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giovedì 11 novembre 2010

Peppe Sapienza Direttore Comunicazione del Milan con il Catania nel cuore

Inverno del 1996, mi ero da poco trasferito a Milano ed all'ingresso di una pizzeria napoletana a città studi, il proprietario davanti alla porta scherzava con i clienti ...

Che squadra tifi? Milan, Inter o Juve queste le risposte più comuni ... in tutti i casi, a meno che non si rispondesse Napoli, il proprietario impediva l'ingresso al locale. Quando toccò a me risposi senza esitazioni Catania. Empatia tra "terroni" forse, ma alla mia inattesa risposta, mi guardò con un sorriso a 32 denti e disse: "no sacce in che serie gioca o Catania ma tu po trasere" (non so in che serie gioca il Catania ma tu puoi entrare).

Parlo di questo aneddoto perchè questo tipo di sentimento e di legame verso Catania è molto diffuso tra i tanti professionisti etnei che da anni hanno lasciato l'amata città natale. Tra questi inguaribili innamorati di Catania e del calcio Catania, c'é senza dubbio Giuseppe Sapienza, in questi giorni nominato direttore della comunicazione del Milan AC, una delle squadre di calcio più titolate al mondo.

Conobbi Peppe proprio grazie a questa passione comune. Chattando su un muro di tifosi del Catania, condividendo questo amore, non ci volle molto a capire che saremmo diventati amici. Così un giorno mi invitò a trovarlo presso la sede del Milan in via Turati. Il suo ufficio era un'oasi rossazzurra in mezzo ad un deserto rossonero. Grande professionista per carità, ma come sottolinea in un bellissimo articolo sulla Sicilia Giovanni Finocchiaro, innamoratissimo del calcio Catania.

Ai tempi della serie B, nei sabati pomeriggio, si diventava "compagni di merenda" per assistere alle partite del Catania giocate al nord Italia. L'unico "rammarico" per la serie A conquistata 5 anni fa, è l'aver limitato quelle belle trasferte vissute insieme, litigando con i comandi del navigatore dell'auto e gustando prelibatezze gastronomiche nei ristoranti tipici della città che ospitavano il nostro Catania.

L'ho scritto più volte, questo amore viscerale per la nostra terra è una sorta di cordone ombellicale che non si può recidere. Lo si dimostra nella vita di tutti i giorni, nell'accento, con il comportamento ineccepibile di uomini prima e di professionisti poi. Ogni occasione diventa buona per rivendicare con orgoglio l'essere siciliani, anche se a pochi giorni dal derby di Sicilia si tende a sottolineare di più la "catanesità" :-)

Peppe congratulazioni per questa nomina che chi ti conosce bene, dava per certa. Sei un grande amico ma soprattutto un esempio di catanese che rende onore ogni giorno alla propria terra ed alla propria città.

Ad Majora !!

giovedì 26 novembre 2009

Le parole sono fondamentali ...

Berlusconi ha dichiarato oggi "è in atto un tentativo di far cadere il governo" condotto soprattutto dalla magistratura "che ha preso una deriva eversiva". Un tentativo - ha aggiunto - "che porta il Paese sull'orlo della guerra civile".

In merito poi alle poche voci dissidenti all'interno della coalizione si esprime così "Su ogni tema si decide a maggioranza e chi non è d'accordo occorre che si adegui. Chi non condivide è fuori".

Se questo non bastasse viene lanciato un nuovo editto nei confronti della televisione non schierata con il governo "Ogni giorno vanno in onda sulla Rai ... processi contro il governo e la maggioranza ... - Questi processi devono finire".

Guerra civile, deriva eversiva, sospendere le trasmissioni giornalistiche non governative ... ma si rende conto questo personaggio il ruolo che ricopre?

Non stiamo giudicando una prestazione del Milan, non stiamo decidendo chi deve essere eliminato dalla casa del grande fratello ...

Le parole sono importanti per ogni cittadino, per una figura istituzionalmente così rilievo, dovrebbero essere fondamentali ...

martedì 9 giugno 2009

E' colpa di Kakà ...

2,9 milioni di voti persi rispetto alle Politiche, questo è il bilancio di quello che doveva essere il trionfo del presidente del consiglio più amato del mondo.

In uno scenario che di fatto rimane invariato - i consensi perduti dal PDL vanno sostanzialmente alla Lega così come quelli del PD all'Italia dei valori, sorprende l'analisi impeccabile del cavaliere ...

Il PDL ha deluso per colpa di Kakà e delle critiche della moglie ... diciamo che erano meglio le cavallette ...

martedì 19 maggio 2009

Zenga se ha deciso di lasciare il Catania ... ci ripensi

Tranne l'inter di Mourinho (forse?) esiste una sola società dove la proprietà/dirigenza non mette becco sulla formazione da schierare?

Moggi per caso non influenzava le scelte di Lippi?

Berlusconi non continua ad indicare ad Ancelotti i calciatori, o a Galliani (con buona pace della legge sul conflitto di interesse, una delle tante barzellette italiane) gli allenatori?

Per stessa ammissione di Lo Monaco, è la società che indica al mister qual è la rosa di calciatori da cui attingere. E' la società che ha deciso di mettere fuori rosa i giocatori in scadenza e di "sacrificare" quelli che con tutta probabilità lasceranno il Catania il prossimo anno (Paolucci).

Questo è un fatto, c'é poco da discutere ...

Semmai il punto è - le insofferenze di Zenga sono legate ai recenti "dictat" in merito alla formazione da schierare, o sono piuttosto legate a presunte sirene?

Io non penso Zenga abbia siglato alcun accordo con altre società ed è probabile che i recenti malumori espressi, siano da addebitare alla prima delle mie ipotesi ...

In questo caso, spiace dirlo, non vedo nessuna possibilità che Zenga rimanga, perché è chiaro che nessun allenatore papabile per la piazza catanese (e non), potrà decidere in totale autonomia.

Chi mette i soldi o li amministra, avrà sempre l'ultima parola ...

Comunque io credo che nella vita si possano accettare dei compromessi (purché ciò non ledi dignità ed onestà).

Zenga ha la possibilità di dimostrare ancora una volta le sue capacità tecniche, nonostante i "vincoli" del progetto Catania.

Cerchi così di convincere ancora una volta, la dirigenza etnea, della bontà delle sue idee. Ha dimostrato ad esempio di saper schierare bene i giocatori, leggere tatticamente le partite in corso modificando in corsa la strategia, sfruttare a pieno le potenzialità della rosa messa a disposizione ecc. ...

Concludendo, caro Zenga, ovunque andrà, avrà un presidente e/o un AD che pretenderà che in campo vada Tizio piuttosto che Caio se ne faccia una ragione.

Ci ripensi se ha deciso di lasciare, Catania. Sono convinto che Catania sia per lei una piazza ideale, dove potrà continuare a crescere sia come uomo che come professionista. Sarebbe bello se il suo contributo potesse risultare determinante alla piena realizzazione del progetto calcio Catania.

Walter Zenga, allenatore del Calcio Catania