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martedì 22 aprile 2014

La vera libertà di scelta

La Pasqua appena trascorsa, mi ricorda quanto siano attuali le ragioni che portarono un figlio di uomo a dare la propria vita per amore di altri uomini.

L'egoismo sta uccidendo questo pianeta e le ingiustizie sociali non accennano a diminuire. Il divario tra ricchi e poveri aumenta, le ragioni dei pochi prevalgono sui molti, ma quel messaggio viene respinto e l'aggressione verso quell'uomo ne continua virtualmente la Sua dolorosa passione.

Credere "non è di moda", e chi ha la fede, deve presentarla in modo da non offendere nessuno. Ama il tuo prossimo come te stesso, quasi una bestemmia davanti alla secolarizzazione che sta tagliando, se ne facciano una ragione gli illuminati di questo ateismo violento, le radici dalle nostre piante. Vederle seccare poi pare sorprendere i peggiori detrattori ...

Non passa giorno che non ci sia un articolo contro la fede e contro la chiesa. Dimostrare la fede è esercizio non attuabile. Come volere dimostrare una legge della fisica, utilizzando al posto della matematica, le ispirazioni e le sensazioni che ci danno una bella poesia o un pezzo rock.

La fede è un dono, una grazia che noi credenti non meritiamo. Come usare questa grazia? Rendendo testimonianza, dimostrando con i semplici gesti quotidiani qual è "la via la verità e la vita". La tentazione è forte nel reagire alle vili aggressioni, utilizzando la stessa veemenza. Verremmo meno proprio a quello che ci ha insegnato quell'Uomo (con la U maiuscola), sacrificando la propria vita duemila anni fa. L'arma più forte per un credente rimane sempre la preghiera, e di quella farò uso e solo di quella.

Da padre però mi colpiscono le campagne anti clericali all'interno delle scuole. Combattere le religioni, usandone una ancora più fondamentalista ... quella dell'ateismo.

Mi si chiede di lasciare alla mia bambina la libertà di scelta. Come potrei non essere d'accordo, forse le peggiori critiche a Dio vangono da chi lo accusa di non far nulla per difendere l'uomo dai mali compiuti da se stesso. Ma è frutto dell'immenso amore del nostro creatore, lasciare le proprie creature libere di scegliere il proprio destino.

La libertà di scelta però prevede la valutazione di più opzioni, se non insegnamo ai nostri figli quel messaggio, quei valori che Cristo nel suo passaggio dalla terra ci ha lasciato, come potremo dare loro la possibilità di valutarli e magari sceglierne altri?

La libertà di scelta senza conoscenza è solo stoltezza.

Buona Pasqua a tutti, Gesù è risorsto.

La Resurrezione di Cristo del Bergognone (o del suo allievo Bevilacqua) - 
Chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia Milano

mercoledì 4 aprile 2012

La sportività? Un fatto d'onore !

Da un pò di tempo preferisco vedere le partite di calcio in TV senza commento tecnico ma semplicemente con l'audio di fondo dello stadio.

Non si tratta di una romantica ricerca delle sensazioni che solo la presenza fisica sugli spalti può dare, ma la razionale intenzione di filtrare dalle mie orecchie, quei commenti che tristemente contribuiscono a distruggere quel che resta di una cultura sportiva in Italia.

La prima volta che mi resi conto di questo fu nel 2002. Mondiali di calcio in Corea del Sud, ottavi di finale, partita secca per la qualificazione al turno successivo contro i temibili padroni di casa. Io però ero lontano da casa di almeno 1500 km e riusci a vedere l'incontro nella lounge Alitalia dell'aereoporto internazionale di Atene .. con commento in greco ovviamente.

La nazionale italiana perse la partita per 2 ad 1 (golden goal di Ahn che allora era un giocatore del Perugia di Gaucci). Le mie reazioni furono abbastanza contenute. Mi rendevo conto che l'Italia avrebbe potuto vincere una partita, in cui del resto era passata in vantaggio, ma che per un pizzico di sfortuna e per merito degli avversari, alla fine era stata persa.

Tornato in Italia non mi occupai di calcio per qualche giorno ... questa è la prassi che seguo per smaltire la delusione di una sconfitta. Quando tornai a "rioccuparmi" di calcio, restai disorientato. In tutti i media si parlava non delle fasi successive, nè del sorprendente cammino della Turchia (che perse alla fine la semifinale contro i futuri campioni del mondo del Brasile), ma di un certo Byron Moreno un arbitro di calcio ecuadoriano.

Ma chi era costui per attirare tutte le attenzioni degli organi di informazioni? Ma chi volete che fosse, il vero artefice della sconfitta italiana, l'unico colpevole delle nostre disgrazie sportive, la maledizione che ci aveva sorpresi lungo il cammino verso il meritato trionfo ... l'arbitro della partita persa contro la Corea del Sud!

Feci mente locale, le decisioni dell'arbitro Moreno, a volte non mi erano parse ineccepibili, ci può stare, tutti sbagliamo, ma non pensavo che i meriti della Corea del Sud fossero così minimi da risultare ininfluenti nel risultato. Ovviamente chi aveva assistito alla partita di calcio, ascoltando il commento del telecronista italiano, si era fatto un'opinione totalmente diversa.

Di questi esempi potremmo raccontarne a migliaia. Ogni domenica non si perde mai per colpe proprie, ma di qualche entità più o meno nota. L'arbitro in primis, il campo con l'erba lunga, l'avversario furbetto, le macchie solari ... eccetera ...

La cultura della sportività in Italia è al lumicino. I più la associano al fair play che i perdenti dovrebbero avere nell'accettare le sconfitte. Ma la sportività dovrebbe essere molto più di questo. Durante un tour de France, il ciclista americano Lance Armstrong invece di approfittare della caduta di uno dei suoi principali avversari, il tedesco Jan Ullrich, rallentò e attese che Ullrich rimontasse.

Non voglio unirmi a chi parla male degli italiani e del nostro paese, sempre e comunque. Fu un ex calciatore italiano, Paolo Di Canio a sospendere un'azione d'attacco molto favorevole, per consentire che il portiere della squadra avversaria fosse soccorso dopo uno scontro fortuito di gioco.

Credo che debba essere estesa la semantica della parola "sportività". Non si tratta di una debolezza da perdenti, ma di una questione di onore. Chi non è sportivo dovrebbe essere biasimato come persona non degna, piuttosto che esaltato come furbetto da imitare.

martedì 27 marzo 2012

Il piacere di scoprire di Richard Feynman

Cosa accomuna un talentuoso suonatore di bongo, un raffinato pittore ed un geniale scienziato?

