A distanza di 25 anni, vorrei rivelare un retroscena divertente del mio esame di maturità. Avevo scelto Italiano come prima materia ed ero preparato a bomba su Ugo Foscolo.
Domanda del commissario, mi parli di Giacomo Leopardi. Sorriso di circostanza, inizio con serenità apparente ad accennare alle caratteristiche dell'autore, ma faccio "sfuggir dal sen" il mio amore per Foscolo ... mi parli del Foscolo allora, tutta contenta mi riprese la professoressa. Ovviamente l'interrogazione andò alla grande, ammetto che di Leopardi ricordavo a stento fosse nato a Recanati :-)
Perché racconto solo oggi di questa mia piccola "furbata"?
Assisto sempre più, sia in aziende che in talk show, ad interviste ai potenti di turno con domande smielate e insopportabili che nel migliore delle ipotesi danno luogo a risposte ovvie e a frasi di circostanza "sono a disposizione del Mister dichiarava lo stra pagato calciatore" ... e ci mancherebbe con quello che prendi !
Ma torniamo al punto. Quelle rare volte che l'intervistatore decide di approfondire ed andare oltre alle frasi di circostanza, "il potente" di turno non risponde e tergiversa.
Chiarisco. Non è che venga meno una risposta, spesso il politico o il manager dichiarano prontamente che è necessario chiarire alcuni punti prima di rispondere alla domanda (quanto mi piace Ugo Foscolo ...) ma dopo un lungo monologo, più nulla sull'argomento richiesto.
Qualcuno che dica, scusi lei non ha risposto ancora alla domanda? Non pervenuto! Merce rara ...
Non rispondere è un diritto sancito anche dal nostro diritto penale, ma che lo si dica esplicitamente, sia che si tratti di manager o politici.
Cari giornalisti o collaboratori, per reggere un microfono, basta un'asta.
Il blog di Filippo Monastra ... liberi pensieri su tutto quello che mi passa per la testa ...
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lunedì 14 ottobre 2013
mercoledì 27 ottobre 2010
Bondi facilita un dibattito sulla libertà di stampa
Un dibattito sulla libertà di stampa facilitato da Bondi con Feltri, Belpietro e Minzolini ... sembra la premessa di una barzelleta di Berlusconi, ma è quello che è realmente avvenuto oggi.
Questi professionisti della calunnia, cercando la protezione di politici come Sandro Bondi e Daniela Garnero (coniugata e divorziata Santanchè), dimostrano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di ignorare il concetto etico di giornalismo propugnato dal grande Giuseppe Fava.
Questi professionisti della calunnia, cercando la protezione di politici come Sandro Bondi e Daniela Garnero (coniugata e divorziata Santanchè), dimostrano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, di ignorare il concetto etico di giornalismo propugnato dal grande Giuseppe Fava.
venerdì 15 ottobre 2010
La (dis)informazione sulla crisi economica
Da una ricerca del sito LaVoce.info emerge in modo evidente, come i media ed in particolare la televisione, sistematicamente forniscano ai cittadini informazioni errate sulle reali dimensioni della crisi economica.
Secondo lavoce.info la crisi poteva dare ai cittadini, una grande occasione per migliorare le conoscenze economiche:
"I media avrebbero dovuto aiutare il pubblico a leggere correttamente le statistiche disponibili. In presenza di forti discontinuità, come in una crisi di questa portata, è sempre essenziale mettere in relazione ogni dato economico con la situazione precedente la crisi. Solo noi, con pochissimi altri, l’abbiamo fatto. Alcune testate televisive, come da noi documentato, hanno invece scelto la strada della disinformazione"
Ad esempio il TG1 del 10 Maggio 2010 ha presentato un rimbalzino dello 0,1% della produzione industriale come una sorta di nuovo miracolo economico, peccato si venisse da un crollo del 30 per cento.
Andamento produzione industriale in Italia Marzo 2008-Marzo 2010 (fonte ISTAT lavoce.info)
Purtroppo il mezzo di informazione di gran lunga più utilizzato per ottenere informazioni economiche è la televisione. Così il 30 per cento degli intervistati nello studio effettuato, ritiene addirittura che l’Italia sia cresciuta e che il 2009 sia stato un anno positivo per la nostra economia. Per un altro 50 per cento (tra chi risponde) il PIL è calato meno del 2 per cento.
Ma non era la crisi un effetto del pessimismo degli italiani e dei catastrofisti?
