Lombardo è così popolare?

Tony Zermo, il giornalista "d'assalto" della Sicilia, a cui questo blog dedica da tempo la sua attenzione, ha le idee chiare sulle ragioni che hanno portato l'attuale presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ad essere giudicato da un'indagine del Sole 24 ore curata da Ipr marketing, il governatore più "popolare" d'Italia.

La "popolarità" del presidente Lombardo, secondo Zermo, è da ricercare nel fatto che il leader del Mpa è l’unico che per la prima volta alza la voce per la sua terra e guida un partito autonomistico, alleato, ma non omologato al Pdl. E questo piace alla gente !

Ieri sera ho visto su Current TV (canale 130 bouquet sky), un'inchiesta curata da un ragazzo palermitano, Emanuele, sul voto di scambio in Sicilia e sul sistema clientelare che lo sostiene.

L'inchiesta ha un titolo che merita un'ulteriore analisi: Quannu mori l'erba tinta?

L'erba "tinta" cattiva non muore mai. Questa è la conclusione a cui è arrivato Emanuele. L'erba tinta è rappresentata dalla classe politica Siciliana che volutamente si prodiga per tenere la regione, in uno stato di degrado ignobile, costringendo i cittadini, ad elemosinare ogni singolo diritto, dal ricovero ospedaliero al posto di lavoro.

Il posto di lavoro è ormai senza dubbio, la risorsa più preziosa nell'Isola.

Suggerisco al giornalista catanese, di vedere questa inchiesta. Sono certo che lo aiuterà a rivedere parte delle sue teorie, in merito alle ragioni che stanno dietro al consenso espresso dai cittadini siciliani, al successore di Totò Cuffaro.

Recentemente altre inchieste sono state realizzate sul voto di scambio in Sicilia. Vorrei citare su tutte la puntata di Exit trasmessa da La 7 il 21 aprile "Il segreto dell'urna" di Claudia Di Pasquale e Teresa Paola che getta ombra sul ruolo dei patronati nella città di Catania durante le ultime elezioni regionali.

E' di Alfio Sciacca l'inchiesta in cui si denuncia l'assunzione di 500 persone durante la presidenza di Lombardo alla provincia di Catania. Secondo Sciacca, Catania è un serbatoio di voti a cui Lombardo attinge "arruolando" nel suo esercito ex missini, ex verdi, ex comunisti: l'importante è che portino consensi.

Merita una menzione anche il ritrovamento di una presunta lista di "raccomandati" che giustificherebbe, se fosse davvero confermata la tesi di chi ne ha denunciato l'esistenza, l'elezione plebiscitaria di Raffele Lombardo che, più di altri, sembrerebbe aver fatte sue queste "linee politiche" in barba ai principi basilari della democrazia ed alla legge contro il voto di scambio.

Alla luce di tutto ciò, ritengo che il movimento fondato da Raffaele Lombardo MPA, non abbia davvero nulla a che vedere con le esigenze reali di una "new governance", per la Regione Siciliana.

L'autonomia in Sicilia, esiste da 60 anni ed ha prodotto quello che è sotto i nostri occhi, degrado, clientele e sottosviluppo del territorio.

Temo invece che l'ulteriore autonomia richiesta dal movimento di Lombardo, abbia come scopo reale, la cancellazione dei pochi controlli ancora presenti sulle amministrazioni locali e sulla gestione delle risorse finanziarie, destinate al territorio.

Questo a tutto discapito della lotta contro la criminalità mafiosa, della crescita imprenditoriale in Sicilia, dell'innovazione e del sostegno dei lavoratori dell'isola.

A queste conclusioni non sono giunto solo io insieme a pochi gruppi di irriducibili bolscevici, ma esponenti di un certo rilievo della società civile, su tutti il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello che rivolgendosi all'assemblea regionale dice: "Qui la crisi economica è più pesante che nel resto del Paese". "Non è più tempo di distribuire risorse assistenziali a pioggia".

