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venerdì 3 dicembre 2010

Anno nuovo look nuovo ...

Una sana abitudine che ho rimosso purtroppo anni fa, era quella di tenere un diario. La sera, con gli occhi a "pampinedda", l'ultimo atto della giornata consisteva nel buttare giù dei pensieri, o semplicemente una sintesi di quello che pensavo meritasse essere menzionato.

L'11 Marzo 2008, su You Tube una ragazzina di nome Marta che credo sarà diventata milionaria, raccontava come fosse facile creare un blog. Ho deciso così di ricominciare a creare quel diario in maniera virtuale utilizzando un blog.

Tra qualche mese diventerò papà ed avrò forse meno tempo per aggiornare il mio blog. Magari avrò molti più pensieri da condividere e maggiori fonti d'ispirazione ... chissà.

Pensando che nella mia famiglia non ci sono mai stati casi di centenari, immagino tra qualche anno quella bambina ancora non nata, diventata donna, dare un'occhiata a quelle quattro scartoffie ingiallite scritte da me a ventanni e forse le verrà voglia di leggere cosa pensava il suo papà del mondo e della vita.

Questo blog da adesso in avanti è dedicato totalmente a lei. Amore ti aspettiamo con ansia, nel frattempo per accoglierti degnamente, io la tua mamma e questo blog proveremo a farci un nuovo look.



PS l'immagine di Catania l'ho "rubata" dal profilo face book di un ex collega universitario Massimo Sardo ... Massimo complimenti ;-) è bellissima ...

A dimenticavo ... per i non siculi gli occhi a pampinedda (foglia piccolina) sono tipici di chi pare sveglio ma è ormai da tempo tra le braccia di morfeo ... condizione che secondo il mio amico Michael Haralson prestò sarà una costante sul mio volto ...


giovedì 23 settembre 2010

Chi sono i veri terroni ...

L'aria del continente, da cui il mio blog ha preso il titolo, non è solo il testo scenico in tre atti di Nino Martoglio, ma quell'atteggiamento di supponenza che alcuni siciliani assumono una volta emigrati al nord.

Dire che io ne sia sempre risultato indenne, sarebbe disonesto. Ho deciso infatti di scrivere questo blog due anni fa, per tentare di esorcizzare il processo in corso e ridurre gli evidenti effetti della mia "continentalizzazione" ...

Mi chiedevo, ma perché i miei corregionali hanno ridotto la mia bella Sicilia in questo modo? Perché gli abitanti del bellissimo sud Italia, a volte sono così incivili?

Questa estate, prima di lasciare la "mia" Milano per le meritate ferie, ho come sempre fatto una scorta di libri. Ho trovato in libreria, in bella mostra, un libro di cui avevo sentito parlare nel blog di Beppe Grillo : Terroni di Pino Aprile: ovvero, tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali.

Pur essendo convinto dell'importanza fondamentale di uno stato italiano unico ed indivisibile, ho cercato sempre di avere una visione critica ed obiettiva degli avvenimenti che condussero 150 anni fa, all'unificazione del nostro paese.

Si capisce presto, leggendo libri di autorevoli storici e giornalisti come Denis Mack Smith o Lorenzo Del Boca che la storia del risorgimento italiano, così come studiata a scuola, è una favoletta frutto della fantasia della propaganda sabauda.

Di Del Boca, nativo di quella Val Sesia dove oggi alcuni sindaci leghisti bandiscono l'ingresso alle donne con il velo ed i "vu cumprà", ho già parlato nel mio blog, citando il suo splendido libro Maledetti Savoia.

Scrive il piemontese Del Boca:
A partire dal 1860, l’Italia non piemontese non è stata liberata, ma conquistata. Le regioni meridionali non sono state unite nell’unica Italia, ma annesse. L’Italia del Sud e la sua gente sono state maltrattate, anche in modo volgare. Per infangare l’immagine di Francesco II, cacciato dal suo Regno delle due Sicilie, i servizi segreti piemontesi misero in giro una serie di fotomontaggi di sua moglie, la regina Maria Sofia, in atteggiamenti pornografici.

Evidentemente il metodo Boffo non è stato inventato da vittorio feltri ...

Tornando a parlare di cose serie, Terroni di Pino Aprile, offre un ulteriore contributo alla verità storica. Si legge in un fiato, lasciandoti un misto di frustrazione e senso di rivalsa dentro.

Prima del 1861 i veri terroni non erano gli abitanti del sud Italia, ma quelli della sedicente "padania". Il regno Borbonico poteva vantare un tessuto industriale da fare invidia all'impero britannico ed un prodotto interno lordo solo inferiore a quello degli inglesi e della Francia.

Gli uomini del sud non sono indenni da colpe, non è questa la tesi che sostengo, ma per capire quanto sia stato fatto per creare le disparità economiche che ancor oggi affliggono gran parte del nostro paese, bisogna riportare alcune cifre.

A soli due anni dalla spietata colonizzazione del Regno delle due Sicilie, erano state sottratte ricchezze alla stato borbonico, per un ammontare attuale di circa 1500 miliardi di euro .. poco meno dell'attuale debito pubblico accumulato in 20 anni dai nostri mediocri politici.

Questi capitali furono in parte utilizzati per ripianare i bilanci dell'indebitato stato sabaudo e per arricchire personalmente, quel monarca che la sua propaganda definiva galantuomo ...