Per comprenderlo dovremmo provare a conoscere meglio la personalità del brillante fisico newyorchese Richard Phillips Feynman.

"Dick" Feynman capì presto, grazie agli stimoli del padre Melville un venditore di uniformi, la differenza tra conoscere il nome che gli uomini nei diversi paesi del mondo assegnano a qualcosa e quel qualcosa.

Per conoscere è necessario andare oltre gli schemi e le regole analitiche che ci permettono, per esempio in algebra, di risolvere senza pensare, un'equazione di primo grado. E' importante invece comprendere in maniera concreta il significato delle cose, per far questo sono molto utili analogie pratiche che tutti possono capire.

Il padre dello scienziato, amava leggere ogni giorno al figlio Dick, una pagina dell'enciclopedia britannica che tenevano in casa. Ma non si limitava solo a questo. Un giorno discutendo di dinosauri e delle loro dimensioni fece notare al figlio che un Brontosauro, messo in piedi nel cortile di casa, avrebbe potuto, se la testa non fosse stata così larga, infilare il capo attraverso la finestra della sua stanza posta al primo piano. Molto più efficace che limitarsi a descrivere ad un bambino di 5 anni, le dimensioni del dinosauro: 24 metri di lunghezza, 8 metri di altezza e 35 tonnellate di peso!

La genialità del fisico fu presto notata e dopo la laurea e il dottorato in fisica al MIT e a Princeton, nel 1943 gli fu chiesto di partecipare al Progetto Manhattan, per sviluppare la prima bomba nucleare per conto del governo degli Stati Uniti d'America.

L'esperienza della guerra non fu semplice per lo scienziato che aveva fin da subito compreso le potenzialità distruttive dell'ordigno nucleare, ed anche a causa della morte della moglie, cadde presto in depressione. Così dopo la fine del conflitto mondiale, Feynmann rifiutò un'offerta di lavoro presso l'Institute for advanced study di Princeton.

Non erano gli onori che interessavano allo scienziato, né quello che la gente pensava di lui, ma ancora una volta il piacere di scoprire. Questa possibilità gli fu offerta dall'amico fisico Hans Bethe che raggiunse alla Cornell University.

Un pomeriggio dentro la caffetteria dell'Università, un bimbo lanciò in aria un piatto sul quale era impresso un medaglione blu, il simbolo della Cornell. Mentre il piatto era in volo oscillava, ed il simbolo blu impresso ruotava.
Poiché sembrava che l'oscillazione fosse più lenta della rotazione, Feynman si chiese quale fosse la relazione tra le due cose. Così il fisico iniziò a "giocare" con le complesse equazioni del moto rotatorio e scoprì che per piccole oscillazioni, la velocità di rotazione risulta pari al doppio di quella delle oscillazioni. Ma questo non era ancora troppo "divertente" così Feynman si pose un'ulteriore sfida: scoprire come ricavare direttamente questa relazione in modo semplice, senza far uso di equazioni troppo complicate.

Una volta scoperto il modo, ne parlo eccitato all'amico Hans che gli disse "... è molto carino ed interessante ma Dick, a cosa serve tutto questo?" A nulla rispose Feynman, l'ho fatto solo perché mi divertiva.

In realtà sia Feynman che Bethe si sbagliavano, quel "puro" divertimento sarebbe servito ad ottenere ciò che per un fisico normale (certamente non per Feynman) è il traguardo più importante ed ambizioso di una vita: vincere il premio Nobel.

Feynman notò presto un'analogia tra l'oscillazione del piatto lanciato dal bimbo nella caffetteria dell'università, e la rotazione (lo spin) di un elettrone secondo l'Equazione di Dirac. Così utilizzò i risultati ottenuti nello studio della rotazione del piatto, applicandoli alle ricerche che aveva in corso sull'Elettrodinamica quantistica. Continuando a gustare il piacere di scoprire, in breve tempo Feynaman sviluppo quella teoria per la quale, insieme agli scienziati Sin-Itiro Tomonaga e Julian Seymour Schwinger che arrivarono indipendentemente alle stesse conclusioni, nel 1965 vinse il premio Nobel.


Un diagramma di Feynman lo strumento inventato dal fisico americano Richard Feynman per effettuare i calcoli riguardanti scattering nella teoria quantistica dei campi.

Ritorniamo alla domanda iniziale, cosa accomuna un talentuoso suonatore di bongo, un raffinato pittore ed un geniale scienziato?

Feynman da leggendario professore quale era, ci ha trasmesso tantissimi insegnamenti ma ne vorrei sottolineare uno in particolare. Per avere davvero il successo che auspichiamo ed al quale diamo noi, e solo noi, il valore che merita, l'ingrediente fondamentale è uno ed uno solo, il divertimento.

Così la passione per il bongo o per la pittura, non sono più avulsi dalla ricerca scientifica, perché come per un bambino che scopre il mondo, essi possono stimolare la nostra curiosità e dare un senso alle nostre vite grazie allo straordinario piacere di scoprire le cose.


Feynman amava definirsi Fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo.

domenica 11 marzo 2012

La costellazione Singularity

Sono un ingegnere che ama molto le persone e crede che dietro l'accadere degli eventi non ci siano solo coincidenze.

Riesco abbastanza spesso a vedere da un apparente e caotico groviglio di punti, un'immagine chiara. Ma una volta identificata continuo ad unire quei punti, per vedere se qualcosa di nuovo era ancora nascosto.

Vi confiderò un piccolo "segreto". Non c'é nessuna dote straordinaria in fare questo. Si tratta solo di tecnica e pratica. L'importante, come ben sapevano i primi navigatori, è avere delle stelle "fisse" di riferimento.

Le stelle fisse sono tutte le stelle del cielo che sembrano immobili ognuna rispetto all'altra, come se fossero idealmente incollate o fissate sulla volta celeste: questa le trascina con se nel suo moto di rotazione, generando il fenomeno del loro sorgere e del loro tramontare.

Raggrupamenti ideali di stelle fisse, vengono chiamati costellazioni. Nella mia costellazione ideale ci sono la famiglia, gli amici, i valori in cui credo (onestà, rispetto e lealtà su tutti) ed i sacrifici necessari per ottenere dei risultati nel lavoro.

Ma anche le stelle fisse subiscono alcune piccolissime variazioni delle posizioni relative, che possono essere percepite solo dopo molti secoli e che sono dovute al moto proprio di ciascuna stella che si misura di norma in ascensione retta e in declinazione.

Nella mia vita terrena le variazioni percepite hanno periodi decisamente più modesti. Mediamente, dopo circa tre lustri, registro delle variazioni relative ed allora mi affretto a riunire i punti.