Per aiutare gli allergici ai numeri faccio un esempio semplice:
Supponiamo sia stato 100 il valore dei servizi e prodotti creati in Italia (PIL) nel 2008, un calo del 30% nel 2009 avrebbe ridotto il PIL a 70. Se nel 2010 l'economia crescesse del 30% il valore finale non sarebbe 100 ma 91.
Con gli attuali trend di crescita, intorno all'1% (*) riusciremo a creare la stessa ricchezza prodotta nel 2007 tra 8-10 anni!
Peccato che i costi nel frattempo non diminuiranno che tradotto significa che gli italiani devono rendersi conto (e non ci vuole tanto) di essere più poveri, ridimensionando il loro tenore di vita. Un male assoluto? FORSE un male necessario per recuperare un minimo di equilibrio e sobrietà, ma CERTAMENTE un fatto!
Tornando al tema dell'informazione economica, per una volta si potrebbe affermare ironicamente "benedetta" ignoranza ...
Come emerge dal rapporto dello studio effettuato, chi si è informato attraverso i telegiornali ed i programmi di approfondimento in televisione, intervistato su temi come Prodotto Interno Lordo, disoccupazione e crescita economica, ha fornito risposte con deviazioni standard maggiori (margine di errore) rispetto a chi non si era documentato usando quel tipo di media.
Internet risulta invece lo strumento più affidabile e corretto d'informazione. Così come confermato dal rapporto in oggetto, le persone che hanno approfondito la loro conoscenza sulla crisi economica, utilizzando siti e blog on line, hanno mostrato una migliore conoscenza dei dati macroeconomici sull'attuale crisi economica.
Non stupisce quindi l'accanimento di molti componenti della classe politica italiana nei confronti della rete. L’informazione economica è vitale in una democrazia e mai come oggi la conoscenza è potere.
(*) I divari di crescita tra i maggiori paesi dell'area dell'euro tendono ad ampliarsi. In particolare rispetto alla Germania. Nel complesso dell'area il Pil è cresciuto dell'1 per cento nel secondo trimestre rispetto al primo (contro lo 0,2 del periodo precedente). In Germania l'incremento del Pil è stato molto più deciso (2,2 per cento nel secondo trimestre); dal punto di minimo ciclico l'economia tedesca è finora complessivamente cresciuta del 4,2 per cento, circa tre punti più della media degli altri paesi dell'area; in Francia e in Italia il recupero è stato solo dell'1,9 e dell'1,3 per cento, rispettivamente (fonte bankitalia).
Secondo lavoce.info la crisi poteva dare ai cittadini, una grande occasione per migliorare le conoscenze economiche:
"I media avrebbero dovuto aiutare il pubblico a leggere correttamente le statistiche disponibili. In presenza di forti discontinuità, come in una crisi di questa portata, è sempre essenziale mettere in relazione ogni dato economico con la situazione precedente la crisi. Solo noi, con pochissimi altri, l’abbiamo fatto. Alcune testate televisive, come da noi documentato, hanno invece scelto la strada della disinformazione"
Ad esempio il TG1 del 10 Maggio 2010 ha presentato un rimbalzino dello 0,1% della produzione industriale come una sorta di nuovo miracolo economico, peccato si venisse da un crollo del 30 per cento.
Andamento produzione industriale in Italia Marzo 2008-Marzo 2010 (fonte ISTAT lavoce.info)Purtroppo il mezzo di informazione di gran lunga più utilizzato per ottenere informazioni economiche è la televisione. Così il 30 per cento degli intervistati nello studio effettuato, ritiene addirittura che l’Italia sia cresciuta e che il 2009 sia stato un anno positivo per la nostra economia. Per un altro 50 per cento (tra chi risponde) il PIL è calato meno del 2 per cento.
Ma non era la crisi un effetto del pessimismo degli italiani e dei catastrofisti?
Per aiutare gli allergici ai numeri faccio un esempio semplice:
Supponiamo sia stato 100 il valore dei servizi e prodotti creati in Italia (PIL) nel 2008, un calo del 30% nel 2009 avrebbe ridotto il PIL a 70. Se nel 2010 l'economia crescesse del 30% il valore finale non sarebbe 100 ma 91.
Con gli attuali trend di crescita, intorno all'1% (*) riusciremo a creare la stessa ricchezza prodotta nel 2007 tra 8-10 anni!