Invito tutte le persone intellettualmente oneste, a festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia, rivedendo e studiando la vera storia del risorgimento, ridando così dignità a quei popoli costantemente insultati e dileggiati da uomini totalmente ignoranti che continuano a sostenere che la causa dell'arretratezza del sud Italia sia di natura genetica ...

Come mi disse una mia amica di Oslo, al mondo c'é sempre qualcuno più terrone di te ...

lunedì 28 giugno 2010

Brancher il ministro della mandorlata

Dalle mie parti quando qualcuno si da delle arie, senza aver alcun titolo per farlo, viene subito epitetato come "u diritturi da minnulata" (*) - il direttore della mandorlata, cioé del nulla.

Quando ho saputo della nomina dell'onorevole Aldo Brancher a ministro del federalismo, mi sono chiesto: ma di cosa si occupa il ministro al federalismo? Inoltre, in un momento in cui si cerca di ridurre all'osso la spesa pubblica e gli sprechi, era davvero INDISPENSABILE creare un nuovo ministero, tenuto conto che della materia se ne dovrebbero già occupare i dicasteri di Calderoli, Bossi e Fitto?

Non poteva il presidente del consiglio, cedere la carica ad interim del ministero allo Sviluppo Economico, visto che tale poltrona era stata resa vacante dalle dimissioni dell'ormai ex ministro Scajola? Oppure, non poteva limitarsi a nominare il "capacissimo" e "stimatissimo" Brancher ad un ministero che nell'attuale governo pare non esistere, come quello di "poco conto" dedicato alla sanità?

Inutile sottolineare quanto poco opportuno possa sembrare a chi scrive, la nomina a ministro di una persona sotto processo, ma nulla ci stupisce più del governo del fare che approfittando di un'opposizione inesistente, anche questa volta ne ha fatta un'altra delle sue.

Le ragioni, misteriose qualche giorno fa, sono sempre le stesse, evitare di far processore se stessi e gli amici degli amici ... la politica non come servizio, ma come premio a chi ha bisogno di risolvere problemi che con il bene pubblico, poco hanno da spartire.

Allora che dire sulle deleghe del nuovo ministero al federalismo? Mi sembra coincidano perfettamente con quelle del ministero della mandorlata ... Buon lavoro signor ministro ...



(*) l'espressione colorità, ma efficace, andrebbe ulteriormente contestualizzata: luogo pubblico, ingresso in pompa magna del personaggio in oggetto e voce che si erge dal nulla urlando "arrivau u diritturi da minnulata" (è arrivato il direttore della mandorlata) ...

martedì 15 giugno 2010

Padania? Padania who?

Anche se il tecnico toscano della nazionale non mi fa impazzire a livello empatico, non posso che dargli ragione ... ma chi se ne frega per chi tifano a radio padania, questi come si dice dalle mie parti sono "nuddu ammiscatu cu nenti" (nessuno mischiato con il nulla).

Gli inglesi quando qualcuno parla di emeriti signori nessuno rispondono Mr. who? Quindi alla domanda cosa ne pensi dei cronisti di radio padania ... rispondo padania who?


sabato 24 aprile 2010

La storia e la realtà, entità inconciliabili per chi sta al potere ...

Alla vigilia di una anniversario della liberazione in cui pare i partigiani non abbiano svolto alcun ruolo e gli americani ci abbiano liberato dei comunisti invece che dalle forze nazi-fasciste, riproviamo a raccontare la storia per come è avvenuta e non per come gli uomini al potere vorrebbero si fosse svolta.

Così ad esempio è tempo di restituire dignità ad un sud depravato delle sue ricchezze dall'occupazione dei Savoia. Un consiglio per chi desidera approfondire le incredibili menzogne dietro il risorgimento italiano: Maledetti Savoia di Lorenzo del Boca.

giovedì 15 ottobre 2009

Petra lavica ...

Qualcuno leggendo il mio post "E' stato un attimo" mi ha chiamato preoccupato ... Filippo cosa ti è successo? Per non aver tu, voglia di tornare in Sicilia, devi stare proprio male ...

La Sicilia è per me come una donna amata che ti fa soffrire e disperare.
Quando decidi di lasciarla ... un suo fugace sguardo basta per fermarti il cuore.
Improvvisamente senti dentro una voce soave ...
E' come quella di una sirena a cui non puoi resistere ...

C'é una bellissima canzone "Petra Lavica" (Pietra Lavica) che meglio di ogni altra cosa, riesce a tradurre in versi e musica i miei sentimenti. Forse non è un caso che l'autore, Giuseppe Rinaldi in arte Kaballà, sia come me catanese di nascita e milanese d'adozione ...

Provate a trovare un attimo per ascoltarla e chiudete gli occhi ... sentirete improvvisamente il mare d'inverno che tenta inutilmente di strappare con le sue onde i faraglioni dal golfo di Acitrezza. Gli odori del porticciolo di Ognina vi ubriacheranno e come me vi accorgerete che nonostante tutto, è impossibile non amare questa terra ...



Petra Lavica by Kaballà

Di stu paisi cu li petri niuri
chi troppi voti mi n' ass' a scappari
ma quandu spunta u suli 'ntra lu mari
vogghiu turnari.

I picciriddi iocanu 'nta strada,
sulu la fami li fa arritirari,
arrusti e mangia che ti possu dari,
si vo' mangiari.

Ma 'stu strittu è troppu longu,
non si può chiù attravirsari,
cu lu punti di la petra lavica...

Terra antica, terra niura,
focu russu 'ntra lu mari,
arrifriscu di la petra lavica.