Così dopo 16 anni lavorando in grosse multinazionali come Siemens e Nokia, in cui sono passato dalla ricerca e sviluppo, il marketing e le vendite, IT, alla formazione tecnica e manageriale; ho visto un insieme di punti nuovi che lasciano intravvedere una figura davvero interessante, la costellazione Singularity.

In Singularity ci sono al momento tre "stelle fisse" quelle di Cesim (Formazione e Comunicazione), Nagima (Consulenza) e Cosi (Tecnologia e Sistemi). In ognuna di esse penso di poter creare valore per i clienti, l'azienda e me stesso.

Quello che mi appassiona però, come ho indicato fin dall'inizio, sono soprattutto le persone, le potenzialità nascoste ed esplicite, le dinamicità e le visioni.

Da domani inizierò ad unire i punti della mia nuova avventura professionale come consulente, inizialmente nelle aree in cui sono maggiori le mie competenze e più significative le mie esperienze: sviluppo della leadership, innovazione, social media e tecnologia.

Sono curioso di vedere quale sarà alla fine la forma della costellazione Singularity, ho la sensazione che saranno tanti gli artisti che ci aiuteranno a crearla :-)

venerdì 9 marzo 2012

Chi ha spostato il mio cellulare ...

Dopo 14 anni, oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro in Nokia.

In questa azienda ho imparato tantissime cose, mamma mia che anni, come sono cambiato.

A volte ho fatto delle scelte errate. Ma mi potreste dire, Filippo chi non le fa? In effetti dalle mie parti si dice "cu mancia fa muddichi" (chi mangia fa delle briciole) l'importante è trarne sempre degli insegnamenti.

E' da qualche tempo che cerco di trovare il "coraggio" di fare questa scelta. E da bravo ingegnere ho cercato di mettere piano piano i pezzi insieme, capendo che la "certezza" del breve, non era realistica, perché presto finiranno per tutti queste presunte certezze; e neanche responsabile, pensando al bene delle mie ragazze: la mia piccola Carla e mia moglie Alessandra.

Così ispirandomi alla bella favola di Spencer Johnson "chi ha spostato il mio formaggio" ... per mia scelta (e lo dico con un pizzico di orgoglio) ho deciso di tentare altro prima di essere costretto a farlo dagli eventi.

Certo il coraggio non è il mio punto di forza, anzi :-) e non me la sono sentita di fare salti nel buio, così quando quei pezzi di cui sopra, si sono uniti, ho deciso di accelerare i tempi, iniziando la mia strada da libero professionista inizialmente nelle aree in cui sono maggiori le mie competenze e più significative le mie esperienze: sviluppo della leadership, innovazione, social media e tecnologia.

Inizierò il mio cammino da consulente e libero professionista grazie a degli amici che hanno riposto fiducia in me, Gianfranco Di Maira e Marco Rosetti, partners e co fondatori di Cesim Italia e Singularity s.r.l. .

In Singularity oltre ad occuparmi delle tematiche di cui sopra, mi dedicherò allo sviluppo del business, alla consulenza direzionale, alla creazione della corporate digital strategy ed al mio pallino da sempre, la formazione dato che sono e rimarrò sempre un animale d’aula :-)

Non escludo però che nel prossimo futuro o con loro o da solo, deciderò di fare ulteriori passi in avanti verso quello che è il mio sogno, creare ricchezza per i miei clienti e i miei cari, facendo qualcosa che abbia senso anche per il mondo in cui viviamo. Proto idee ancora allo stato embrionale :-)

Adesso auguratemi in bocca al lupo e se volete seguire i miei progressi, controllate periodicamente il mio profilo su linkedIN.

Il mondo è piccolo, arrivederci "kiitos" ed in bocca al lupo Nokia.

martedì 29 novembre 2011

Angeli caduti dal cielo ...

Avviso ai naviganti, se non credete e pensate che chi ha fede è un credulone o nel migliore delle ipotesi, un semplice superstizioso, evitate di leggere il resto di questo post.

Tra meno di un mese si festeggerà il 2011esimo anniversario della nascita dell'uomo che ha cambiato per sempre il mondo. Per i cristiani il giorno si chiama Natale, per i sedicenti credenti ma non praticanti, o per gli atei, è semplicemente il periodo dell'anno in cui si mangia di più e si fa shopping selvaggio.

Stanotte, alle prese con la tosse di mia figlia Carla, ho avuto molto tempo per pensare. Così mi è venuta in mente una frase detta da quel bambino una volta diventato adulto «Se non vi convertite e non diventate come fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3).

Ma che vuol dire diventare come fanciulli? E perché bisogna diventare come loro per ambire al premio più grande che un credente agogna, la vita eterna?

Sulla copertina della prima edizione del libro Management di Abraham Maslow, c'erano due foto: da un lato dei bambini sorridenti che giocavano, dall'altro un'immagine rubata di un treno della metropolitana di New York la mattina presto all'ora di punta. La didascalia diceva più o meno - come siamo passati da questa fase della nostra vita (i bimbi sorridenti) a quest'altra (riferendosi alle facce tristi della metro)?

I bambini sono esseri fantastici, lo so che il mio stato di neo-papà non mi fa essere il giudice più obiettivo, ma sarà capitato ad ogni genitore di assistere stupefatto ai loro più piccoli progressi e vederli sorridere anche quando stanno male, quasi a ricordare le nostre piccolezze che con 37 di febbre, stiamo a languire su un letto lamentandoci con i nostri rispettivi consorti del destino crudele.

Tornando alla mia piccola Carla, la guardavo mentre poverina non riusciva a dormire. Non un lamento, anzi quando poteva ricambiava le mie carezze con un sorriso. Allora ho compreso pienamente quella frase. I bambini sono angeli caduti dal cielo, e per un periodo più o meno breve, rimangono incontaminati dalle bruttezze di questo mondo.

Spero che ci siano sempre più bambini in questo mondo e che questo Natale, che siate credenti o no, manager o operai, o temporaneamente disoccupati, ci faccia diventare tutti un po più fanciulli.


Gesù tra i bambini - Parrocchiale di Molare (AL)

giovedì 22 settembre 2011

Settembre ...

Odio Settembre ... o meglio odiavo Settembre.

Settembre è il mese dei cambiamenti, questa alla fine è stata la mia conclusione.

Nel Settembre del 1969 fui concepito, nel Settembre 1996 trovai il mio primo posto di lavoro ed il giorno dopo mia madre ci lasciò.

A lei, oggi che sono padre mi capita spesso di pensare. Gli anni sono anestetici che una canzone triste riesce a neutralizzare.