Peccato che i costi nel frattempo non diminuiranno che tradotto significa che gli italiani devono rendersi conto (e non ci vuole tanto) di essere più poveri, ridimensionando il loro tenore di vita. Un male assoluto? FORSE un male necessario per recuperare un minimo di equilibrio e sobrietà, ma CERTAMENTE un fatto!
Tornando al tema dell'informazione economica, per una volta si potrebbe affermare ironicamente "benedetta" ignoranza ...
Come emerge dal rapporto dello studio effettuato, chi si è informato attraverso i telegiornali ed i programmi di approfondimento in televisione, intervistato su temi come Prodotto Interno Lordo, disoccupazione e crescita economica, ha fornito risposte con deviazioni standard maggiori (margine di errore) rispetto a chi non si era documentato usando quel tipo di media.
Internet risulta invece lo strumento più affidabile e corretto d'informazione. Così come confermato dal rapporto in oggetto, le persone che hanno approfondito la loro conoscenza sulla crisi economica, utilizzando siti e blog on line, hanno mostrato una migliore conoscenza dei dati macroeconomici sull'attuale crisi economica.
Non stupisce quindi l'accanimento di molti componenti della classe politica italiana nei confronti della rete. L’informazione economica è vitale in una democrazia e mai come oggi la conoscenza è potere.
(*) I divari di crescita tra i maggiori paesi dell'area dell'euro tendono ad ampliarsi. In particolare rispetto alla Germania. Nel complesso dell'area il Pil è cresciuto dell'1 per cento nel secondo trimestre rispetto al primo (contro lo 0,2 del periodo precedente). In Germania l'incremento del Pil è stato molto più deciso (2,2 per cento nel secondo trimestre); dal punto di minimo ciclico l'economia tedesca è finora complessivamente cresciuta del 4,2 per cento, circa tre punti più della media degli altri paesi dell'area; in Francia e in Italia il recupero è stato solo dell'1,9 e dell'1,3 per cento, rispettivamente (fonte bankitalia).
martedì 11 maggio 2010
Emilio Fede ...
Duemila anni fa, per trenta denari, si vendeva un uomo innocente. Mi chiedo onestamente quando debba essere pagato un "giornalista" del genere, per rendersi così ridicolo.
Ma la dignità questo uomo sa cosa sia? Come fa a dormire la notte?
Sciascia dovrebbe coniare un nuovo aggettivo per questo mio corregionale, quaquaraqua suonerebbe troppo edificante.
Secondo Emilio Fede, forse la principale colpa di Roberto Saviano è di non essere riuscito ancora a farsi ammazzare ...
Ma la dignità questo uomo sa cosa sia? Come fa a dormire la notte?
Sciascia dovrebbe coniare un nuovo aggettivo per questo mio corregionale, quaquaraqua suonerebbe troppo edificante.
Secondo Emilio Fede, forse la principale colpa di Roberto Saviano è di non essere riuscito ancora a farsi ammazzare ...
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giovedì 11 marzo 2010
Balle arcoriane ...
Se io circolo con la patente scaduta e mi beccano mi fanno la multa. Se devo prendere un aereo alle 12 ed arrivo alle 13,30 lo perdo. Se voglio pagare una multa il giorno dopo la scadenza dei termini, sarò costretto a pagare una mora. Così se ci sono modalità per presentare le liste elettorali e queste modalità non vengono rispettate, non ci si può che attenere alla legge ed alle decisione degli organi amministrativi giudicanti.
Ma il premier Berlusconi si ispira da tempo al Marchese del Grillo, "io so io e voi non siete un (bip)". Non se ne può più delle sue balle.
Ieri, ancora una volta, il premier ha stravolto la verità, dando una versione dei fatti in oggetto che farebbe sfigurare in termini di creatività e fantasia, perfino il mitico scrittore di fantascienza Isaac Asimov.
Ma se c'era stato dolo nel comportamento dei radicali, dei carabinieri e dei giudici, perchè non denunciarlo subito?
Gli stessi giornali di proprietà del premier, ovviamente ben informati, avevano parlato di incredibili inadempienze da parte dei funzionari del PDL del Lazio. Belpietro su Libero, aveva etichettato come "polli della libertà" questi signori e Bossi come dilettanti allo sbaraglio.