Di stu paisi cu li ficurinia,
ahi quanti spini c'à dintra li mani,
e sangu ca s'ammisca cu lu meli
di lu me cori.

I piscaturi iettanu la riti,
e la carina non ci fa mai mali,
supra lampari chi parianu stiddi,
di lu mari.

Ma stu strittu è troppu longu,
non si può chiù attravirsari,
cu lu ponti di la petra lavica...

Terra antica, terra niura,
focu russu 'ntra lu mari,
arrifriscu di la petra lavica.



Pietra Lavica

Da questo paese con le pietre nere
troppe volte sarei dovuto scappare,
ma quando spunta il sole dal mare
mi viene voglia di tornare.

I bambini giocano in strada,
solo la fame li fa tornare,
ti posso dare "arrusti e mangia"(*)
se vuoi mangiare.

Ma questo stretto è troppo lungo,
non si può più attraversare,
con il ponte di pietra lavica...

Terra antica, terra nera,
fuoco rosso nel mare,
mi rinfresco di pietra lavica.

Di questo paese con i ficodindia,
ah ... quante spine ci sono dentro le mani,
e sangue che si mischia al miele
del mio cuore.

I pescatori buttano la rete
e la schiena non gli fa mai male,
sopra le lampare che sembrano stelle
del mare.

Ma questo stretto è troppo lungo,
non si può più attraversare
con il ponte di pietra lavica...

Terra antica, terra nera,
fuoco rosso nel mare,
mi rinfresco di pietra lavica.


(*) arrusti e mangia, letteralmente "arrosti e mangi", tipico cibo preparato nei vicoli dei quartieri popolari a base di pane imbottito con fette di carne di cavallo arrostite calde.

giovedì 9 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo ... potrebbe essere l'antipasto

Il nostro è un paese meraviglioso. Raccoglie il 70% stimato delle opere d'arte mondiali ed è situato in una posizione invidiabile dal punto di vista geografico.

Purtroppo geologicamente è uno dei luoghi più pericolosi della terra. Basta guardare il numero dei Vulcani attivi presenti sul territorio nazionale, secondo forse al solo Giappone.

Il terremoto in Abruzzo, dal punto di vista geologico, è stato importante ma neanche così devastante se si tiene conto dell'ampiezza dell'area colpita e della magnitudo: 5.8° della Scala Richter.

Quello che colpisce è l'effetto causato dal sisma. In media ci sono 2-3 terremoti al giorno, con simili magnitudo, sulla terra. Nel sopra citato paese nipponico, un simile evento tellurico, sarebbe stato a mala pena, citato nelle news della sera.

Tornando a casa nostra, per fare un paragone con il passato recente, il terremoto del Friuli del 6 Maggio 1976, provocò 989 morti ed aveva una magnitudo di 6,4°. In Irpinia con magnitudo similare (6,9°), a perdere la vita furono 2735 persone.

Nel secolo scorso, a causa sia del terremoto (7,1°) che del conseguente Tsunami, a Messina e Reggio Calabria morirono 130000 persone. Quest'ultima rimane la tragedia che ha mietuto più vittime nella storia del nostro paese.

La zona della Sicilia orientale è quella, dal punto di vista sismico, più rischiosa.
Infatti la scossa di magnitudo più alta nella storia nazionale, si verificò nel Gennaio del 1693 nella Val di Noto. La scossa di magnitudo pari al 7,4° della scala Richter, uccise più di 60000 persone.

Nella sola città di Catania morirono 10000 abitanti su 40000 residenti dell'epoca. Il capolugo etneo, era stato pochi anni prima, nel Marzo 1669, devastato da un'eruzione dell'Etna.

Basta fare due passi per le strade della città siciliana, per capire quali potrebbero essere le conseguenze, se dovesse ripetersi un terremoto con caratteristiche similari. Nessun criterio antisismico fu ovviamente applicato dal Vaccarini nella ricostruzione della città di Catania né tali criteri furono seguiti negli altri centri abitati della Sicilia Orientale.

Oggi i residenti nella città etnea sono più di 300.000 e circa un milione se si considera l'area metropolitana. Fatte le debite proporzioni, potrebbero essere a rischio circa 100000 persone.

Noi italiani, dimostriamo il meglio nelle occasioni più difficili. Commuovente la reazione della società civile e dei volontari. Impeccabile l'azione del governo, a cui non ho mai lesinato critiche in passato.

Comunque la nostra tendenza è di operare nell'emergenza, dimenticando in fretta gli errori commessi nel passato.

Una proposta che ovviamente cadrà nel vuoto, perché non stornare quei fondi destinati all'inutile e faraonica opera che è il ponte sullo stretto, per mettere in sicurezza i centri abitati della Sicilia Orientale?

lunedì 16 marzo 2009

Report - Caso Catania uno scandalo senza limiti ...

Report, il rotocalco di informazione di Rai 3, ha ieri sera presentato l'ennesima analisi spietata del "modello" Catania.

Cosa deve essere scritto, detto e soprattutto denunciato per porre fine alla scandalosa gestione della città di Catania?

Il sistema non può essere "scardinato" democraticamente, solo il coraggio, la solerzia e l'onestà di un commissario, al di sopra delle parti e dell'ignobile casta di politici che ha fatto scempio della città di Catania, potrebbe porre qualche rimedio.