Settembre ... ancora una volta sono pronto a cambiare ...

giovedì 28 luglio 2011

Che fine ha fatto la mia Catania?

Un articolo del corriere del mezzogiorno fa una spietata analisi del degrado che ha colpito la mia città natale negli ultimi 15 anni.

C'era una volta la movida catanese. A cavallo tra gli anni '80 e '90 il centro storico tornava a essere il salotto buono della città. In piazza Bellini e nel dedalo di viuzze che la circonda nascevano decine e decine di pub che diventarono la fucina e la vetrina per tante band rock indigene. Ben presto si iniziò a parlare di Catania come la «Seattle del Sud».

Questa descrizione fa parte ormai del passato. Piange il cuore a vedere come hanno ridotto la mia amata Catania. La lasciai con le lacrime agli occhi 15 anni fa, giurai a me stesso che sarai tornato, ma ogni volta che ci vado la trovo peggiorata e quella voglia, mi vergogno a dirlo, negli anni è svanita ...

lunedì 14 marzo 2011

Siamo tutti Giapponesi


Si capisce davvero il valore degli uomini e di interi popoli solo nei momenti in cui sono costretti ad affrontare indicibili sacrifici ed immani tragedie.

E' successo due generazioni fa agli italiani, quando hanno dovuto ricostruire un paese devastato dalla guerra e dagli scempi dovuti a 20 anni di dittatura fascista.

Dopo il terribile terremoto e lo tzunami che hanno colpito il paese del sol levante l'11 Marzo 2011, i giapponesi si trovano davanti ad un momento che forse è solo inferiore per drammaticità, a quello posteriore alla fine del secondo conflitto mondiale.

Con un rapporto debito/PIL superiore al 200% ed una crisi economica che va avanti da almeno due decenni, i nipponici hanno davanti difficoltà che metterebbero in ginocchio qualsiasi nazione, ma sono certo supereranno senza tentennamenti.

Quello che più mi ha colpito di questo popolo, è la dignità, l'orgoglio e la forza che credo non abbia pari sulla terra.

Dovremmo prendere esempio da questa gente e sentirci almeno per un giorno tutti giapponesi.

martedì 1 marzo 2011

I cervelli degli italiani in gabbia

Un mio amico appassionato di rugby non riesce a capire come io possa essere appassionato di calcio di fronte ai fatti di violenza verbale e fisica che periodicamente avvengono negli stadi.

L'argomento merita un approfondimento serio e dettagliato ma in realtà ho pensato agli stadi come metafora da usare per spiegare l'apatia con cui gli italiani stanno reagendo all'inefficienza dell'azione, per usare un eufemismo non censurabile, dei politici italiani.

Negli stadi ai tifosi ospiti vengono riservati settori speciali, limitati da recinzioni e gabbie varie. Sarò un utopista, ma piuttosto che sottoscrivere tessere del tifoso del tutto inutili, avrei combattuto la violenza eliminando gabbie, fossati e quant'altro costruito negli anni, all'interno dei nostri stadi obsoleti.

Secondo la mia modesta teoria, se tratti un uomo da animale chiudendolo in una gabbia, alla fine si comporterà da tale.

Ma cosa c'entra tutto questo con la politica e l'apatia degli italiani?

Ho avuto modo di fare alcune chiacchiere nelle ultime settimane con imprenditori italiani, consulenti strategici ed altri attori dell'economia italiana. Tutti sono concordi che questo è un paese senza progetti, governato da persone anziane che non hanno nessuna visione per il futuro.

Anche questo argomento merita uno spazio più ampio che una semplice riflessione.

Gli italiani sono da circa venti anni divisi in due categorie. Chi detesta Berlusconi (sinistra) e chi lo ritiene un unto dal Signore (destra).

La passione della politica è diventata come il tifo per una squadra di calcio. Non si guardano i contenuti ma se si è di "destra" o di "sinistra" secondo i criteri di cui sopra. La storia degli italiani si ripete, di nuovo una lotta tra neo Guelfi e Ghibellini ...

Come i tifosi ospiti negli stadi, gli italiani sono ingabbiati mentalmente ed etichettati non tanto per le loro idee e proposte, ma per quello che pensano del presidente del consiglio italiano. Assurdo ma vero ...

Se davvero riuscissimo a tirarci fuori da questa gabbia mentale in cui ci hanno rinchiuso, forse potremmo noi "giovani" quarantenni, dare ancora un futuro ed una speranza a questo paese governato da mummie ricoperte da ceroni ...

martedì 1 febbraio 2011

Ciao Capitano

Dopo tre ore di volo ed una passeggiata al fresco tipico di queste latitudini, si è un po attenuata la mia incazzatura ...

Sono un uomo d'azienda che prende a volte decisioni a malincuore, perché sa che sono quelle giuste, ma non sopporto quelli che ignorano o dimenticano che dietro ogni scelta, anche la più logica e la più razionale, ci sono degli uomini con sentimenti che di logico e razionale non hanno nulla ...

Mi ricordo con commozione sincera, quell'immagine di Peppe Mascara con la maglia della nazionale. Quanto ero orgoglioso neanche fosse un fratello più piccolo.

Il goal da centrocampo al Palermo? Troppo banale ... preferisco l'irridente cucchiaio a Julio Cesar che mi ha fatto sentire davvero importante calcisticamente dopo 15 anni di totale anonimato a Milano. In effetti i miei amici interisti il tuo nome, caro Peppe, l'avevano già imparato grazie a quel pallonetto da fuori area che segnasti proprio sotto i miei occhi a San Siro il primo anno di serie A.

Quanti ricordi, indelebili. Quante soddisfazioni sportive.

Non esistono più le bandiere nel calcio, me ne rendo conto, ma anche stasera, così lontano dalla mia terra, in una paese che è anni luce diverso dalla mia bella Sicilia, penso con orgoglio ad un figlio della nostra isola che da piccolo alternava agli allenamenti, il lavoro con il padre ai mercati, che un giorno ha portato la maglia della nostra Catania in nazionale.

Bravo Peppe, meriti di avere quelle chance che a 32 anni a Catania non avresti più potuto avere. Non mi interessa cosa faranno gli altri, quelli che ti hanno già rimosso dalla mente come tifosi, dimenticando tutto quello che hai fatto, quello che hai dato alla nostra maglia. In mezzo a quelle sciarpe rossazzurre, in qualunque stadio ci incontreremo, mi vedrai in piedi ad applaudirti.

Il tempo è sempre galantuomo ed il nome di Giuseppe Mascara da Caltagirone, sarà scritto in modo indelebile nella storia del calcio a Catania.