Paradossalmente l'unico modo per estirpare "l'erba tinta" siciliana, è l'accelerazione delle riforme federaliste propugnate dal movimento di Lombardo e dalla Lega Nord. In particolare mi riferisco alla realizzazione del federalismo fiscale che, se attuato realmente, chiuderebbe i "rubinetti" che hanno finanziato il sistema clientelare e di potere, di cui Lombardo oggi è il maggiore esponente.

giovedì 19 marzo 2009

E mi pareva strano che Tony Zermo ...

E mi pareva strano cantavano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ...

Mi pareva strano cantavo pure io fino a ieri, che Tony Zermo non si fosse ancora stracciato le vesti denunciando le "calunniose" accuse emerse durante l'ormai notissima puntata di Report dedicata agli scandali della città etnea.

L'alter ego di Kaiser Sose-Ciancio(*), lo fa con il suo inconfondibile stile.

Una "sapida" intervista con il soprindentente di turno, Gesualdo Campo.

Ovviamente quello dichiarato dalla Gabanelli in Report domenica, o dai vari Exit, Anno Zero, Ballarò ecc. ... è tutto falso.

Catania è una città in cui si vive benissimo, peccato per i cani randagi ...

Certo con un degassificatore, una centrale nucleare, un ponte a campata unica, magari costruito proprio tra il capoluogo etneo e Villa San Giovanni (a Messina non lo apprezzerebbero) ed un bel Casinò con centro commerciale al posto del liotru al centro in piazza Duomo, sarebbe proprio un paradiso terrestre ...

I piccoli problemi di Catania, se ci sono, devono essere addebitati ad altro.

Una teoria tanto cara al giornalista catanese, presente nella sua rubrica Zermo Posta, indica come causa dei problemi della Sicilia e quindi di Catania, i fantomatici ed ineffabili (proprio come Kaiser Sose) "poteri forti del Nord" che hanno ridotto la nostra terra ad una colonia dopo l'unità d'Italia ...

Neanche Bossi o Borghezio, in uno dei loro discorsi deliranti sulla storia dei celti, davanti alle sponde del "Dio Po", avrebbero osato tanto ...

Fortunatamente a Catania ci sono i blogger come 095 a fare luce sulla verità ... Non se la prenda dottor Zermo, le suggerirei di andare a lezione da questi ragazzi per capire l'essenza del lavoro di un giornalista ...


(*) prima della trasmissione della Gabanelli, per me Mario Ciancio era una sorta di Kaiser Sose, un vero mistero. Adesso almeno ho potuto vedere il suo volto e leggere una sua opinione. Ho inoltre scoperto, ammetto la mia ignoranza che i giornalisti veri a Catania, ancora esistono.

giovedì 26 febbraio 2009

Il derby dello squallore ...

Domenica per il terzo anno consecutivo in serie A, sarà tempo di derby di Sicilia.

Un evento unico per i siciliani che vedrà incollati ai televisori, milioni di sportivi divisi solo dalla rivalità calcistica, ma uniti dalle disgrazie della mala amministrazione politica.

In un articolo pubblicato dal solito Gian Antonio Stella sul corriere della sera di oggi, vengono denunciati gli enormi sprechi della giunta Cammarata ed il buco di bilancio scoperto dalla corte dei conti.

Su 866 milioni l'anno di spese correnti, il Municipio di Palermo ne scuce 623 (il 72%) per pagare 21.895 dipendenti. Ottomila più di dieci anni fa. Un po' diretti, un po' precari stabilizzati nelle aziende partecipate. Media: un dipendente comunale ogni 30 abitanti!

Secondo l'accusa di Maurizio Pellegrino, un consigliere dell'opposizione «nel 2008, nonostante il bilancio disastroso e il forte esubero di personale, sono state fatte oltre 400 assunzioni. E prima d'andarsene, a dicembre, il vecchio Cda ha assorbito altri 80 lavoratori di una ditta privata».

