Come facilmente prevedibile, dopo le accuse piovute sulla moralità ed abitudini libertine del nostro premier, denunce che hanno messo non poco in imbarazzo gli ambienti cattolici da sempre vicini alla compagnie di centrodestra, Silvio Berlusconi ha iniziato la sua controffensiva nell'unico modo a lui noto, la menzogna diffusa sistematicamente grazie all'abnorme potere mediatico nazionale in suo possesso.
Ultima vittima designata Dino Boffo direttore dell'avvenire accusato di essere un omosessuale che per continuare la sua tresca, non avrebbe esitato a molestare la moglie del suo amante.
Questa è la conclusione in sintesi, a cui è arrivato Maurizio Belpietro che ha così voluto difendere la posizione del neo-direttore del Giornale (fondato da Indro Montanelli sigh) diretto da poche settimane da Vittorio Feltri che ha lanciato questa campagna "moralizzatrice", contro il presunto "moralizzatore" responsabile del quotidiano dei vescovi italiani.
Non entro nel merito della questione, il direttore di Avvenire ha dato del resto una versione dei fatti più convincente a mio parere, delle teorie dei paladini del giornalismo berlusconiano, ma sarà il tribunale ad accertare quali siano le verità.
Comunque facendo riferimento al concetto etico di giornalismo propugnato dal compianto Giuseppe Fava, basta leggere alcuni editoriali di Feltri e Belpietro per capire quanto lontano siano da esso alcuni giornalisti italiani ...
Il blog di Filippo Monastra ... liberi pensieri su tutto quello che mi passa per la testa ...
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lunedì 31 agosto 2009
giovedì 30 aprile 2009
Noblesse oblige ... Indro Montanelli sta a Vittorio Feltri come ...
Ho visto un Vittorio Feltri particolarmente risentito, durante una delle trasmissioni che ricordavano il centesimo anniversario della nascita di Indro Montanelli.
Stava stretto, all'attuale direttore di Libero, il paragone irriverente che qualcuno faceva tra lui ed il grande giornalista che l'aveva preceduto alla direzione del Giornale.
Se Feltri avesse ancora dei dubbi, su cosa distingue un giornalista come lui da Indro Montanelli, provi a rivedere la prima pagina del suo quotidiano del 30 Aprile 2009.
La spina dorsale è un optional per certi uomini ed Indro Montanelli, lasciando la direzione del giornale a questo signore, lo sapeva bene.
Purtroppo per Feltri, Indro sta a Vittorio come un elefante ad un microbo ...
Stava stretto, all'attuale direttore di Libero, il paragone irriverente che qualcuno faceva tra lui ed il grande giornalista che l'aveva preceduto alla direzione del Giornale.
Se Feltri avesse ancora dei dubbi, su cosa distingue un giornalista come lui da Indro Montanelli, provi a rivedere la prima pagina del suo quotidiano del 30 Aprile 2009.
La spina dorsale è un optional per certi uomini ed Indro Montanelli, lasciando la direzione del giornale a questo signore, lo sapeva bene.
Purtroppo per Feltri, Indro sta a Vittorio come un elefante ad un microbo ...
martedì 21 aprile 2009
Indro Montanelli cento anni e non sentirli ...
Più volte in questo Blog mi sono occupato di Giornalisti (con la G maiuscola) e non posso non ricordare che domani ricorre il centesimo anniversario della nascita di uno dei più grandi che questo paese abbia mai avuto, Indro Montanelli.
Amo molte cose di Montanelli, ho letto avidamente i suoi libri e oggi mi manca enormemente la sua schiettezza, il suo coraggio nell'affrontare il dittatore o il padrone del vapore di turno.
Le cose che diceva allora, in particolare sulla satira, sono di una disarmante attualità.
Dopo la famosa "discesa" in campo di Silvio Berlsuconi, il suo destino alla direzione del Giornale appariva segnato. Difronte ai microbi che lo hanno sostituito, viene da pensare che tutto è ormai perduto, ma da credente spero che il grande Indro continui ad illuminarci da lassù.
Amo molte cose di Montanelli, ho letto avidamente i suoi libri e oggi mi manca enormemente la sua schiettezza, il suo coraggio nell'affrontare il dittatore o il padrone del vapore di turno.
Le cose che diceva allora, in particolare sulla satira, sono di una disarmante attualità.
Dopo la famosa "discesa" in campo di Silvio Berlsuconi, il suo destino alla direzione del Giornale appariva segnato. Difronte ai microbi che lo hanno sostituito, viene da pensare che tutto è ormai perduto, ma da credente spero che il grande Indro continui ad illuminarci da lassù.
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