Grazie Peppe ... in bocca al lupo Mascarinho ... fatti valere sempre.

domenica 23 gennaio 2011

Il matrimonio in chiesa

Recentemente Papa Ratztinger ha invocato più severità nel celebrare e annullare matrimoni.

Secondo Papa Benedetto XVI, il lassismo della Chiesa favorisce i fallimenti matrimoniali. Il matrimonio cristiano non è messaggio ideologico. Sposarsi in chiesa è un diritto solo se si crede nella “verità" del matrimonio, ossia di un atto per la realizzazione del “bene integrale, umano e cristiano, dei coniugi e dei loro futuri figli, volto in definitiva alla santità della loro vita”. Discende da qui l'importanza della preparazione al matrimonio cristiano, anche per evitarne la nullità.

Come non essere d'accordo. Il matrimonio in chiesa per i non credenti ed i sedicenti cattolici non praticanti, è diventata una burletta, solo l'occasione per organizzare una cerimonia più "carina".

Molto più dignitosa, a mio parere, è la scelta di chi non ha fede e decide di sposarsi solo civilmente.

martedì 18 gennaio 2011

Il mondo di Carla


Mappa della possibile infrastruttura per il rifornimento energetico sostenibile per l'Europa, il Nord-Africa e il Medio Oriente (EU-MENA) - Fonte wikipedia

Non sono ancora formalmente un genitore, ma già mi preoccupo del mondo che troverà la mia piccola Carla.

Vivrà in un periodo di pace?
Chi scrive ha avuto la fortuna di non conoscere mai guerre, ma nel mondo al momento ci sono più di 30 conflitti, in gran parte ignorati e non a caso concentrati nelle zone più povere del pianeta. La distribuzione iniqua delle risorse limitate e l'ampliamento della distanza tra ricchi e poveri, causano tensioni sempre crescenti. L'intolleranza nei confronti delle diversità etniche e religiose, alimentano guerre di civiltà che con il nome di Dio, e lo dice un credente, non dovrebbero avere nulla da spartire. A prescindere dalla avere o non avere una fede, se si abbracciassero davvero le dottrine scritte nei sacri testi delle principali religione monoteistiche, l'uomo troverebbe le vie e le risposte giuste verso la pace. L'unico modo per evitare le guerre è non farle, chissà se nel mondo di Carla tutti avranno compreso questo semplice concetto.

Carla avrà voglia di studiare?
La mia amata nonnina mi raccomandava sempre di studiare. Per un bambino è più naturale pensare al gioco che ai libri, ma capivo che quel sacrificio fosse necessario per avere alla fine il meritato "premio". Ma il mondo di Carla riconoscerà i valori di una meritocrazia solidale, che premia i migliori ma non dimentica gli ultimi? La tentazione di trovare scorciatoie, non è solo italiana. Certo la cronaca di questi giorni pare non lasciare molte speranze, e prostituirsi per fare carriera, almeno in Italia, pare la norma piuttosto che l'eccezione. Carla se avrà le giuste attitudini e potenzialità, farebbe bene a studiare, perché questa etica degradata non è sostenibile. La limitatezza delle risorse, desterà le anime sopite della silente maggioranza, i re ed i protagonisti dello squallore, sono ormai nudi.

La sua prima macchina andrà a benzina?
Tra quaranta anni, con gli attuali livelli di consumo, si esauriranno le scorte di petrolio. La necessità di individuare nuove e sostenibili fonti di energia, darà un nuovo stimolo alla ricerca scientifica ed all'economia.
La Desertec Foundation sta sviluppando un progetto di una rete di centrali elettriche e infrastrutture per la trasmissione di energia elettrica a lunga distanza finalizzate alla distribuzione in Europa di energia prodotta da fonti rinnovabili (in particolare energia solare dai deserti del Sahara e del Medio Oriente tramite la tecnologia del solare termodinamico ed energia eolica prodotta sulle coste atlantiche). Il 3% dell'energia solare irradiata sulla superficie dei deserti della terra basterebbe a garantire il fabbisogno energetico mondiale ! Con tanta energia elettrica non sarebbe davvero un problema fare un pieno di Idrogeno.

Carla forse sogno ad occhi aperti, e forse sono un illuso, ma sono convinto che il tuo mondo potrebbe essere davvero migliore di quello che ho trovato. Ma questo tesoro non dipende né da te né dagli altri bambini, ma da tutti i papà e le mamme che oggi dovrebbero smetterla di pensare solo a se stessi, iniziando davvero a costruirlo questo mondo migliore ...

venerdì 3 dicembre 2010

Anno nuovo look nuovo ...

Una sana abitudine che ho rimosso purtroppo anni fa, era quella di tenere un diario. La sera, con gli occhi a "pampinedda", l'ultimo atto della giornata consisteva nel buttare giù dei pensieri, o semplicemente una sintesi di quello che pensavo meritasse essere menzionato.

L'11 Marzo 2008, su You Tube una ragazzina di nome Marta che credo sarà diventata milionaria, raccontava come fosse facile creare un blog. Ho deciso così di ricominciare a creare quel diario in maniera virtuale utilizzando un blog.

Tra qualche mese diventerò papà ed avrò forse meno tempo per aggiornare il mio blog. Magari avrò molti più pensieri da condividere e maggiori fonti d'ispirazione ... chissà.

Pensando che nella mia famiglia non ci sono mai stati casi di centenari, immagino tra qualche anno quella bambina ancora non nata, diventata donna, dare un'occhiata a quelle quattro scartoffie ingiallite scritte da me a ventanni e forse le verrà voglia di leggere cosa pensava il suo papà del mondo e della vita.

Questo blog da adesso in avanti è dedicato totalmente a lei. Amore ti aspettiamo con ansia, nel frattempo per accoglierti degnamente, io la tua mamma e questo blog proveremo a farci un nuovo look.



PS l'immagine di Catania l'ho "rubata" dal profilo face book di un ex collega universitario Massimo Sardo ... Massimo complimenti ;-) è bellissima ...

A dimenticavo ... per i non siculi gli occhi a pampinedda (foglia piccolina) sono tipici di chi pare sveglio ma è ormai da tempo tra le braccia di morfeo ... condizione che secondo il mio amico Michael Haralson prestò sarà una costante sul mio volto ...


martedì 30 novembre 2010

Ciao maestro ...

Solo pochi uomini come Mario Monicelli potevano permettersi di dire a tutti quello che pensavano, senza reticenze.

Ho provato una profonda tristezza quando ho saputo della sua scomparsa, come fosse andata via una persona cara, uno di famiglia.