Cosa dire con questi numeri i cittadini palermitani dovrebbero vivere in una specie di paradiso terrestre, con servizi da fare invidia agli abitanti del principato di Monaco ...

E' da troppo tempo che non visito il capoluogo siciliano e quindi non esprimo ulteriori giudizi in merito, è palese però che se i catanesi piangono i palermitani non ridono ...

Se tanto mi appassiona il confronto calcistico, tanto mi angustia il modo con cui le splendide città siciliane sono state amministrate negli ultimi anni.

Tra Scapagnini e Cammarata diciamo solo che si può giocare il derby dello squallore ...

Buon derby di Sicilia a tutti e vinca la squadra con la maglia rossazzurra :)

mercoledì 7 gennaio 2009

Viaggio in Italia (fino a Catania e ritorno)

"Conosci la terra dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono le arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
La conosci tu bene?"
(Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832), Italianische Reise - Viaggio in Italia )


Per motivi di famiglia, sto trascorrendo qualche settimana a Catania, non mi capitava da quasi tre lustri, esattamente dagli anni del sindaco "ciuraru"(*) Enzo Bianco.

Mi sento un pò come Goethe, sorpreso dalla bellezza del posto ed emozionato come un bambino. Provo anche un piccolo senso di colpa, alla luce dei 19 gradi presenti nella città etnea, al pensiero della moglie lasciata sotto 30 cm di neve a Milano.

Il mio punto di osservazione è distorto da sentimenti contrastanti, l'amore infinito per la mia città lasciata con il cuore in gola, gli anni spensierati in cui il problema più grave era dare un esame all'università ed i luoghi ormai perduti della mia infanzia.

Purtroppo Catania è peggiorata negli anni e non capisco come il centro-sinistra, sia riuscito a perdere l'ennesima tornata elettorale, nonostante i disastri della precedente amministrazione "sciampagnino" (*) siano davanti agli occhi di tutti.

La sinistra "vive" a Catania (e non solo) in un universo parallelo, e quindi non mi stupisco decida di "autoreferenziarsi", emulando Barak Obama, su face book ... buona fortuna, ma senza contenuti mi sa che riuscirà solo ad organizzare un aperitivo al Bar Europa !!!

Nel frattempo oggi, su una televisione locale, ho sentito uno dei suoi massimi dirigenti, auspicare l'eliminazione delle preferenze anche nelle elezioni amministrative ... poi nessuno si sorprenda perché la gente non riesce più a distinguere chi sta a destra o a sinistra ...

Nel mio piccolo, amando infinitamente la mia città natale, non posso che fare il tifo per il sindaco Raffaele Stancanelli ed augurarmi che finisca presto questo incubo e che Catania torni ad essere quella raggiante città cantata da Carmen Consoli.



(*) i catanesi amano dare un soprannome ad ogni cosa, se il sindaco uscente fu liquidato con uno sprezzante nomignolo (sciampagnino) non miglior sorte ebbe Enzo Bianco accusato dai suoi detrattori di aver solo apportato migliorie estetiche alla città grazie a piante sparse in qualche spartitraffico ... da qui ciuraro (fiorista)

sabato 3 gennaio 2009

Il concetto etico del giornalismo ...


« Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. »

Mai come oggi sono attuali le parole di Pippo Fava. Il 5 Gennaio 1984, esattamente 25 anni fa, Nitto Santapaola decise di spegnere quella voce, con cinque proiettili calibro 7,65 sparati alla nuca da Aldo Ercolano e Maurizio Avola, killer della cosca del capo mafia catanese.

Evidentemente, con buona pace dei detrattori del giornalista catanese, l'articolo intitolato I quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa che denunciava le attività illecite di quattro imprenditori catanesi, Carmelo Costanzo, Gaetano Graci, Mario Rendo e Francesco Finocchiaro, aveva colpito nel segno.

Dopo cinque lustri l'informazione a Catania ha subito un'ulteriore involuzione. Un unico editore (padrone) Mario Ciancio che impone di fatto un solo quotidiano, impedendo a testate nazionali come la Repubblica, financo di creare una pagina locale.

