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domenica 28 agosto 2011

Al Catania lo scudetto 2011 dei bilanci della serie A

Sono stati da poco pubblicati i bilanci delle squadre di serie A relativi all'esercizio 2010 - 2011.

I campioni d'Italia del Milan, si sono rivelati secondi nell'ammontare delle passività (-84 milioni) dietro ai cugini dell'Inter (-224 milioni).

Se si guarda invece alla capacità di gestire entrate ed uscite, senza dubbio lo scudetto dei bilanci va al Calcio Catania che ha chiuso l'esercizio con un utile di 13,5 milioni di euro. Un record se si tiene conto che la società etnea può contare solo su 45 milioni di ricavi contro i 323 dell'Inter ed i 253 del Milan.

Insieme al Catania solo altre 4 società hanno chiuso in attivo il bilancio: Juventus (4,5), Lazio (1,6), Napoli (10), Palermo (0,7). Mente l'Udinese che ha raggiunto una storica qualificazione ai preliminari di champions league, ha chiuso il bilanco d'esercizio in pareggio.

E' il costo del personale che incide maggiormente sui bilanci delle società. Nei casi estremi gli emolumenti dei tesserati pesano fino all'80% del totale dei ricavi.

Ciò che preoccupa però è l'impietoso confronto dei ricavi delle squadre più titolate, rispetto alle concorrenti europee - I ricavi di Inter, Milan e Juve si aggirano attorno ai 200-250 milioni, mentre le grandi squadre europee sono sui 400-500.

Questa situazione è chiaramente non sostenibile e giustifica in parte, l'attuale declassamento della serie A rispetto alle altre leghe europee - quarti adesso nel ranking uefa dietro a Inghilterra, Spagna e Germania e tallonati dal campionato francese e perfino da quello portoghese.

Il Catania ha davvero tracciato la strada. La ricetta è semplice, ma di difficile implementazione senza un radicale cambiamento dell'attuale governance della serie A.

1. Diversificazione ed aumento delle entrate - oggi in gran parte legate ai diritti TV;
2. Investimento nei settori giovanili e nelle infrastrutture sportive;
3. Contenimento dei costi mai superiori ai ricavi d'esercizio.

Complimenti al Catania per questo scudetto che forse non esalterà i propri tifosi, ma che è base fondamentale per costruire un futuro sostenibile in pianta stabile nella massima serie.

venerdì 26 agosto 2011

Sciopero dei calciatori o dei presidenti?

Per la seconda volta nella storia della serie A, il campionato non partirà regolarmente. La causa: lo sciopero dei calciatori ...

Premesso che chi scrive, ritiene davvero che la stragrande maggioranza dei calciatori siano dei ragazzini viziati, in questo caso le cose non sono come appaiono. Usando i calciatori come specchietti per le allodole, pare esserci in atto, una lotta politica tra lega e federazione.

Facendo riferimento al possibile contributo di solidarietà indicato nella recente manovra finanziaria del governo; i politici non si sono lasciati sfuggire l'occasione per distogliere il biasimo popolare sulla loro casta, additando al pubblico ludibrio un'altra casta, quella dei calciatori.

In merito a quest'ultimo punto - Dura lex sed lex ! Se hai firmato un contratto in cui ti impegni a pagare una cifra netta, poco importa se ci sono nuove tasse o detrazioni. In realtà nel primo governo Berlusconi, l'aliquota IRPEF massima fu portata dal 43% al 39%, non mi pare che nessun presidente abbia riconosciuto il 4% di guadagno fiscale ai propri dipendenti che avevano concordato una retribuzione netta ...

Invece nei contratti stipulati con gli atleti, come accade a noi comuni mortali, in cui la retribuzione è indicata come "lorda", eventuali aumenti di tasse o detrazioni, hanno un immediato impatto sulla busta paga del dipendente.

Ad oggi pare che le grandi abbiano creato contratti in cui le retribuzioni sono indicate al netto; in questo caso la società agisce nei fatti come sostituto d'imposta.

La maggior parte delle piccole e medie società di serie A, hanno stipulato contratti in cui la retribuzione è indicata al lordo. In questo caso non mi pare che i calciatori abbiano posto delle obiezioni. Del resto in un modo o nell'altro, loro le tasse, come tutti i dipendenti, le hanno sempre pagate.

Traete voi adesso le vostre conclusioni. Prima di sparare sentenze e farvi manipolare, informatevi ... questo è uno sciopero ... si ma da parte dei presidenti non dei calciatori ...