Chiarisco. Stancanelli, l'attuale sindaco eletto dopo 8 anni di "gestione" Scapagnini/Lombardo, dice bene che non tutti i cittadini che hanno votato il centrodestra sono dei delinquenti. Questo successo è anche figlio della "consistenza" del centrosinistra locale, paragonabile ad un'ectoplasma.

Comunque se in un quartiere come Librino, il 90% della popolazione vota per la terza volta consecutiva, gli stessi politici che hanno creato quelle condizioni di degrado e scempio, allora viene da pensare che gli strumenti delle democrazie moderne, non possono essere applicati in una città che in meno di 30 anni da Milano del Sud è stata trasformata, con tutto il rispetto, in una sorta di Mogadiscio del Nord.

Durante l'inchiesta di Report, un ingegnere ha denunciato il criterio con cui i politici locali ed i loro "compari mafio-imprenditori" derubano sistematicamente con il meccanismo degli appalti e delle consulenze, i contribuenti italiani.

A "Cianciopoli" i cittadini devono essere tenuti nell'ignoranza e per dirla alla catanese "sutta scupa" (sotto la scopa).

Calati iunco ca passa la china, diranno stamani, dimostrando la loro incredibile spudoratezza, i personaggi denunciati dall'inchiesta ed ai catanesi rimarrà la consolazione della squadra in serie A e della festa di Sant'Agata ..

Purtroppo dal mio osservatorio "privilegiato" di catanese che ha lasciato la propria terra, lavora e non deve dire grazie a nessuno, tutto appare ormai inesorabilmente perduto.

giovedì 5 febbraio 2009

Sant'Agata pensaci tu ...

Dice un vecchio proverbio catanese

Sant'Agata prima l'arrubbaru e poi cci ficiru i potti ri ferru ...

(Sant'Agata prima l'hanno derubata poi le hanno costruito le porte di ferro)

La leggenda vuole che solo dopo aver trafugato i tesori dell'amata patrona S.Agata, fu deciso di proteggerli con delle porte di ferro. Il significato è chiaro, non ha senso provare a risolvere un problema quando tutto è perduto.

Così oggi, a degli osservatori neutrali, potrebbe sembrare inutile perder tempo a salvare una città messa in ginocchio da 30 anni di malaffare e di connubbio tra mafia, imprenditoria locale e politica. Parafrasando il proverbio popolare: Catania già "s'arrubbaru" ...

Il 5 Febbraio però è un giorno speciale per i catanesi e voglio essere più ottimista.

La nostra "Santuzza" ne ha viste di peggio. Distrutta per ben 7 volte dalla lava e due dal terremoto, la nostra città sopravviverà anche alla mafia, ai Ciancio Sanfilippo, ai Virlinzi, agli "sciampagnini" e Lombardo di turno, tutti oggi in prima fila, immancabilmente, ad assistere alla messa solenne in Duomo.

Cara Santuzza salvaci tu, facci uno di quei grandi miracoli che ti hanno reso famosa, magari dicci se è il caso di lasciare il tuo sacro velo davanti alle soglie di Palazzo degli Elefanti sperando che come la lava, anche questi signori si fermino e smettano di distruggere la nostra amata città.

Cittadini ... W Sant'Agata !!!

La festa di Sant'Agata a Catania, una delle più importanti celebrazioni della cristianità

mercoledì 7 gennaio 2009

Viaggio in Italia (fino a Catania e ritorno)

"Conosci la terra dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono le arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
La conosci tu bene?"
(Johann Wolfgang von Goethe (1749 - 1832), Italianische Reise - Viaggio in Italia )


Per motivi di famiglia, sto trascorrendo qualche settimana a Catania, non mi capitava da quasi tre lustri, esattamente dagli anni del sindaco "ciuraru"(*) Enzo Bianco.

Mi sento un pò come Goethe, sorpreso dalla bellezza del posto ed emozionato come un bambino. Provo anche un piccolo senso di colpa, alla luce dei 19 gradi presenti nella città etnea, al pensiero della moglie lasciata sotto 30 cm di neve a Milano.

Il mio punto di osservazione è distorto da sentimenti contrastanti, l'amore infinito per la mia città lasciata con il cuore in gola, gli anni spensierati in cui il problema più grave era dare un esame all'università ed i luoghi ormai perduti della mia infanzia.

Purtroppo Catania è peggiorata negli anni e non capisco come il centro-sinistra, sia riuscito a perdere l'ennesima tornata elettorale, nonostante i disastri della precedente amministrazione "sciampagnino" (*) siano davanti agli occhi di tutti.

La sinistra "vive" a Catania (e non solo) in un universo parallelo, e quindi non mi stupisco decida di "autoreferenziarsi", emulando Barak Obama, su face book ... buona fortuna, ma senza contenuti mi sa che riuscirà solo ad organizzare un aperitivo al Bar Europa !!!

Nel frattempo oggi, su una televisione locale, ho sentito uno dei suoi massimi dirigenti, auspicare l'eliminazione delle preferenze anche nelle elezioni amministrative ... poi nessuno si sorprenda perché la gente non riesce più a distinguere chi sta a destra o a sinistra ...

Nel mio piccolo, amando infinitamente la mia città natale, non posso che fare il tifo per il sindaco Raffaele Stancanelli ed augurarmi che finisca presto questo incubo e che Catania torni ad essere quella raggiante città cantata da Carmen Consoli.