Sono cresciuto con i suoi film, alcuni li recito a memoria ... mi mancherà la sua spietata lucidità e la schiettezza che solo un grande uomo a 95 anni può avere.

Così quando la malattia gli ha chiesto di accettare un compromesso, il maestro non ci ha pensato due volte, ed ha deciso lui quando porre termine alla sua sofferenza.

Dio legge nei cuori degli uomini e sono certo gli sarà stato accanto in quei momenti.

Ciao Mario ci mancherai ...

giovedì 11 novembre 2010

Peppe Sapienza Direttore Comunicazione del Milan con il Catania nel cuore

Inverno del 1996, mi ero da poco trasferito a Milano ed all'ingresso di una pizzeria napoletana a città studi, il proprietario davanti alla porta scherzava con i clienti ...

Che squadra tifi? Milan, Inter o Juve queste le risposte più comuni ... in tutti i casi, a meno che non si rispondesse Napoli, il proprietario impediva l'ingresso al locale. Quando toccò a me risposi senza esitazioni Catania. Empatia tra "terroni" forse, ma alla mia inattesa risposta, mi guardò con un sorriso a 32 denti e disse: "no sacce in che serie gioca o Catania ma tu po trasere" (non so in che serie gioca il Catania ma tu puoi entrare).

Parlo di questo aneddoto perchè questo tipo di sentimento e di legame verso Catania è molto diffuso tra i tanti professionisti etnei che da anni hanno lasciato l'amata città natale. Tra questi inguaribili innamorati di Catania e del calcio Catania, c'é senza dubbio Giuseppe Sapienza, in questi giorni nominato direttore della comunicazione del Milan AC, una delle squadre di calcio più titolate al mondo.

Conobbi Peppe proprio grazie a questa passione comune. Chattando su un muro di tifosi del Catania, condividendo questo amore, non ci volle molto a capire che saremmo diventati amici. Così un giorno mi invitò a trovarlo presso la sede del Milan in via Turati. Il suo ufficio era un'oasi rossazzurra in mezzo ad un deserto rossonero. Grande professionista per carità, ma come sottolinea in un bellissimo articolo sulla Sicilia Giovanni Finocchiaro, innamoratissimo del calcio Catania.

Ai tempi della serie B, nei sabati pomeriggio, si diventava "compagni di merenda" per assistere alle partite del Catania giocate al nord Italia. L'unico "rammarico" per la serie A conquistata 5 anni fa, è l'aver limitato quelle belle trasferte vissute insieme, litigando con i comandi del navigatore dell'auto e gustando prelibatezze gastronomiche nei ristoranti tipici della città che ospitavano il nostro Catania.

L'ho scritto più volte, questo amore viscerale per la nostra terra è una sorta di cordone ombellicale che non si può recidere. Lo si dimostra nella vita di tutti i giorni, nell'accento, con il comportamento ineccepibile di uomini prima e di professionisti poi. Ogni occasione diventa buona per rivendicare con orgoglio l'essere siciliani, anche se a pochi giorni dal derby di Sicilia si tende a sottolineare di più la "catanesità" :-)

Peppe congratulazioni per questa nomina che chi ti conosce bene, dava per certa. Sei un grande amico ma soprattutto un esempio di catanese che rende onore ogni giorno alla propria terra ed alla propria città.

Ad Majora !!

venerdì 3 settembre 2010

Hawking se Dio non esiste, chi ha creato il nulla?

Secondo lo scienziato inglese Stephen Hawking, non è stato necessario l'intervento di alcun Dio per creare l'universo.

In sintesi, lo scienziato britannico sostiene che l'universo rappresenti semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. «Poiché esistono leggi come quella della gravità - sostiene il matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow - l'universo può essere stato creato dal nulla».

Supponendo che non esista un essere superiore che per convenzione abbiamo deciso di chiamare Dio, vorrei chiedere ad Hawking ... come fa qualcosa a crearsi dal nulla? Non contraddice questo, proprio le leggi inviolabili della fisica?

Ma poi le leggi della fisica chi le ha create?

Si potrebbe replicare che esse siano sempre esistite. Ma questa è la risposta che normalmente gli uomini di fede danno quando si avventurano a dimostrare "scientificamente" l'esistenza di Dio: Dio è sempre esistito ... non è stato creato, proprio come le leggi inviolabili della fisica !

In pratica atei e credenti utilizzano le stesse assunzioni per pervenire a conclusioni diverse.

Aggiunge Hawking «se Dio avesse voluto creare l'universo allo scopo di creare l'uomo, non avrebbe avuto senso aggiungere tutto il resto».

Invidio ad Hawking la capacità di leggere nella mente di Dio perché a me Lui sorprende sempre ogni giorno.

Dio ha rivelato ai piccoli ciò che ha nascosto ai sapienti. Ha dato agli uomini il suo unigenito Figlio e lo ha mostrato per primo ai più poveri, ai diseredati ed alle persone più umili.

Da "sapiente" e credente, non avrei mai potuto immaginare il suo disegno se non l'avessi visto realizzato ...

Apprezzo Hawking come scienziato, ma con background simili al suo, pur essendo decisamente meno intelligente, sono arrivato alla conclusione diametralmente opposta ... Dio esiste e tutto è stato creato da Lui, comprese le "sacre" ed inviolabili leggi della fisica. Come scritto nei vangeli Lui è la via la verità e la vita.

Leggete il vangelo, io ad oggi non ho trovato una virgola fuori posto nella parola e negli insegnamenti di quell'uomo vissuto duemila anni fa e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.

Basta questo per dimostrare che Dio esiste? No cari amici, non basta.

Qual è allora la verità? Vi auguro possa essere il vostro cuore a rivelarvela, ma siate umili se volete davvero apprenderla.

Quello che posso dirvi è che durante i miei lunghi anni di studi di ingegneria, dove ho appreso anche le leggi della fisica, ho compreso che è più probabile avvitare una vite con un martello che dimostrare con gli strumenti della scienza e della tecnologia, l'esistenza o la non esistenza di Dio.

Non temete però, tutti conosceremo la verità ... forse dopo aver lasciato questa vita, ma allora nè io nè Hawking saremo in grado di raccontarvela ...

giovedì 3 giugno 2010

Consigli per le vacanze - Rodi

Dato che per organizzare il mio weekend lungo a Rodi, ho ampiamente utilizzato i consigli dei vari viaggiatori per caso, mi sembra il minimo condividere la mia esperienza e dare, nel mio piccolo, qualche suggerimento a chi decidesse di scegliere questa magnifica isola per le proprie vacanze.