Caro Pippo ci manchi, siamo stanchi di "giornalai" che propugnano la costruzione di inutili ponti sullo stretto di Messina ed invitano i ragazzi siciliani a mangiare pane ed olive piuttosto che mettersi in discussione cercando altrove la possibilità di crescere professionalmente.

Se Catania è regredita così tanto negli ultimi 25 anni (altro che Milano del Sud), è forse dovuto anche a quei "giornalisti" che hanno sposato un'etica che è agli antipodi da quella da te auspicata quasi 30 anni fa.

lunedì 15 dicembre 2008

Il ponte sullo stretto e la serva ...

Sarà accanimento terapeutico, ma continuo a fustigarmi leggendo la rubrica di Tony Zermo sulla Sicilia web.

Dopo il casinò di Taormina, senza ombra di dubbio il cavallo di battaglia di Tony Zermo è il ponte sullo stretto di Messina.

Si/ci chiede Zermo, con palese retorica: Il ponte sullo stretto serve?

La sua utilità non dovrebbe essere messa in discussione da alcuno, specie se a suffragarla, sono i cinque punti che il giornalista catanese indica ad un suo lettore palermitano:

1) i traghetti sono obsoleti, sono per la maggior parte in mano ai «padroni del mare» e perdono 150 milioni di euro l’anno.

2) senza Ponte non avremo mai l’alta velocità ferroviaria che serve anche a te che vivi nella Sicilia occidentale, e l’alta velocità rappresenta la modernità e la rivoluzione dei trasporti.

3) non è vero che Messina sarà scavalcata perché si libererà il fronte mare dai binari ferroviari e sarà un grande richiamo turistico, anche per la tanta gente che verrà a vedere il Ponte più lungo del mondo

4) il Ponte sarà un grande stimolatore di turismo per tutta la Sicilia, perché una volta attraversato i turisti non mancheranno di visitare le bellezze dell’Isola

5) Calzona ha individuato alcune possibili criticità dell’opera, ma l’Italia e il Gruppo di cui è capofila Impregilo hanno le capacità tecniche per risolverle.


La costruzione di un'infrastruttura così onerosa per le casse dello stato e per l'impatto ambientale, merita considerazioni che non sono legate alle ideologie politiche ma ad una accurata analisi di COSTO OPPORTUNITA' specie se si tiene conto della limitatezza delle risorse finanziarie a disposizione del nostro governo.

Non ho molto da aggiungere a quello scritto dai vari Lucky Luke, Gianfranco e Massimo Alì sul forum della Sicilia, o all'articolo di Luigi Concio di lega ambiente, rimango ancora una volta basito davanti alla superficialità, se ci si basa sui 5 punti elencati, con la quale il dottor Zermo ancora una volta, tenta di convincerci della bontà delle "sue" idee che, ma questo è certamente un caso, coincidono SEMPRE con quelle dei soliti noti che hanno fatto scempio dei soldi della comunità, provocando nei fatti, l'arretramento economico e sociale dell'isola.

Ci avviciniamo a Natale e voglio essere più buono, così provo a rispondere alla domanda del giornalista della Sicilia:

il ponte serve ... si ... come la serva di Totò ...

martedì 25 novembre 2008

La bancarella di Gianni ...

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Così l'articolo 1 della nostra Costituzione enfatizza l'importanza del lavoro per la dignità e la vita dei propri cittadini.

Gianni Chiodi, candidato alla presidenza della regione Abruzzo, ha forse frainteso lo spirito dei padri costituenti, ignorando che la sua "bancarella di Gianni" potrebbe e lo dico senza celare la mia ironia, nascondere una pratica diffusissima dalle mie parti (Raffaele Lombardo docet) che il codice penale punisce con il reato di voto di scambio.