(*) i catanesi amano dare un soprannome ad ogni cosa, se il sindaco uscente fu liquidato con uno sprezzante nomignolo (sciampagnino) non miglior sorte ebbe Enzo Bianco accusato dai suoi detrattori di aver solo apportato migliorie estetiche alla città grazie a piante sparse in qualche spartitraffico ... da qui ciuraro (fiorista)

giovedì 18 dicembre 2008

Paese strano ...

E' un paese strano il nostro, se qualcuno delinque e viene beccato con le mani nella marmellata si dice, poverino ...

Se i livelli di inquinamento delle acque superano la soglia consentita, vengono modificati i criteri di valutazione, se si costruisce a ridosso di un parco archeologico, si fanno delle sanatorie, se se se se ... potremmo continuare a lungo.

Così non mi stupisce la risposta delle istituzioni e dei poteri forti (la stampa) che propongono non di riformare le istituzioni corrotte, ma di impedire a chi, facendo il proprio dovere, indaga sul comportamento disonesto dei politici, banalizzando: se un politico ruba, bisogna riformare la giustizia ...

La campagna denigratoria è già iniziata e si capisce che questa volta per i cittadini sarà meno facile arrivare alla verità. La lezione di tangentopoli è stata imparata ed oggi il controllo della politica sull'informazione, tranne rare eccezioni, è totale - siamo alla resa dei conti!

Così i talk show sono già pieni di politici, amici degli amici ed ex condannati di tangentopoli che fanno fronte unico contro i giudici che indagano. Licio Gelli tiene lezioni di democrazia in televisione e le inchieste giornalistiche "di spessore", sono affidate al Gabibbo.

Polito sul Riformista oggi scrive "Le procure stanno per sciogliere un altro partito?". Senza mezzi termini, il giornalista si schiera contro la magistratura, dimostrando che il tanto vituperato "berlusconismo" non è un'esclusiva del centrodestra.

Giuliano Ferrara, invita i "suoi" a non festeggiare scrivendo "Serve un patto tra il Cav. e Veltroni contro tutta questa fatiscente robaccia".

Ferrara sa benissimo che come avvenuto durante tangentopoli, se non si porrà subito "rimedio" il ciclone investirà tutto l'arco parlamentare (Bocchino, docet) compresa quella lega di duri e puri che, ai tempi di mani pulite, sacrificò ai "voraci" magistrati il suo tesoriere "quel pirla di Patelli".

Certo in un periodo così difficile, sperare in questa classe politica per trovare una soluzione alla crisi economica equivale, come si dice in Sicilia ad "Arriccumannarici a pecura o lupu" (affidare la pecora al lupo).

Io continuo a rimanere un'ottimista, qualcosa sta cambiando, la scorsa settimana metà dei cittadini abruzzesi ha deciso di disertare le urne (l'affluenza alle recenti politiche aveva superato l'80%) .

Usando una metafora "vulcanologica", non ho mai visto una colata lavica dell'Etna che non sia stata prima o poi colonizzata da qualche forma di muschi o licheni e citando parzialmente Giuliano Ferrara, spero cresca presto una ginestra sulle macerie di "questa fatiscente robaccia" ...

giovedì 25 settembre 2008

Cu nesci arrinesci ...

Quando decisi di andare via da Catania mio padre mi ricordò un vecchio proverbio siciliano: Cu nesci arrinesci ... (Chi si allontana dal suo ambiente viene a trovarsi in una condizione migliore).

Qualche tempo fa confrontavo i due fenomeni migratori d'inizio e fine secolo scorso.

L'immigrazione, nel primo caso, portava valore sul territorio.

Chi lasciava la propria terra erano soprattutto "braccia" ed operai in cerca di fortuna.

Chi trovava lavoro all'estero, non faceva mancare il proprio supporto a chi restava. Molti progettavano di tornare, una volta in grado di sostenere la propria famiglia, con il frutto dei propri sacrifici.

Oggi il fenomeno è tuttaltro che positivo perché impoverisce il territorio in maniera duplice: 1)Privandolo dei figli migliori e della potenziale classe dirigente. 2) Assorbendo ulteriormente risorse necessarie nelle fasi iniziali (pensate all'aiuto fornito dai genitori per affittare la prima casa oppure ai costi elevati di chi decide di andare a studiare fuori).

Le competenze e le esperienze sviluppate, lavorando e studiando lontano dalla propria terra, potrebbero fornire delle potenzialità inimagginabili per la crescita prosperosa e sostenibile del territorio.

Il problema è che solo pochi hanno voglia di tornare in un contesto professionale che definire arretrato è eufemistico e le due settimane di vacanza canoniche fanno passare ai più, anche la minima tentazione di rimettersi in gioco.

La classe dirigente politica siciliana, del resto, non ha assolutamente incentivato il ritorno dei talenti. Ad onor del vero, questo non è solo un fenomeno locale ma nazionale.

Recentemente, qualche esponente della lega, ha proposto di limitare i flussi migratori a livello nazionale (ad esempio i professori) per garantire la conservazione della cultura padana ...

Non voglio fare polemiche su quest'ultimo concetto, porterebbe troppo lontano dico solo che non ricordo di aver imparato né il dialetto né la canzone "ciuri ciuri" a scuola.

Le domande da porsi sono altre. Come mai nei nostri atenei ci sono pochissimi docenti e studenti stranieri? Perché le nostre aziende, tranne rare eccellenze, hanno difficoltà ad attrarre talenti a livello internazionale?

La risposta purtroppo la si intuisce analizzando i profili dei maggiori esponenti della casta che ho più volte definito in questo blog, la quinta essenza della mediocrità.

