Prima di esprimere il mio parere desideravo vedere la partita ...
Adesso ... sono pronto ... direi subito che l'opzione di dedicare il weekend alla famiglia, mancando per la prima volta il mio Catania a San Siro, è stata una scelta azzeccata ...
La premessa, necessita una spiegazione ...
La frittata non era fatta alla fine del primo tempo (concluso in svantaggio per 2 a 0), ma al fischio iniziale.
Giocando così prima o poi un goal dall'Inter lo becchi. E quando questo inevitabilmente accade, quante sostituzioni ci vogliono per ridisegnare una squadra competitiva e recuperare la partita?
Posso capire l'opposto, segni e decidi di coprirti, ma iniziare l'incontro con 10 onesti operai della "pelota", ti da poche possibilità di rischierare una formazione tecnicamente più valida se il risultato lo necessita ... Così capisco la mancata sostituzione di Del Vecchio all'inizio del secondo tempo, perché avendo già sacrificato il volenteroso Izco (sostituito da Mascara) ed il claudicante Biagianti (da Ledesma) non puoi permetterti al 46^ di rimanere senza più cambi a disposizione.
Mi chiedo poi come sia venuto in mente ad Atzori, di mandare in campo una formazione inedita che non aveva mai giocato insieme, contro una squadra forte come l'Inter?
Il Catania non ha la rosa del Barcellona né quella dell'Inter, ma qualcuno tecnicamente valido in grado di pensare a costruire oltre che distruggere c'é. Non a caso la presenza di Mascara e Ledesma nel secondo tempo, ha acceso immediatamente la luce ...
Ripeto il Catania non ha 22 fenomeni, la panchina non è lunga e l'emergenza ti obbliga a volte, a schierare qualcuno fuori ruolo (es. lo scorso anno Silvestri a sinistra). Ma lasciare in panchina un attaccante di ruolo come Plasmati, sostituito da un'improbabile seconda punta inventata (Del Vecchio) ... mi rammenta il tentativo di Baldiniana memoria, di schierare Terlizzi a Reggio Calabria nei minuti finali, come attaccante ...
Non voglio soffermarmi sui singoli, ma faccio un'eccezione ... Pablo Ledesma. In una giornata in cui tutto è andato storto, rivedere Pablito dare finalmente un gioco ed un equilibrio a centrocampo, riempe il cuore di speranza per il futuro ...
Non sono tra quelli che vogliono crocifiggere oggi, il giovane allenatore del Catania, però la smetta di fare i suoi esperimenti e schieri i singoli, in modo da esaltarne le attitudini ed i punti di forza ... perché la strada è lunga e complicata e rendere questo campionato, partito male, ancora più difficile, sarebbe da masochisti.
Il blog di Filippo Monastra ... liberi pensieri su tutto quello che mi passa per la testa ...
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lunedì 26 ottobre 2009
giovedì 10 settembre 2009
Peggio di Crisantemi ...
L'Italia è un popolo di allenatori di calcio. Se fossero appassionati così di politica, forse non saremmo costretti a sorbirci dal 1994, l'utilizzatore finale che ci sta facendo prendere per i fondelli da mezzo mondo.
Comunque chi scrive non è indenne da questa malattia nazionale. Mi consola sapere che ci sono fior fior di intellettuali che si disperano per 22 imbecilli che vanno dietro ad un pallone.
A peggiorar le cose, come squadra del cuore non mi sono scelto né il Manchester United né il Barcellona, ma il team della mia città natale, il Catania.
Il Catania ad onor del vero, qualche soddisfazione me l'ha data negli ultimi anni.
La gestione Pulvirenti-Lo Monaco, dopo solo due anni di purgatorio in serie B, ha riportato la squadra a disputare per la quarta stagione consecutiva, il massimo campionato italiano.
Per capire l'eccezionalità dell'evento, basti ricordare che in tutta la sua storia, il Calcio Catania ha giocato solo 12 stagioni in serie A. Mentre risale addirittura al campionato 1963/64 la sua quarta permanena consecutiva nella massima serie.