Innanzitutto chiarisco quali erano i nostri desiderata - Approfittando del mini ponte del 2 Giugno, organizzare una vacanza con Alessandra in assoluto relax al mare, combinando escursioni in città storiche e luoghi ricchi di cultura e tradizioni.

Rodi è sembrata quasi subito una meta adatta alle nostre aspettative, così all'inizio di Maggio tramite il portale expedia, ho prenotato sia i voli - via Atene con Olimpic Air da Milano Malpensa e l'albergo. L'hotel prescelto è stato il Lindian Village Hotel (località Lardos Beach) che suggerirei senza nessun problema sia per la splendida spiaggia che per la qualità della struttura, moderna, pulita e piena di comfort. Il villaggio, anche dal punto di vista logistico, è perfetto per l'organizzazione delle escursioni (Lardos è a pochi Km dalla splendida Lindos) infatti è posto al centro della costa orientale, la migliore dal punto di vista delle spiagge. Noi abbiamo scelto la camera più economica (Mediterranean) che ci è sembrata perfetta, con tanto di terrazzino con vista sui promontori che dominano la costa, a due passi dalla spiaggia. Se poi volete esagerare ed avete soldi da spendere, la struttura offre anche diverse suites con piscina privata o con jacuzzi ...

Iniziamo con la parte del viaggio che certamente poteva essere migliorata. La combinazione dei voli di linea (Olimpic Air da MXP) ha lasciato a desiderare. La partenza da Milano venerdì sera alle 20 e 50 era perfetta per le nostre esigenze, ma la coincidenza ad Atene per Rodi era prevista solo alle 6 e 20. Il ritorno anche questo non ideale, perché con il volo delle 14 e 20 in partenza da Rodi, siamo stati costretti ad attendere 4 ore prima di prendere la coincidenza per Milano alle 18 e 30. Se potete, cercate dei voli diretti che in estate dovrebbero essere ampiamente disponibili (easy jet ed altre low cost operano voli diretti in questo periodo da Milano a Rodi).

Primo Giorno
Arrivati a Rodi abbiamo ritirato la vettura (un must a Rodi) e ci siamo subito recati in direzione sud - est. Breve colazione ad un baretto posto al bivio tra Lardos e Lindos. Acquistata la nostra scorta di bottigliette da 1/2 litro ad un mini market attiguo (in albergo avevo letto, costassero una fortuna) ci siamo subito recati al Lindian Village che si trova sulla strada che va da Lardos/Lindos alla spiaggia remota di Gennadi.
Distrutti dalla nottata passata in aeroporto abbiamo deciso di passare tutta la giornata in spiaggia. Per la cena abbiamo optato per una taverna di Lindos. La To Kamapiko Taverna che ha una terrazza con una bellissima vista sull'acropoli e quel che più conta, una cibo di qualità eccezionale, davvero tradizionale greco ed un personale cordialissimo tra cui un ragazzo italiano Simone che si è preso cura di noi. Costo per due persone 50€ incluso antipasto (porzioni enormi), main course a base di pesce freschissimo, dolce, vino ed acqua. siamo tornati anche l'ultima sera alla taverna To Kamapiko che è in assoluto il luogo dove abbiamo mangiato meglio. Per trovarla vi conviene entrare dall'ingresso B di Lindos, quello sito vicino alla baia di San Paolo, proveniendo da Nord (Rodi), il secondo.

Secondo Giorno
Dopo la prima colazione mattinata di relax in spiaggia. Verso le undici ci siamo messi in viaggio verso la città medievale di Rodi. Non mi dilungo con le descrizioni, molto è già stato scritto sulla splendida cittadella medievale patrimonio dell'unesco. Da non perdere assolutamente la visita al palazzo del gran maestro, posto alla fine della via dei cavalieri ed al museo archeologico. Un consiglio, provate a perdervi camminando attraverso i vicoli della cittadella, ci sono angoli bellissimi che vanno scoperti da soli. Pianificate almeno una mezza giornata per visitare la città. Prima di lasciare Rodi abbiamo deciso di recarci su Monte Smith per visitare l'acropoli (niente di eccezionale) ed ammirare la città dall'alto.
Per la cena il piano era quello di visitare sulla costa occidentale un piccolo villaggio di pescatori Kameiros Skala, tanto pubblicizzato dalla guida e quindi tagliando trasversalmente l'isola, tornare in albergo nella tarda serata. Nonostante una cartina e due navigatori sono riuscito a perdermi ed invece di proseguire sulla litoranea in direzione sud, dopo quasi due ore girovagando tra montagne (ebbene si a Rodi ci sono le montagne) mi sono trovato in pratica al centro dell'isola in località Apollona. Tra Apollona e Platania (il villaggio successivo), esiste una specie di stradina (16 Km) che porta dopo una serie infinita di tornanti, al villaggio di Laerma, da li scoraggiati, abbiamo deciso di recarci verso l'hotel ed abbiamo finalmente raggiunto intorno alle 22 Lardos, dove abbiamo cenato in una Taverna sulla strada principale del paese.
Con il senno di poi, questa piccola disavventura si è rilevata una delle parti più divertenti del viaggio e rivedendo il giorno successivo quei luoghi alla luce del sole, abbiamo potuto apprezzare anche i bellissimi scenari che l'interno di questa isola possono offrire ai visitatori.

Terzo Giorno
Dopo il consueto pigrare in spiaggia nella mattinata, ci siamo messi in viaggio (ripercorrendo a ritroso il percorso della notte precedente direzione Kameiros Antica, senza dubbio il sito archeologico più importante dell'isola. La visita di Kameiros Antica (ticket 6€) piacevole nonostante un sole caldo. Decisamente consigliabile il sito in ore fresche.
Da Kameiros Antica, parafrasando Lucio Dalla, anche un bambino non dovrebbe perdersi per raggiungere Kameiros Skala che si trova a circa 15 Km più a Sud sulla litoranea. A Kameiros Skala abbiamo pranzato nell'ultima taverna (sono due) posta nel piccolo porticciolo da dove quotidianamente parte il traghetto per la piccola isola di Chalki che dicono meriti una piccola escursione.
La fama costruita attorno alla peculiarità di questo piccolo villaggio, a me è parsa fin troppo generosa ed anche i costi non mi sono sembrati economicissimi a meno che non abbiate voglia di affidarvi all'immancabile menù turistico con il pesce che propone la casa ... se dovete andarci apposta per questo, rimanete sulla costa orientale e recatevi in una delle piccole taverne del piccolo villaggio di Haraki (località segnata sulle strade e mappe come Charachi) circa 10 Km a nord di Lindos, luogo che infatti abbiamo prescelto per la sera.
Dopo pranzo rotta verso sud, prima tappa Kritinia con relativa visita dei resti del castello medievale. La vista merita da sola il viaggio. Piccola particolarità, una signora anziana vi farà segno di fermarvi offrendovi bibite ed altri prodotti locali. Lo farà in maniera gentile e dato che si occupa della pulizia del luogo, un euro e 50 per una lattina di coca, non dovrebbero essere un grosso dazio da pagare. Da Kritinia ci siamo spostati verso Monolithos. Anche qui resti di uno dei 30 castelli costruiti dai cavalieri dell'ordine di san Giovanni e vista da togliere il fiato.
Rispetto al piano originario, dato che la stanchezza si faceva sentire, abbiamo deciso di cancellare la prevista visita alla penisola di Prasonisi posta all'estremo sud dell'isola e deviando decisamente verso est, abbiamo deciso di goderci un altro pò di mare al Lindian Village.
Per la cena, come anticipato sopra, abbiamo optato per Haraki - Taverna il Capitano. Anche quì non ci siamo fatti mancare nulla ... e non scegliendo pesce e puntando sui tradizionali Moussaka e Gyro, ce ne siamo usciti con circa 15€ a persona.