Per ovviare a ciò, Berlusconi aveva perfino ricattato il capo dello stato, minacciando di scatenare la piazza se non avesse firmato il decreto interpretativo che avrebbe "risolto" il problema. Questo retroscena l'ha fornito non Marco Travaglio ma Bruno Vespa in un editoriale scritto sul Mattino di Napoli. Codice penale alla mano (*), solo per questo gesto, se provato, il premier rischierebbe almeno 10 anni di galera per attentato alla costituzione ed alle funzioni del presidente della repubblica.
Si rimane basiti davanti all'ennesimo spregio di tutte le regole che una democrazia moderna dovrebbe rispettare. Il presidente del consiglio (degli italiani ndr) passa facilmente dal ruolo di arbitro a quello di giocatore, cambiando quando necessario, le regole per vincere le sue personalissime partite.
E' di ieri l'approvazione del "legittimo impedimento" che di fatto rende immuni da tutti i procedimenti giudiziari il premier ed i ministri in carica. Roba da repubblica delle banane.
Nel frattempo, secondo l'OCSE, l'Italia è uno dei paesi più colpiti dalla crisi finanziaria sia nel breve che nel lungo termine (il PIL scenderà del 4,1%).
Milioni di lavoratori rischiano di rimanere a breve senza neanche il sostegno della cassa integrazione e non si vede assolutamente la luce fuori dal tunnel.
La stragrande maggioranza degli italiani viene tenuta all'oscuro di tutto questo (il caso della "ricostruzione" dopo il terremoto in Abruzzo è solo la punta dell'iceberg) da quando l'originale interpretazione della par condicio, ha di fatto posto una censura sulle trasmissioni televisive. Fino alla fine delle elezioni regionali, non sarà possibile affrontare in TV, nessuno dei temi che stanno davvero a cuore agli italiani.
Non m'importa delle nottate brave di Berlusconi e dei suoi tira piedi a villa Certosa o Palazzo Grazioli, mi piacerebbe piuttosto vedere, come auspica il presidente di confindustria Marcegaglia, azioni concrete per risolvere i problemi degli italiani da parte del sedicente governo del fare che ogni giorno, invece, mette sotto scacco il parlamento e l'intera nazione, identificando nei soliti giudici comunisti i mali di questo paese e continuando a colpi di fiducia a far approvare leggi ad personam letteralmente indegne.

(*)Art. 289 Codice Penale “attentato contro organi costituzionali è punito con la reclusione non inferiore a 10 anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire in tutto o in parte anche temporaneamente al Presidente della Repubblica o al governo l’esercizio delle attribuzioni o prerogative conferite dalla legge; la pena è della reclusione da 1 a 5 anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni o prerogative funzioni suddette”
Ma il premier Berlusconi si ispira da tempo al Marchese del Grillo, "io so io e voi non siete un (bip)". Non se ne può più delle sue balle.
Ieri, ancora una volta, il premier ha stravolto la verità, dando una versione dei fatti in oggetto che farebbe sfigurare in termini di creatività e fantasia, perfino il mitico scrittore di fantascienza Isaac Asimov.
Ma se c'era stato dolo nel comportamento dei radicali, dei carabinieri e dei giudici, perchè non denunciarlo subito?
Gli stessi giornali di proprietà del premier, ovviamente ben informati, avevano parlato di incredibili inadempienze da parte dei funzionari del PDL del Lazio. Belpietro su Libero, aveva etichettato come "polli della libertà" questi signori e Bossi come dilettanti allo sbaraglio.
Per ovviare a ciò, Berlusconi aveva perfino ricattato il capo dello stato, minacciando di scatenare la piazza se non avesse firmato il decreto interpretativo che avrebbe "risolto" il problema. Questo retroscena l'ha fornito non Marco Travaglio ma Bruno Vespa in un editoriale scritto sul Mattino di Napoli. Codice penale alla mano (*), solo per questo gesto, se provato, il premier rischierebbe almeno 10 anni di galera per attentato alla costituzione ed alle funzioni del presidente della repubblica.
Si rimane basiti davanti all'ennesimo spregio di tutte le regole che una democrazia moderna dovrebbe rispettare. Il presidente del consiglio (degli italiani ndr) passa facilmente dal ruolo di arbitro a quello di giocatore, cambiando quando necessario, le regole per vincere le sue personalissime partite.
E' di ieri l'approvazione del "legittimo impedimento" che di fatto rende immuni da tutti i procedimenti giudiziari il premier ed i ministri in carica. Roba da repubblica delle banane.
