Nell'editoriale del corriere della sera "il fantasma di un partito", Ernesto Galli della Loggia fotografa lo stato di un partito, da lui definito di plastica che non è stato neanche in grado di presentare le liste dei propri candidati rispettando i termini di legge e la documentazione richiesta.
Personalmente, vista la palese incapacità di questi politici, non affiderei loro neanche l'amministrazione del mio condominio ...
Tornando alla vicenda delle elezioni regionali in Lazio e Lombardia, non posso nascondere il mio imbarazzo da elettore, pensando alla prossima competizione elettorale senza una delle due principali coalizioni in gara, a causa dell'auto esclusione perpetrata dai funzionari del popolo delle libertà.
Il presidente del senato Renato Schifani ha però sottolineato che in questi casi, sia più importante la sostanza (la possibilità di scegliere i candidati e la coalizione) alla forma (le procedure previste per candidare le liste).
Questi signori non sanno cosa sia la coerenza. Secondo questo criterio la corruzione dell'avvocato Mills da parte del premier Silvio Berlusconi (sostanza) dovrebbe certamente avere un peso maggiore degli effetti penali che la prescrizione del processo (la forma) ha avuto sui protagonisti di questa squallida vicenda.
Sempre secondo questo criterio, il premier Silvio Berlusconi, a prescindere dalla possibile prescrizione del processo che lo vede coinvolto, dovrebbe essere considerato per quello che ha fatto (aver corrotto dei giudici e dei testimoni - sostanza) ed in funzione del DDL anti corruzione varato dal suo governo, auto escludersi da ogni competizione elettorale e politica.
Ma in questo paese quando la sostanza non piace, basta ripetere la propria "verità", sperando poi la gente si limiti ad ascoltare le versioni dei vari Fede-Minzolini e di tutti i cortigiani sedicenti giornalisti che dell'etica della professione in oggetto, fanno carta straccia ogni giorno della loro vita ...
Il blog di Filippo Monastra ... liberi pensieri su tutto quello che mi passa per la testa ...
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mercoledì 3 marzo 2010
giovedì 17 dicembre 2009
Perché vogliono censurare internet ...
Un giorno chiesi durante una conferenza sul web 2.0 su cosa si basava l'affidabilità di wikipedia. Prospettavo infatti possibili sabotaggi da parte di utenti che avrebbero potuto sistematicamente scrivere fandonie su internet.
La risposta di un ragazzo poco più che ventenne, fondatore di una community di esperti di telefonia mobile fu ingenua ma altrettanto efficace. Mi disse: ma
perché devi sabotare wikipedia? Dovresti sapere del resto che su internet le bugie hanno vita breve e l'autorevolezza è basata non sul job title né sui titoli di studio, ma sulla reale conoscenza e l'affidabilità.
Ovviamente in un calderone grande come internet trovi di tutto, ma non puoi certo arrivare alla conclusione che tutto è da buttare, così come non puoi dire che un autovettura è uno strumento per uccidere perché muoiono ogni anno migliaia di persone in incidenti stradali.
Fa specie che chi propugna censure a vario titolo su internet, forse non ha neanche idea di cosa sta parlando e prima di pontificare o proporre riforme su cose che non conosce, farebbe bene ad informarsi.
Ad esempio, il presidente del senato Renato Schifani forse potrebbe cimentarsi nell'uso di internet e scoprire che le accuse rivolte da Travaglio e dal pentito Spatuzza al suo partito, sono esattamente le stesse che l'alleato più fedele dell'attuale coalizione governativa, denunciava dieci anni fa ...
La risposta di un ragazzo poco più che ventenne, fondatore di una community di esperti di telefonia mobile fu ingenua ma altrettanto efficace. Mi disse: ma
perché devi sabotare wikipedia? Dovresti sapere del resto che su internet le bugie hanno vita breve e l'autorevolezza è basata non sul job title né sui titoli di studio, ma sulla reale conoscenza e l'affidabilità.
Ovviamente in un calderone grande come internet trovi di tutto, ma non puoi certo arrivare alla conclusione che tutto è da buttare, così come non puoi dire che un autovettura è uno strumento per uccidere perché muoiono ogni anno migliaia di persone in incidenti stradali.
Fa specie che chi propugna censure a vario titolo su internet, forse non ha neanche idea di cosa sta parlando e prima di pontificare o proporre riforme su cose che non conosce, farebbe bene ad informarsi.
Ad esempio, il presidente del senato Renato Schifani forse potrebbe cimentarsi nell'uso di internet e scoprire che le accuse rivolte da Travaglio e dal pentito Spatuzza al suo partito, sono esattamente le stesse che l'alleato più fedele dell'attuale coalizione governativa, denunciava dieci anni fa ...
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