Perché mai dovrebbero permetterlo questi signori? Più ignorante è il popolo, più semplice è governarlo.

Senza un profondo rinnovamento della classe dirigente di questo paese, rischiamo di tornare economicamente agli anni del primo flusso migratorio e aspettarne altri cento per vedere un nuovo boom economico. Questo però è un lusso che non possiamo permetterci.

Immagine tratta da Nuovomondo di Emanuele Crialese

mercoledì 24 settembre 2008

Cos'é il genio ...



E' fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione ...

Per i catanesi che oggi stanno affrontando il periodo più buio della storia recente del capoluogo etneo, è anche l'ironia con cui sono riusciti a sopravvivere alle inettitudini dei propri amministratori.

La palma di genio in questi giorni, va senza dubbio a chi ha pensato di vendere su e-bay il simbolo della città, il nostro amato Liotru.

Essendo stata rimossa "l'offerta" dal sito, la incollo integralmente nel seguito:

Causa dissesto finanziario, vendesi statua raffigurante un elefante, conosciuta come “U Liotru”.

Il basamento è formato da un piedistallo di marmo bianco situato al centro di una vasca, anch’essa in marmo, in cui cadono dei getti d’acqua che fuoriescono dal basamento. Sul basamento due sculture riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l’Amenano. Al di sopra si trova la statua dell’elefante, rivolto con la proboscide verso la Cattedrale di Sant’Agata. Questa statua è di epoca romana ed è stata realizzata con più blocchi assemblati di pietra lavica. Ai lati dell’elefante cade una gualdrappa marmorea sulla quale sono incisi gli stemmi di Sant’Agata, patrona di Catania.

Sulla schiena del mammifero è stato collocato un obelisco egittizzante. Alto 3,61 metri, è stato realizzato in granito e ha una forma ottagonale. Vi sono incise delle figure decorative di stile egizio, ma non geroglifici. Sulla parte sommitale dell’obelisco sono stati montati un globo, circondato da una corona di foglie di palma e ulivo (alcune fonti riportano palma e gigli), più sopra una tavoletta metallica su cui vi è l’iscrizione dedicata a Sant’Agata MSSHDPL («Mente sana e sincera, per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria»), e infine una croce.

Questa splendida opera d’arte, realizzata da Vaccarini nell’ambito della ricostruzione della città etnea dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, sarà motivo di vanto e invidia per il vostro vicinato.
Che sia il Vostro giardino, cortile interno o salotto: il Liotru, con la sua eleganza senza tempo, potrà essere integrato in qualsiasi contesto architettonico.
Il vincitore dell’offerta, per un prezzo superiore ai 100.000.000 di Euro, verrà proclamato co-patrono della città di Catania e portato in trionfo durante i festeggiamenti di Sant’Agata.

La somma va versata alla tesoreria del Comune di Catania. Le coordinate bancarie verranno inviate al vincitore dell’asta entro 24 ore dalla conclusione della stessa.


domenica 17 agosto 2008

Back home ...


(centro sportivo di Massannunziata 16 Agosto 2008)

L'affetto con cui più di quattromila tifosi hanno accolto i rossazzurri ieri al centro sportivo di Massannunziata, non avrà certamente stupito i veterani, ma avrà subito fatto capire ai nuovi ragazzi, di cosa sia capace il cuore dei tifosi del Catania.

Sono sempre più convinto che questa città sia in grado di fare grandi cose, sia nel bene che nel male. Soffrire è nel DNA dei catanesi, una città distrutta sette volte dalla lava e due volte dal terremoto ha fatto della rinascita il suo motto: "Melior de cinere surgo" (risorgo sempre più fiorente dalle mie ceneri).



Non sarà quindi un altro anno di serie A a fare paura, ma lo striscione con cui alcuni tifosi hanno deciso di salutare i nostri ragazzi non lascia adito ad alcun dubbio ... per garantire la categoria, bisognerà avere forza e coraggio e mettercela tutta fino alla fine del prossimo Maggio.

Bentornati a casa ragazzi !!


(Stadio Angelo Massimino pronto per la terza stagione consecutiva in serie A del Catania)

(foto da calciocatania.com)

martedì 29 luglio 2008

Macca Liotru o Giufà?


Non voglio villantare crediti ... lo dico subito, non sono un "macca liotru" ! Come potrei esserlo con un padre nato ad Agira (EN) ed una madre nata a Como, mezza toscana e mezza nicolosita ... da far invidia ai figli di Bossi ...

Infatti, con «macca liotru», cioè «marca elefante» (il simbolo di Catania dal 1239), vengono chiamati i catanesi provenienti dalla città, in opposizione a chi proviene dalla provincia.

Il Liotru (chiamato anche, più raramente, Diotru) deve il suo appellativo alla storpiatura del nome Eliodoro. Questi era un nobile catanese che aveva tentato senza successo di diventare vescovo della diocesi. Caduto in disgrazia, divenne apostata e fu considerato «discepolo degli Ebrei, negromante e fabbro di idoli». Si oppose al vescovo Leone II il Taumaturgo, che lo condannò ad essere bruciato vivo nelle Terme Achilliane. Questo personaggio è legato all'elefante perché una leggenda narrava che fu lui il suo scultore. Sempre secondo la leggenda, il vescovo Leone avrebbe fatto portare la statua fuori dalle mura per farla dimenticare, ma il popolo le avrebbe ugualmente tributato degli onori divini (fonte wikipedia).

