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venerdì 17 aprile 2009

Il concetto di democrazia secondo la lega nord ...

Oggi la Padania intitola in prima pagina:

REFERENDUM, VINCE LA DEMOCRAZIA !!

Ho cercato nel wikipedia lombardo se esisteva una definizione di democrazia, ma purtroppo non l'ho trovata.

Ho pensato allora a quella che il padre di un mio caro amico di Ferrara aveva coniato per i suoi figli: Siete liberi di fare quello che dico io!

Questa mi è sembrata molto vicina al concetto espresso dagli esponenti del carroccio in questi giorni.

Scherzi a parte, il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Quindi mi pare più logico pensare che in una "democrazia", sia più sensato entrare nei contenuti proposti nei referendum, aprire un confronto tra i cittadini ed evitare che a decidere sia solo una forza politica che alle scorse politiche ha riscosso l'8% dei suffraggi.

Qualcuno potrebbe obiettare che far mancare il quorum potrebbe essere una forma di espressione della volontà popolare.

Bruno Vespa su RTL 102.5 stamattina, affermava che combinare in un'unica tornata elettorale, elezioni europee e referendum, "drogherebbe" i risultati di quest'ultimo. Tale soluzione, secondo il giornalista abruzzese, agevolerebbe il raggiungimento della fatidica soglia del 50%+1.

Peccato che lo stesso Vespa non abbia sottolineato che un elettore è libero di rifiutare la scheda referendaria e decidere di votare solo per le altre consultazioni. Quindi questo risparmio di 460 milioni di euro, quanto mai opportuno con l'attuale crisi e le nuove priorità dettate dal sisma nella città natale del giornalista, non lederebbe affatto la volontà degli italiani.

In realtà solo pochi conoscono i contenuti proposti nei referendum, non informare è il primo segno di sofferenza che i politici mostrano nei confronti della nostra presunta democrazia.

Mi auspico, ma credo lo farà che Vespa possa dedicare in futuro, più spazio nelle sue trasmissioni ai quesiti referendari ed al loro potenziale impatto, se approvati, sull'attuale sistema elettorale.

Per avere più informazioni sui quesiti referendari, vi invito a leggere in dettaglio il loro testo presente sul sito del comitato organizzatore.

giovedì 16 aprile 2009

Roma o Lega ladrona?

In un momento così drammatico, ci si sarebbe aspettati un passo indietro. Io non riesco a capire perché si debba proporre un'addizionale irpef sui redditi elevati, per finanziare la ricostruzione in Abruzzo e non si pensi prima, a tagliare gli assurdi costi degli apparati politici e della pubblica amministrazione.

Il premier ha dichiarato che la lega avrebbe fatto cadere il governo, se si fosse approvato l'election day, si deduce quindi che 400 milioni di euro valgono pure una legislatura.

Avere paura di un confronto democratico è di per se un indice di quanto davvero certe forze politiche, siano rappresentative della volontà popolare.

Ma ai leghisti, si sa, il confronto con il popolo è andato sempre male. A partire dall'esito del referendum "sulla devolution" bocciato dagli italiani nel 2006.

Così in barba al loro motto più celebre, i veri ladroni si stanno rivelando proprio gli esponenti del carroccio.

Calunnie? Direi di no dato che recentemente, gli esponenti della lega, si sono opposti all'abolizione delle province e di altri enti inutili.

Perchè? Perché è proprio nelle province ed in questi enti che gestisce il proprio potere territoriale nel nord del paese.

Non avrebbe avuto più senso, visto che i sondaggi confermano che l'attuale coalizione governativa gode della maggioranza dei consensi, invitare i propri elettori a votare no?

Io andrò a votare solo un giorno, il giorno del referendum! Spero che a seguire il mio invito siano almeno il 50% + 1 degli elettori italiani.