Mi preme sottolineare che non è mia intenzione sostenere la candidatura di nessun candidato né di Carlo Costantini, rappresentato nel video sopra. Purtroppo non ho trovato su internet altre versioni dello spot incriminato di Gianni Chiodi.

venerdì 24 ottobre 2008

Caro Dottor Tony Zermo ...

Da Zermoposta: in un momento difficile per la città, la domanda torna di attualità, soprattutto se riferita ai giovani: troppi vivono alla giornata, altri vanno via in cerca di miglior fortuna. Ma meglio mangiare pane e olive della propria terra che lavorare fuori, dove si sarà sempre «emigrati»

Io amo Catania e sarei stato disposto anche a mangiare pane ed olive pur di rimanere nella mia terra. Il problema è che se non tengo la schiena dritta il mangiare non riesce ad andare giù.

Mi scusi per la domanda aggressiva e polemica Dottor Zermo, ma come ha fatto lei a deglutire in tutti questi anni?

Mi spiace non mostrare alcuna benevolenza nei suoi confronti, niente di personale per carità, ma questa sua riflessione mi pare, a pensar bene tardiva, a pensar male piena di tanta ipocrisia.

Il suo stile di giornalista, a mio modesto parere, è degno dei peggiori lacché che questa terra disgraziata ha sfornato negli anni. Non cito il caso Fava, troppo semplice e lontano nel tempo, mi limito invece a menzionare un episodio più recente: quella trasmissione televisiva, su Sicilia Channel, il giorno della condanna a primo grado dell'ex governatore della regione Sicilia. Lei ed i suoi colleghi, incoraggiavano con affetto il senatore Cuffaro ad andare avanti (cioé a non dimettersi), suggerendogli inoltre di non sbagliare più perché avrebbe avuto, da quel momento in poi, gli occhi addosso di tutti i media. Giornalismo d'assalto non c'é che dire ...

Leggere i suoi articoli, quelle poche volte che ne trovo il coraggio, mi suscita sempre un senso di rabbia e vari attacchi di ulcera ... quanto talento sprecato ...

Chiarisco, lei come giornalista aveva ed ha qualche responsabilità in più dei suoi concittadini "silenziosi". Lei avrebbe dovuto aiutarci a conoscere la verità, denunciare ed indagare, chiedere e pretendere risposte, piuttosto che fare da cassa di risonanza a quei politici che amano solo ciò che produce loro, qualche bieco interesse.

Attenzione, lo so che molti, me compreso, gli hanno citati come cause primarie del disastro che ha colpito la nostra amata Catania. Ma è bene ricordare che questi signori non vengono da Marte, ma sono stati scelti dai catanesi e temo ne rappresentino pienamente le presunte "qualità".

Leggevo su un libro che consiglio ad ogni manager (Hot Spots di Lynda Gratton) che solo le aziende in cui si crea uno spirito collaborativo, riescono ad eccellere in maniera duratura nel tempo. Mentre Aristotele parlava di due qualità necessarie: l'eccellenza morale e quella intellettuale.

Sperando di essere smentito presto, non posso escludere che lei eccelle nella seconda qualità aristotelica, ma mi permetta di esternare qualche dubbio sulla prima.

Cordialmente

giovedì 2 ottobre 2008

Cadeau ...

Salvi ... Salvi ... Salvi !! scriveva in un post, il simpatico Stancanelli do it better nel suo blog.

Purtroppo temo davvero che molti catanesi stiano davvero pensando ... meno male che Silvio c'é ... e chissà qualcuno, come scherzosamente fatto dal simpatico ideatore dell'asta su e-bay del liotru, proporrà di nominare "San Silvio" co-patrono della città ... inutile chiedersi chi ha "imposto" Scapagnini su quella poltrona per 8 anni !

Il sindaco Stancanelli che non conosco e che non credo leggerà (e sbaglierebbe) questi pensieri, ha un'occasione straordinaria: smentire chi lo ha già condannato ad essere politicamente e "moralmente" la continuazione naturale dello "sciampagninismo" che ha affossato Catania.