Come dicevo sopra, non posso certo definirmi "macca liotru" nonostante sia nato e mi sia sposato, nel borgo catanese di Ognina. Comunque non possono definirsi tali, neanche gli ultimi due primi cittadini del comune etneo, Umberto Scapagnini e Raffaele Stancanelli.

Scapagnini sarà ricordato più che per le sue qualità di sindaco (ha lasciato Catania dopo due leglislature, alle soglie della bancarotta, con un disavanzo di quasi 800 milioni di euro a quanto rivelato dal commissario Vincenzo Emanuele che ha sostituito il primo cittadino "catanese"), per essere stato il medico personale del "dux di Arcore" che deve al professore partenopeo, la sua presunta immortalità.

Raffaele Stancanelli ha da poco iniziato la sua avventura come sindaco della città etnea, conquistando, nonostante i disastri della giunta precedente, la fiducia dei catanesi che hanno confermato la scelta di essere governati da un esponente della "casa delle libertà".

Non mi preoccupa che Stancanelli non sia, essendo nato a Regalbuto (EN), un "macca liotru". Spero solo non si riveli un redivivo "Giufà", personaggio della tradizione orale siciliana, non famoso certo per la sua scaltrezza ed intelligenza. Giufà è infatti il soprannome che qualcuno con cattiveria, ha affibiato all'ex parlamentare regionale di AN.

Al sindaco Stancanelli ed alla sua giunta appena nominata, va il mio più sincero augurio di buon lavoro, lavoro che giudicheremo, come sempre, basandoci sui risultati.

lunedì 21 luglio 2008

Consigli per le vacanze ...



Queste tre settimane sembrano non passare più ... facciamoci allora del male ascoltando questa bella dichiarazione d'amore di Giuseppe Castiglia.

Catania figghiozza do Patri Eternu


Che bedda Catania, Catania di notti
iu sentu ca u cori m'abbatti chiù forti
ndè strati, ndè chiazzi e intra i cuttigghi
Catania fà a matri e annaca i so figghi
poi l'alba d'argentu s'ammisca cò mari
Catania è a genti ca si usca u pani
ma quannu s'arrobba e si isunu i manu
Catania s'incazza e diventa vulcanu.

Catania è 'na pupa, capiddi castani,
labbra carnusi e l'occhi ruffiani
e quannu mi sapi luntanu du iorna
ca so vuci d'angilu mi rici torna
Catania umiliata, trattata cche peri
s'attrucca e si pettina pe' furasteri
e quannu c'ancontra du ziti filici
Catania romantica li binidici

Musica, c'è musica Catania abballa
restu ca vucca apetta a taliarla
chi bellu pettu chi formi, Catania ca non dormi
Musica, chi musica Catania sona
e si ndò menzu qualchedunu stona
fa 'na battuta schirzusa, Catania è spiritusa.

Che bedda Catania, Catania di notti
cu attracca, cu vivi e cu fa cosi storti
Catania è pueti, finomeni e geni
gilusa picchì pi nuautri ci teni
Catania cò Suli macari ndo nvernu
Catania figghiozza do Patri Eternu
si porta a braccettu l'amicu liotru
fra uduri di chiummu, di zagari e citru

Musica, c'è musica Catania canta
tutti cò saccu sta passannu a Santa
varda Catania che lesta, cu l'abitu da festa.
Musica, chi musica Catania ardita
o stadiu soffri e vinci a so partita
stanca ci abbruciunu l'occhi, s'appinnica nde scogghi.

Catania da guerra, Catania urricata,
distrutta e pì setti voti rinata
non c'entrunu i sordi, non c'entra a furtuna
Catania ndo Munnu ci nnè sulu una

Sceccu scannaliatu

E chi se lo scorda quell'urlo sadico e terrificante, fortunatamente non riferito a chi scrive ... "SI SCECCU SCANNALIATU" ...

Lo "sceccu" per i non pratici della lingua sicula è l'asino, lo "sceccu scannaliatu" ... è l'asino diventato esperto, grazie ad una brutta esperienza ...

Forse quello del professor Tullio Caponnetto, all'epoca titolare della cattedra di Analisi 1 presso la facoltà d'Ingegneria di Catania, non era sadismo ma una delle sue ennesime lezioni di vita: fai tesoro dei miei insulti oggi, supera con la testa questa bocciatura (la brutta esperienza), come appunto fece "u sceccu scannaliatu".

A questa conclusione pare non sia arrivato Renzo Bossi che "recidivo", dopo la bocciatura subita lo scorso anno in un liceo di Varese, non ha avuto miglior fortuna in questa sessione.


Con il senno di poi, il padre Umberto Bossi, più noto come il "senatur lumbard", ce l'aveva messa tutta per aiutare l'amato figliolo: Renzo aveva cambiato aria ed era stato iscritto presso un istituto parificato di Tradate, il Liceo "Bentivoglio", uno dei tanti che il mio caro professore d'Italiano, soleva chiamare "diplomifici".

Niente da fare, quale pensate sia stata la reazione del padre all'ennesima bocciatura del suo delfino? Va A Lavura' ... che L'è Mej !!!

Macché, il figlio del leader leghista, secondo il "dotto" e "raffinatissimo" genitore, è stato "bastonato" agli esami, tremate gente, dai soliti professori meridionali (veri e propri torturatori degli studenti padani secondo Bossi), che hanno punito il ragazzo, reo di aver portato agli esami, una tesina su Carlo Cattaneo !!