Nel frattempo, secondo l'OCSE, l'Italia è uno dei paesi più colpiti dalla crisi finanziaria sia nel breve che nel lungo termine (il PIL scenderà del 4,1%).
Milioni di lavoratori rischiano di rimanere a breve senza neanche il sostegno della cassa integrazione e non si vede assolutamente la luce fuori dal tunnel.
La stragrande maggioranza degli italiani viene tenuta all'oscuro di tutto questo (il caso della "ricostruzione" dopo il terremoto in Abruzzo è solo la punta dell'iceberg) da quando l'originale interpretazione della par condicio, ha di fatto posto una censura sulle trasmissioni televisive. Fino alla fine delle elezioni regionali, non sarà possibile affrontare in TV, nessuno dei temi che stanno davvero a cuore agli italiani.
Non m'importa delle nottate brave di Berlusconi e dei suoi tira piedi a villa Certosa o Palazzo Grazioli, mi piacerebbe piuttosto vedere, come auspica il presidente di confindustria Marcegaglia, azioni concrete per risolvere i problemi degli italiani da parte del sedicente governo del fare che ogni giorno, invece, mette sotto scacco il parlamento e l'intera nazione, identificando nei soliti giudici comunisti i mali di questo paese e continuando a colpi di fiducia a far approvare leggi ad personam letteralmente indegne.

(*)Art. 289 Codice Penale “attentato contro organi costituzionali è punito con la reclusione non inferiore a 10 anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire in tutto o in parte anche temporaneamente al Presidente della Repubblica o al governo l’esercizio delle attribuzioni o prerogative conferite dalla legge; la pena è della reclusione da 1 a 5 anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni o prerogative funzioni suddette”
mercoledì 3 marzo 2010
La forma e la sostanza ...
Nell'editoriale del corriere della sera "il fantasma di un partito", Ernesto Galli della Loggia fotografa lo stato di un partito, da lui definito di plastica che non è stato neanche in grado di presentare le liste dei propri candidati rispettando i termini di legge e la documentazione richiesta.
Personalmente, vista la palese incapacità di questi politici, non affiderei loro neanche l'amministrazione del mio condominio ...
Tornando alla vicenda delle elezioni regionali in Lazio e Lombardia, non posso nascondere il mio imbarazzo da elettore, pensando alla prossima competizione elettorale senza una delle due principali coalizioni in gara, a causa dell'auto esclusione perpetrata dai funzionari del popolo delle libertà.
Il presidente del senato Renato Schifani ha però sottolineato che in questi casi, sia più importante la sostanza (la possibilità di scegliere i candidati e la coalizione) alla forma (le procedure previste per candidare le liste).
Questi signori non sanno cosa sia la coerenza. Secondo questo criterio la corruzione dell'avvocato Mills da parte del premier Silvio Berlusconi (sostanza) dovrebbe certamente avere un peso maggiore degli effetti penali che la prescrizione del processo (la forma) ha avuto sui protagonisti di questa squallida vicenda.
Sempre secondo questo criterio, il premier Silvio Berlusconi, a prescindere dalla possibile prescrizione del processo che lo vede coinvolto, dovrebbe essere considerato per quello che ha fatto (aver corrotto dei giudici e dei testimoni - sostanza) ed in funzione del DDL anti corruzione varato dal suo governo, auto escludersi da ogni competizione elettorale e politica.
Ma in questo paese quando la sostanza non piace, basta ripetere la propria "verità", sperando poi la gente si limiti ad ascoltare le versioni dei vari Fede-Minzolini e di tutti i cortigiani sedicenti giornalisti che dell'etica della professione in oggetto, fanno carta straccia ogni giorno della loro vita ...
Personalmente, vista la palese incapacità di questi politici, non affiderei loro neanche l'amministrazione del mio condominio ...
Tornando alla vicenda delle elezioni regionali in Lazio e Lombardia, non posso nascondere il mio imbarazzo da elettore, pensando alla prossima competizione elettorale senza una delle due principali coalizioni in gara, a causa dell'auto esclusione perpetrata dai funzionari del popolo delle libertà.
Il presidente del senato Renato Schifani ha però sottolineato che in questi casi, sia più importante la sostanza (la possibilità di scegliere i candidati e la coalizione) alla forma (le procedure previste per candidare le liste).