Signor Sindaco, ci sorprenda ... apra virtualmente su internet, il comune ai cittadini. Attui pienamente una politica di trasparenza rendendo pubblici i bilanci e soprattutto i costi della pubblica amministrazione. Ad esempio ci spieghi in dettaglio come intende spendere il "cadeau" da 160 milioni di euro che San Silvio (140) e San Raffele (20), hanno così genorosamente elargito ... ma soprattutto ci faccia capire come intende porre rimedio, in maniera strutturale, al dissesto del comune ... non vorrei che l'auspicata (dal sopra citato San Raffele) vendita dei beni comunali possa trasformarsi nell'ennesimo banchetto (o meglio sacco) a favore dei soliti noti ...

PS Senatore Stancanelli, anche per dare l'esempio verso chi ha fatto scempio dei soldi pubblici, non sarebbe il caso che lei desse le dimissioni dal Senato della Repubblica ... dato che non immagino lei abbia il tempo di occuparsi di entrambe le incombenze?

Raffaele Stancanelli sindaco di Catania

martedì 30 settembre 2008

na tazzulella e café ...

Ieri sera tornando a casa ho ascoltato in radio parte dell'intervista rilasciata da Raffaele Lombardo a Gian Antonio Stella, durante il programma Il Terzo Anello - Faccia a faccia in onda su Radio 3.

Parlando della sua esperienza come vice sindaco ed assessore della prima giunta Scapagnini, il presidente della Regione Siciliana ha dichiarato che:

"Ai tempi in cui ero vicesindaco non ho gravato su Catania neppure per un caffè. Sono stato io a chiedere a Stancanelli un'inchiesta sull'indebitamento, ora per evitare il dissesto è necessario vendere immobili e terreni"

Ha aggiunto poi:

"L'ex sindaco è un farmacologo, bravissimo ricercatore, ma non era pratico di numeri e amministrazione"

Quindi bravo a fare pozioni magiche ed elisir di lunga vita per il presidente del consiglio ma non adeguato a governare una città come Catania ...

Siamo alla farsa davvero, da un lato io ridevo di gusto, dall'altro mia moglie (catanese come me) aveva le lacrime agli occhi pensando alla nostra terra "amministrata" da questi illuminati politici ...

Ridere e piangere ... ecco come si reagisce davanti al dissesto creato da questi signori ....

Scusate la divagazione ma mi chiedo, dato che Raffaele Lombardo era consapevole "dell'inadeguatezza" di Scapagnini nell'amministrare Catania, perché ha sostenuto con la sua forza politica la sua giunta per 8 anni?

Non mi attendo alcuna risposta ovviamente ...

giovedì 25 settembre 2008

Cu nesci arrinesci ...

Quando decisi di andare via da Catania mio padre mi ricordò un vecchio proverbio siciliano: Cu nesci arrinesci ... (Chi si allontana dal suo ambiente viene a trovarsi in una condizione migliore).

Qualche tempo fa confrontavo i due fenomeni migratori d'inizio e fine secolo scorso.

L'immigrazione, nel primo caso, portava valore sul territorio.

Chi lasciava la propria terra erano soprattutto "braccia" ed operai in cerca di fortuna.

Chi trovava lavoro all'estero, non faceva mancare il proprio supporto a chi restava. Molti progettavano di tornare, una volta in grado di sostenere la propria famiglia, con il frutto dei propri sacrifici.

Oggi il fenomeno è tuttaltro che positivo perché impoverisce il territorio in maniera duplice: 1)Privandolo dei figli migliori e della potenziale classe dirigente. 2) Assorbendo ulteriormente risorse necessarie nelle fasi iniziali (pensate all'aiuto fornito dai genitori per affittare la prima casa oppure ai costi elevati di chi decide di andare a studiare fuori).

Le competenze e le esperienze sviluppate, lavorando e studiando lontano dalla propria terra, potrebbero fornire delle potenzialità inimagginabili per la crescita prosperosa e sostenibile del territorio.