Immagino quante volte il patriota, filosofo di Parabiago, si sarà rivoltato nella tomba pensando agli improvvidi accostamenti subiti da parte degli esponenti del carroccio. Così come il maestro di Busseto, Giuseppe Verdi che andrebbe citato, oltre che per le sue indiscutibili doti di musicista, per essere stato uno dei padri della patria (le lettere del suo cognome, narra la leggenda, venivono scritte sui muri di Milano e Venezia "viva V.E.R.D.I. = viva Vittorio Emanuele Re d'Italia)" e che invece oggi viene invece ricordato, dagli "acculturati" esponenti della lega, come l'autore dell'immortale aria Va Pensiero (dal Nabucco ndr), scelta come inno della sedicente repubblica federale padana.

Vorrei dare un modesto suggerimento al buon Renzo Bossi. Dato che né la paternità, né la fede calcistica (Davide Ancelotti, figlio di Carletto allenatore del Milan, suo compagno d'istituto, sembra sia stato regolarmente promosso) possono essere cambiate, consiglierei al ragazzo innanzitutto di studiare e poi, se proprio non riesce a farsene una ragione, in virtù del detto "talis pater talis filius", di emulare il celebre padre, organizzando una finta festa di diploma, facendo così orgogliosi e felici i propri genitori e rendendo meno preoccupanti le vacanze dei suoi professori meridionali.



PS per la cronaca, nell'estate del 1996, mi capitò di essere nominato commissario d'esame presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale Euclide di Caltagirone. Tra i tanti "scecchi" (una decina circa), bocciai un aspirante perito elettrotecnico che aveva portato una tesi sui trasformatori. Come allora oggi, non ho nulla contro la nota macchina elettrica, ma il candidato, figlio d'arte anch'egli (il padre era tecnico di laboratorio dell'istituto calatino) sconosceva persino l'esistenza della legge di Ohm.

mercoledì 16 luglio 2008

Il coraggio di essere onesti ...

Un grande siciliano: Giovanni Falcone, disse una volta:

Chi non ha paura di morire muore una volta sola ...

Per me è facile, dal mio piccolo aventino finnico-meneghino, parlare di coraggio e legalità. Dire cosa è giusto e sbagliato, non esitare a prendere posizione su tutto e tutti ... molto semplice quando si è liberi grazie ad una splendida famiglia, ad un lavoro guadagnato a prezzo di grossi sacrifici, per il quale non si deve dire grazie a nessuno, ma soprattutto quando non si è costretti, nostro malgrado, a vivere la vita da eroi ...

Parlare di coraggio per Giovanni Crescente (già citato nel post Impresa in Sicilia ... si può fare) è certamente meno semplice. Nel suo articolo pubblicato sul numero 2 di "le nostre imprese" del giugno 2008 edito da Confindustria Caltanissetta, il Direttore di Confindustria CL e AG, parla di aver coraggio in Sicilia.

Mi piace molto come Giovanni affronta il tema. Non assume mai alcun atteggiamento vittimistico, ma analizza con lucidità le sfide che un imprenditore siciliano è costretto ad affrontare se vuole fare impresa nella propria terra.

Per Giovanni, l'imprenditore in Sicilia, non deve solo gestire i naturali rischi legati al business, ma deve scegliere quotidianamente la strada della legalità, non accettando "compromessi" ... vivendo la propria vita con coraggio quindi.

Non so se Giovanni avrà modo di leggere il mio modesto commento al suo articolo, ma mi piacerebbe citargli, un brano del Gattopardo diverso da quello noto, menzionato nel suo, tra Tancredi e Don Fabrizio "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". Mi riferisco, invece, all'incontro tra il principe di Salina ed il piemontese Chevalley.



Come scrissi qualche tempo fa commentando un articolo di Riccardo Paterni, spero proprio che oggi Don Fabrizio, grazie agli onesti imprenditori radicati nel territorio ed a persone come Giovanni Crescente, possa essere smentito.

sabato 12 luglio 2008

Catania 1434 o 1946 ?




"Placeat providere et privilegium concedere quod Studium generale fiat in Civitate Cathanie, cum civitas sit ad hoc aptissima et fertilis. Placet"


Così Alfonso d'Aragona il 19 Ottobre del 1434 dava l'avvio alla storia dell'Ateneo più antico di Sicilia. 574 anni dopo in un contesto decisamente meno austero, nell'aula magna del prestioso ateneo, la società Calcio Catania 1946 ha presentato la rosa di calciatori che rappresenterà per il terzo anno consecutivo, la città di Catania in serie A.

A molti l'accostamento tra ateneo e squadra di calcio, potrà sembrare dissonante dato che la stragrande maggioranza dei ricchi protagonisti dello sport più amato in Italia, hanno nel migliore delle ipotesi concluso la scuola dell'obbligo.

Credo però che la rinascita della nostra città possa passare anche da queste due "istituzioni", l'università come sostanza dato che oltre alle nostre bellezze naturali possiamo solo fare conto dei cervelli dei nostri ragazzi - e la squadra di calcio come volano per costruire una buona immagine e dare nuova linfa ad un territorio devastato da un decennio di mala amministrazione (su Stancanelli attendo qualcosa di concreto prima di esprimere un giudizio, per adesso non pervenuto).

Comunque da tifoso del Catania e da catanese non posso augurami che squadra e soprattutto città, possano salvarsi quest'anno.