Quarto Giorno
La mattinata in spiaggia come sempre. Nonostante la toccata e fuga della prima sera, mancava ancora ai nostri tour quella che giustamente molti considerano la perla dell'isola di Rodi, il villaggio bianco di Lindos. La visita dell'acropoli in piena ora di punta può essere un incubo per la folla, ma avendo la pazienza di aspettare che la gente decida di andare a pranzo, è possibile godersi un sito archeologico bello e l'ennesima vista mozzafiato sulle splendide baie che circondano questo piccolo villaggio.
Prima di tornare in spiaggia per la consueta tintarella pomeridiana, abbiamo fatto una piccola deviazione a sud visitando Archangelos famoso per le ceramiche ed i tappeti ... né l'uno né l'altro sono pervenuti e purtroppo quella che ritengo l'unica attrazione del luogo, la chiesa dedicata all'arcangelo Michele, era chiusa. Da Archangelos ci siamo recati al piccolo monastero di Tsampika, dedicato alla omonima Madonna che i locali venerano particolarmente perché pare aver concesso a molte coppie, il dono di un bambino ... bhe visto che la cicogna tarda ad arrivare dalle nostre parti, ci siamo detti perché no ... certo la tradizione prevede che in caso di grazia ricevuta, il nome del piccolo o della bimba debba essere Tsampiko a Tsampika ... nel nostro caso se dovesse accadere "fatta la grazia ... gabbato lu santu" ...
Il quarto giorno era purtroppo l'ultima sera per noi e per non correre rischi ci siamo di nuovo recati dai nostri amici della Taverna di Lindos To Kamapiko, mangiando al solito alla grande..

Quinto Giorno
Poco da dire, mattinata in spiaggia fino alle 10, colazione, check out e rotta verso l'aeroporto. Peccato per la combinazione dei voli, avremmo potuto certamente sfruttare meglio questa giornata. Il ritorno a Milano, triste come sempre quando finisce una vacanza, consolandoci pensando alla prossima ...

Lindos Acropoli - Isola di Rodi

sabato 1 maggio 2010

La risonanza, la musica e la voce di Dio ...

In natura tutti i sistemi reagiscono in modo diverso quando sono forzati ad "oscillare" e ad una certa frequenza, l'ampiezza delle loro oscillazioni ha un massimo.

Quando si verifica questa condizione fisica, si dice che il corpo è in condizione di risonanza.

Tutti noi abbiamo potuto sperimentare il fenomeno della risonanza. Da piccoli seduti su un'altalena, avremo sicuramente notato che spingendo con una certa periodicità, a parità di sforzo, l'ampiezza dell'oscillazione diventava più ampia.

La risonanza acustica è il fenomeno di amplificazione delle onde sonore che caratterizza i risuonatori ed è un principio su cui si basa il funzionamento di quasi tutti gli strumenti musicali.

La musica mi da lo spunto per riflettere sul fenomeno della risonanza non tanto in merito agli aspetti legati alle leggi della fisica, ma a qualcosa che mi lascia sempre perplesso ed a volte mi commuove.

Quante volte nella vita si vivono esperienze che fanno risuonare i nostri cuori, regalandoci emozioni diverse, incredibilmente profonde ed intense. Come un diapason che oscilla ad una frequenza di 440 Hertz, la nostra attenzione diventa massima ascoltando della buona musica. Sia questa un'aria di Bach, una canzone dei Pink Floyd o un'esecuzione con la chitarra classica di uno dei capolavori di Tom Jobim.

Parlando del principio di indeterminazione di Heinseberg che rappresentò una delle chiavi di volta della meccanica quantistica, Albert Einstein disse: "Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l'universo".

Einstein aveva torto, ma forse non del tutto. Si rimane stupefatti dalla meravigliosa complessità della natura e siamo ben lungi dall'aver scoperto tutte le leggi dell'universo ed i segreti che stanno dietro al più grande miracolo della creazione, la vita.

Con 7 note musicali le combinazioni possibili sono pressoché infinite, ma solo con alcune di esse: la buona musica, Dio pare aprire un dialogo diretto con i nostri cuori, facendoli oscillare e dandoci l'illusione, per un attimo, di poter ascoltare la sua voce.

sabato 13 marzo 2010

Clamoroso al Cibali 44 anni dopo


Dopo l'avverarsi della la profezia di parola a Dicembre e 44 anni dal goal di Facchin, il clamoroso al Cibali è di nuovo realtà.

Infatti era il 20 Febbraio 1966 quando per l'ultima volta il Catania riuscì ad imporsi in campionato contro l'Inter, mentre risale al 4 Giugno 1961 il mitico intervento di Sandro Ciotti che con il suo "clamoroso al Cibali" annunciò quell'incredibile sconfitta per 2 a 0 che costò il campionato all'Inter del Mago Helenio Herrera.

Quell'Inter dopo poco tempo sarebbe diventata per due volte consecutive, la regina d'Europa e questo da Italiano tifoso da sempre di tutte le nostre squadre in ambito internazionale, è un auspicio sincero oggi.

Stesso stadio, con il trucco rifatto ed un nome nuovo, Francesco Repice al posto di Sandro Ciotti, ma la sostanza è quasi la stessa ... due goal di scarto Catania batte Inter 3 ad 1.

Come avrebbe amato il mio caro padre, la cronaca sportiva la lascio ancora una volta alla voce di tutto il calcio minuto per minuto ... ma Papà cosa ti sei perso stasera ...