Il problema è che solo pochi hanno voglia di tornare in un contesto professionale che definire arretrato è eufemistico e le due settimane di vacanza canoniche fanno passare ai più, anche la minima tentazione di rimettersi in gioco.

La classe dirigente politica siciliana, del resto, non ha assolutamente incentivato il ritorno dei talenti. Ad onor del vero, questo non è solo un fenomeno locale ma nazionale.

Recentemente, qualche esponente della lega, ha proposto di limitare i flussi migratori a livello nazionale (ad esempio i professori) per garantire la conservazione della cultura padana ...

Non voglio fare polemiche su quest'ultimo concetto, porterebbe troppo lontano dico solo che non ricordo di aver imparato né il dialetto né la canzone "ciuri ciuri" a scuola.

Le domande da porsi sono altre. Come mai nei nostri atenei ci sono pochissimi docenti e studenti stranieri? Perché le nostre aziende, tranne rare eccellenze, hanno difficoltà ad attrarre talenti a livello internazionale?

La risposta purtroppo la si intuisce analizzando i profili dei maggiori esponenti della casta che ho più volte definito in questo blog, la quinta essenza della mediocrità.

Perché mai dovrebbero permetterlo questi signori? Più ignorante è il popolo, più semplice è governarlo.

Senza un profondo rinnovamento della classe dirigente di questo paese, rischiamo di tornare economicamente agli anni del primo flusso migratorio e aspettarne altri cento per vedere un nuovo boom economico. Questo però è un lusso che non possiamo permetterci.

Immagine tratta da Nuovomondo di Emanuele Crialese

mercoledì 24 settembre 2008

Debole con i forti e forte con i deboli ....

Qualcuno si ricorderà il presunto caso di calcio scommesse che coinvolgeva i calciatori del Calcio Catania: Pantanelli e Falsini.

I protagonisti, guarda caso, in quei giorni avevano denunciato per Mobbing la società di via Ferrante Aporti.

Immediatamente si era scatenata sul quotidiano La Sicilia, la caccia alle streghe. Ecco perché il portierone beccava quei goal così facili da parare (indimenticabile la papera in Catania Reggina su tiro improbabile di Foggia da centrocampo).

I fatti hanno dimostrato che, come scrivevo allora, quell'attacco ai calciatori era delazione pura.

Fatta per compiacere i dirigenti etnei? Questo è difficile da provare, quello che so è che oggi la procura di Siracusa ha deciso di archiviare definitivamente l'indagine perché il fatto non sussiste.

Ovviamente lo stesso quotidiano se ne guarda bene di dare egual enfasi agli scandalosi atti perpetuati dalla neo giunta sicula, di don Raffaele Lombardo ed i più importanti TG locali (immaginate chi è l'editore) neanche menzionano lo scandalo denunciato dai media nazionali come "Parentopoli" ... evidentemente essere forti con i deboli e deboli con i forti non è solo una peculiarità dei cattivi giornali sportivi del nord ...

Non mi fraintendete, non rimpiango affatto le qualità tecniche dei due calciatori e rinnovo i miei complimenti al Calcio Catania per quanto fatto fino ad ora, ma spero si restituisca dignità a due uomini che non avevano fatto altro che cercare di far valere i diritti previsti dal contratto stipulato con la società etnea.

Armando Pantanelli ex Portiere e Capitano del Calcio Catania

martedì 23 settembre 2008

Mission Impossible ...

Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione Comunista, chiede l'intervento della Corte dei Conti per "verificare l'intollerabile natura clientelare delle assunzioni per chiamata diretta di figli, sorelle, mogli e amici di esponenti del governo Lombardo negli uffici di gabinetto degli assessori e nelle società controllate o partecipate".

Io sono un'ottimista di natura ma dico con sincera stima a Giusto Catania, come fai ad aspettarti un cambiamento nel comportamento e nella qualità della classe politica italiana/siciliana da un'inchiesta della corte dei conti ... per carità iniziativa da lodare e promuovere ma ... senza speranza , mission impossible !