Questi signori non sanno cosa sia la coerenza. Secondo questo criterio la corruzione dell'avvocato Mills da parte del premier Silvio Berlusconi (sostanza) dovrebbe certamente avere un peso maggiore degli effetti penali che la prescrizione del processo (la forma) ha avuto sui protagonisti di questa squallida vicenda.
Sempre secondo questo criterio, il premier Silvio Berlusconi, a prescindere dalla possibile prescrizione del processo che lo vede coinvolto, dovrebbe essere considerato per quello che ha fatto (aver corrotto dei giudici e dei testimoni - sostanza) ed in funzione del DDL anti corruzione varato dal suo governo, auto escludersi da ogni competizione elettorale e politica.
Ma in questo paese quando la sostanza non piace, basta ripetere la propria "verità", sperando poi la gente si limiti ad ascoltare le versioni dei vari Fede-Minzolini e di tutti i cortigiani sedicenti giornalisti che dell'etica della professione in oggetto, fanno carta straccia ogni giorno della loro vita ...
sabato 17 ottobre 2009
Canale 5 pedina il giudice Mesiano ...
Berlusconi ha parlato più volte di un uso criminoso della televisione da parte della RAI. La lezione è stata evidentemente appresa dai suoi giornalisti che hanno deciso di pedinare il magistrato Mesiano cercando macchie nella sua vita privata che in qualche modo potessero mettere in discussione la sua capacità come magistrato di giudicare equamente.
Per comprendere la gravità di questo "servizietto" giornalistico, bisogna ricordare lo scandalo legato alla sentenza del "lodo mondadori". L'avvocato Cesare Previti corruppe con 2,7 milioni di dollari uno dei giudici che emise la sentenza favorevole al gruppo del cavaliere.
Il giudice Raimondo Mesiano qualche giorno fa ha emesso la sentenza che stabilisce in 750 milioni di euro il risarcimento che la Fininvest dovrà liquidare alla Cir di De Benedetti per la vendita della Mondadori.
Non entro nel merito della sentenza, 750 milioni di euro mi sembrano un rimborso abnorme, ma vorrei sottolineare che la televisione del cavaliere ha mandato un messaggio di chiaro stampo mafioso.
Chiunque "oserà" indagare o semplicemente criticherà i comportamenti discutibili nella vita privata di un uomo pubblico, come il premier, verra' messo alla berlina, la sua vita scandagliata in cerca della piu' piccola e insignificante mancanza ... proprio in stile mafioso.
Così la mafia scredita i propri nemici, delegittimando le loro idee ... o nel caso di un giudice, il suo lavoro.
Siamo solo all'inizio della resa dei conti, dopo i seni sbattuti in prima pagina alla ex signora Berlusconi (velina ingrata) ed aver dato dell'omosessuale ricattatore all'ex direttore di Avvenire, ora si scava nella vita dei giudici che lavorano sui processi del premier.
Incomincio a temere davvero per il futuro del nostro paese.
Per comprendere la gravità di questo "servizietto" giornalistico, bisogna ricordare lo scandalo legato alla sentenza del "lodo mondadori". L'avvocato Cesare Previti corruppe con 2,7 milioni di dollari uno dei giudici che emise la sentenza favorevole al gruppo del cavaliere.
Il giudice Raimondo Mesiano qualche giorno fa ha emesso la sentenza che stabilisce in 750 milioni di euro il risarcimento che la Fininvest dovrà liquidare alla Cir di De Benedetti per la vendita della Mondadori.
Non entro nel merito della sentenza, 750 milioni di euro mi sembrano un rimborso abnorme, ma vorrei sottolineare che la televisione del cavaliere ha mandato un messaggio di chiaro stampo mafioso.
Chiunque "oserà" indagare o semplicemente criticherà i comportamenti discutibili nella vita privata di un uomo pubblico, come il premier, verra' messo alla berlina, la sua vita scandagliata in cerca della piu' piccola e insignificante mancanza ... proprio in stile mafioso.
Così la mafia scredita i propri nemici, delegittimando le loro idee ... o nel caso di un giudice, il suo lavoro.
Siamo solo all'inizio della resa dei conti, dopo i seni sbattuti in prima pagina alla ex signora Berlusconi (velina ingrata) ed aver dato dell'omosessuale ricattatore all'ex direttore di Avvenire, ora si scava nella vita dei giudici che lavorano sui processi del premier.
Incomincio a temere davvero per il futuro del nostro paese.
lunedì 31 agosto 2009
Il concetto immorale di giornalismo ...