Numeri alla mano, ci sarebbe poco da lamentarsi. La società del resto, ha un progetto chiaro e sostenibile. Lo scorso Giugno sono partiti i lavori per il Centro Sportivo (20 milioni di euro costo stimato) che permetterà alla società etnea di investire sui giovani del territorio, puntando solo a quello che una piccola squadra può permettersi. Fare crescere in casa propria i campioncini di domani.
Altra iniziativa degna di lode, come parte integrante della recente convenzione siglata tra il comune di Catania e la società etnea, è quella che riguarda la ristrutturazione di alcune impianti sportivi abbandonati, siti nei quartieri più disagiati e poveri della città. Queste strutture, a spese della società etnea, verrano trasformati in scuole calcio gestite direttamente dal settore giovanile del Catania.
E' superfluo sottolineare che in mezzo al nulla cosmico, questa rappresenti una grande occasione per tanti giovani ragazzi residenti in quei quartieri che, altrimenti, rischierebbero seriamente di essere destinati ad ingrossare le fila dell'esercito di cosa nostra.
Sul campo le cose però non sono iniziate nel migliore dei modi quest'anno. Il Catania ha perso le prime due partite di campionato con il medesimo punteggio 1 - 2.
In malo modo ad onor del vero, nonostante la rete subita al 94°, nell'esordio casalingo contro la Sampdoria e forse immeritatamente a Parma contro la compagine locale.
Questo ha scatenato una serie di polemiche e critiche che onestamente definire disfattiste, pare a chi scrive un eufemismo.
E' palese che con la possibilità di accedere alla torta dei diritti TV collettivi, nessuna squadra, specie le provinciali, può permettersi il lusso di retrocedere in serie B.
Lo sforzo economico nella recente campagna acquisti (insolitamente chiusa in negativo per la società di via Ferrante Aporti) testimonia la volontà del direttore Lo Monaco, di confermare per la quinta stagione consecutiva nella massima serie, la squadra che fu dei presidenti Ignazio Marcoccio e del compianto Angelo Massimino.
A leggere le critiche sui vari forum dedicati al Calcio Catania, viene da pensare che questo cupo pessimismo, sia dovuto più che ai risultati sportivi, ad una patologia locale che dimostra, a pensar bene, il solito spirito che da sempre distingue i catanesi (Verga docet).
Mi pare prematuro stilare bilanci definitivi, dopo solo due partite, sia sulla qualità della rosa che sul neo tecnico Atzori.
Ritengo invece che alcuni miei concittadini, visto il valore aggiunto che questa società sta apportando al territorio (a livello occupazionale più di duecento persone), farebbero bene a sostenere e difendere con i denti la permanenza nella massima serie, piuttosto che far apparire in confronto, il mitico Crisantemi, un gaudente ottimista.
Comunque chi scrive non è indenne da questa malattia nazionale. Mi consola sapere che ci sono fior fior di intellettuali che si disperano per 22 imbecilli che vanno dietro ad un pallone.
A peggiorar le cose, come squadra del cuore non mi sono scelto né il Manchester United né il Barcellona, ma il team della mia città natale, il Catania.
Il Catania ad onor del vero, qualche soddisfazione me l'ha data negli ultimi anni.
La gestione Pulvirenti-Lo Monaco, dopo solo due anni di purgatorio in serie B, ha riportato la squadra a disputare per la quarta stagione consecutiva, il massimo campionato italiano.
Per capire l'eccezionalità dell'evento, basti ricordare che in tutta la sua storia, il Calcio Catania ha giocato solo 12 stagioni in serie A. Mentre risale addirittura al campionato 1963/64 la sua quarta permanena consecutiva nella massima serie.
Numeri alla mano, ci sarebbe poco da lamentarsi. La società del resto, ha un progetto chiaro e sostenibile. Lo scorso Giugno sono partiti i lavori per il Centro Sportivo (20 milioni di euro costo stimato) che permetterà alla società etnea di investire sui giovani del territorio, puntando solo a quello che una piccola squadra può permettersi. Fare crescere in casa propria i campioncini di domani.
Altra iniziativa degna di lode, come parte integrante della recente convenzione siglata tra il comune di Catania e la società etnea, è quella che riguarda la ristrutturazione di alcune impianti sportivi abbandonati, siti nei quartieri più disagiati e poveri della città. Queste strutture, a spese della società etnea, verrano trasformati in scuole calcio gestite direttamente dal settore giovanile del Catania.