Questi personaggi del resto, sono:

- Passati indenni alle condanne definitive post tangentopoli - compreso l'attuale presidente della regione siciliana;
- Hanno ignorato e deriso in modo spudorato, lo sdegno popolare suscitato dalla pubblicazione di libri come la casta e la deriva di Stella e Rizzo - in paesi "normali" questi signori sarebbero o al gabbio o in esilio in un'isoletta sperduta al largo delle coste sud africane;
- Hanno fatto di tutto per occultare e censurare inchieste giornalistiche come quelle di Lirio Abbate e Petro Gomez (vi consiglio di leggere i complici) - ma questa non è una novità dato che lo stesso giornalista Tony Zermo della Sicilia, ha in passato sostenuto che un GIORNALISTA (questa volta in maiuscolo) come Giuseppe Fava, fosse stato ucciso da un marito geloso piuttosto che dalla mafia.
- Hanno continuato a "rappresentare" (grazie al fatto che a livello nazionale non sia più possibile esprimere una preferenza) in parlamento i propri corregionali, nonostante le accertate collusioni con la mafia - Totò Cuffaro e Marcello Dell'Utri docet;
- Continuano a sprecare risorse preziose e sempre più rare - penso ai finanziamenti dati alla recente fiction "impossibile" girata dalla RAI in Sicilia e citata come fiore all'occhiello da parte del governatore Lombardo;
- Hanno in sintesi affossato definitivamente una regione che da duecento anni è governata, ad essere buoni, dalla quinta essenza della mediocrità espressa dal territorio ... invitando, de-facto ... i suoi figli migliori (escludendo i presenti) a lasciare la propria terra.

Scardinare questo sistema è pressoché impossibile con la corrente legislazione, o meglio ... con gli attuali dirigenti politici. Perché questi ultimi hanno creato una rete di clientele vastissima sul territorio, dimostrata dai recenti "plebisciti" a favore dei personaggi di cui sopra, autori del resto anche del dissesto del comune di Catania.

venerdì 22 agosto 2008

In un paese normale ...

Libri come la Casta e la Deriva di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i Complici di Lirio Abbate o Gomorra di Roberto Saviano, avrebbero causato una rivoluzione popolare o nella migliore delle ipotesi, un'ondata di sdegno nei confronti della classe dirigente che ha permesso e/o commesso i fatti indicati dai coraggiosi giornalisti.

In Italia, cioé in un paese NON normale, tutto questo scivola via e la spudoratezza di chi ha portato questo paese verso il baratro di un default argentino, oggi appare senza limiti e dobbiamo ancora sopportare in parlamento personaggi che meriterebbero di passare il resto dei loro giorni, in qualche casa circondariale.

domenica 17 agosto 2008

Back home ...


(centro sportivo di Massannunziata 16 Agosto 2008)

L'affetto con cui più di quattromila tifosi hanno accolto i rossazzurri ieri al centro sportivo di Massannunziata, non avrà certamente stupito i veterani, ma avrà subito fatto capire ai nuovi ragazzi, di cosa sia capace il cuore dei tifosi del Catania.

Sono sempre più convinto che questa città sia in grado di fare grandi cose, sia nel bene che nel male. Soffrire è nel DNA dei catanesi, una città distrutta sette volte dalla lava e due volte dal terremoto ha fatto della rinascita il suo motto: "Melior de cinere surgo" (risorgo sempre più fiorente dalle mie ceneri).



Non sarà quindi un altro anno di serie A a fare paura, ma lo striscione con cui alcuni tifosi hanno deciso di salutare i nostri ragazzi non lascia adito ad alcun dubbio ... per garantire la categoria, bisognerà avere forza e coraggio e mettercela tutta fino alla fine del prossimo Maggio.

Bentornati a casa ragazzi !!


(Stadio Angelo Massimino pronto per la terza stagione consecutiva in serie A del Catania)

(foto da calciocatania.com)