E' superfluo sottolineare che in mezzo al nulla cosmico, questa rappresenti una grande occasione per tanti giovani ragazzi residenti in quei quartieri che, altrimenti, rischierebbero seriamente di essere destinati ad ingrossare le fila dell'esercito di cosa nostra.
Sul campo le cose però non sono iniziate nel migliore dei modi quest'anno. Il Catania ha perso le prime due partite di campionato con il medesimo punteggio 1 - 2.
In malo modo ad onor del vero, nonostante la rete subita al 94°, nell'esordio casalingo contro la Sampdoria e forse immeritatamente a Parma contro la compagine locale.
Questo ha scatenato una serie di polemiche e critiche che onestamente definire disfattiste, pare a chi scrive un eufemismo.
E' palese che con la possibilità di accedere alla torta dei diritti TV collettivi, nessuna squadra, specie le provinciali, può permettersi il lusso di retrocedere in serie B.
Lo sforzo economico nella recente campagna acquisti (insolitamente chiusa in negativo per la società di via Ferrante Aporti) testimonia la volontà del direttore Lo Monaco, di confermare per la quinta stagione consecutiva nella massima serie, la squadra che fu dei presidenti Ignazio Marcoccio e del compianto Angelo Massimino.
A leggere le critiche sui vari forum dedicati al Calcio Catania, viene da pensare che questo cupo pessimismo, sia dovuto più che ai risultati sportivi, ad una patologia locale che dimostra, a pensar bene, il solito spirito che da sempre distingue i catanesi (Verga docet).
Mi pare prematuro stilare bilanci definitivi, dopo solo due partite, sia sulla qualità della rosa che sul neo tecnico Atzori.
Ritengo invece che alcuni miei concittadini, visto il valore aggiunto che questa società sta apportando al territorio (a livello occupazionale più di duecento persone), farebbero bene a sostenere e difendere con i denti la permanenza nella massima serie, piuttosto che far apparire in confronto, il mitico Crisantemi, un gaudente ottimista.
lunedì 17 agosto 2009
Calcio Catania - Buona la prima ...
In una accaldata e deserta notte di ferragosto, è iniziata ufficialmente la quarta stagione consecutiva del Calcio Catania in serie A.
I ragazzi di mister Atzori, applicando la teoria del minimo sforzo, si sono qualificati alla fase successiva di Coppa Italia (affronteranno in casa nel prossimo turno l'Empoli) superando per 1 a 0, una dignitosa Cremonese, squadra militante nel campionato di prima divisione di Lega Pro (ex C1).
La squadra di calcio, come più volte sottolineato in questo blog, è un'oasi in un deserto di mala amministrazione e scellerata gestione di una città che fino a qualche decennio fa, rappresentava un modello non solo per il meridione ma per tutto il paese.
Per questo ritengo che la permanenza nella massima serie, a prescindere dalla valenza sportiva, sia un patrimonio da difendere con i denti e con l'impegno assoluto di tutte quelle componenti che l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, ama citare.
Forza ragazzi, mettiamocela tutta e lottiamo per festeggiare insieme, il prossimo anno, un lustro nel calcio che conta !!!
I ragazzi di mister Atzori, applicando la teoria del minimo sforzo, si sono qualificati alla fase successiva di Coppa Italia (affronteranno in casa nel prossimo turno l'Empoli) superando per 1 a 0, una dignitosa Cremonese, squadra militante nel campionato di prima divisione di Lega Pro (ex C1).
La squadra di calcio, come più volte sottolineato in questo blog, è un'oasi in un deserto di mala amministrazione e scellerata gestione di una città che fino a qualche decennio fa, rappresentava un modello non solo per il meridione ma per tutto il paese.
Per questo ritengo che la permanenza nella massima serie, a prescindere dalla valenza sportiva, sia un patrimonio da difendere con i denti e con l'impegno assoluto di tutte quelle componenti che l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, ama citare.
Forza ragazzi, mettiamocela tutta e lottiamo per festeggiare insieme, il prossimo anno, un lustro nel calcio che conta !!!
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