Come facilmente prevedibile, dopo le accuse piovute sulla moralità ed abitudini libertine del nostro premier, denunce che hanno messo non poco in imbarazzo gli ambienti cattolici da sempre vicini alla compagnie di centrodestra, Silvio Berlusconi ha iniziato la sua controffensiva nell'unico modo a lui noto, la menzogna diffusa sistematicamente grazie all'abnorme potere mediatico nazionale in suo possesso.
Ultima vittima designata Dino Boffo direttore dell'avvenire accusato di essere un omosessuale che per continuare la sua tresca, non avrebbe esitato a molestare la moglie del suo amante.
Questa è la conclusione in sintesi, a cui è arrivato Maurizio Belpietro che ha così voluto difendere la posizione del neo-direttore del Giornale (fondato da Indro Montanelli sigh) diretto da poche settimane da Vittorio Feltri che ha lanciato questa campagna "moralizzatrice", contro il presunto "moralizzatore" responsabile del quotidiano dei vescovi italiani.
Non entro nel merito della questione, il direttore di Avvenire ha dato del resto una versione dei fatti più convincente a mio parere, delle teorie dei paladini del giornalismo berlusconiano, ma sarà il tribunale ad accertare quali siano le verità.
Comunque facendo riferimento al concetto etico di giornalismo propugnato dal compianto Giuseppe Fava, basta leggere alcuni editoriali di Feltri e Belpietro per capire quanto lontano siano da esso alcuni giornalisti italiani ...
Ultima vittima designata Dino Boffo direttore dell'avvenire accusato di essere un omosessuale che per continuare la sua tresca, non avrebbe esitato a molestare la moglie del suo amante.
Questa è la conclusione in sintesi, a cui è arrivato Maurizio Belpietro che ha così voluto difendere la posizione del neo-direttore del Giornale (fondato da Indro Montanelli sigh) diretto da poche settimane da Vittorio Feltri che ha lanciato questa campagna "moralizzatrice", contro il presunto "moralizzatore" responsabile del quotidiano dei vescovi italiani.
Non entro nel merito della questione, il direttore di Avvenire ha dato del resto una versione dei fatti più convincente a mio parere, delle teorie dei paladini del giornalismo berlusconiano, ma sarà il tribunale ad accertare quali siano le verità.
Comunque facendo riferimento al concetto etico di giornalismo propugnato dal compianto Giuseppe Fava, basta leggere alcuni editoriali di Feltri e Belpietro per capire quanto lontano siano da esso alcuni giornalisti italiani ...
mercoledì 20 maggio 2009
Berlusconi assolto ... si dai suoi dipendenti
Sentire sempre le solite invettive contro i giudici comunisti e la stampa di sinistra, ha stancato persino Bonaiuti.
"Vergognatevi", ha intimato il Presidente del Consiglio ieri ad un giornalista della Repubblica che gli chiedeva di chiarire le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda papi-veline?
I giornalisti in Italia devono limitarsi (Vespa docet) a dargli un microfono in mano suffragando la tesi che gli asini volano e che il premier sia stato assolto dall'accusa di aver corrotto l'avvocato inglese Mills ...
Il re è nudo, c'é poco altro da aggiungere.
"Vergognatevi", ha intimato il Presidente del Consiglio ieri ad un giornalista della Repubblica che gli chiedeva di chiarire le contraddizioni tra le sue versioni dei fatti e quelle degli altri protagonisti della vicenda papi-veline?
I giornalisti in Italia devono limitarsi (Vespa docet) a dargli un microfono in mano suffragando la tesi che gli asini volano e che il premier sia stato assolto dall'accusa di aver corrotto l'avvocato inglese Mills ...
Il re è nudo, c'é poco altro da aggiungere.
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lunedì 27 aprile 2009
I maiali dell'informazione
Chattavo con una collega che domani doveva partire per il Messico. Ha deciso di cancellare la vacanza.
Io rimango basito davanti al modo con cui i media trattano questo tipo di informazioni.
Tutti a dire quante persone sono morte in Messico in paesini rurali per l’influenza, nessuno a sottolineare che le persone contagiate, curate negli states con degli anti virali, sono regolarmente guarite.
La lezione con l’influenza aviaria e le conseguenze sulle aziende portate al fallimento da quelle notizie infondate sono state dimenticate. Adesso mi immagino le conseguenze, la gente presa dal panico non comprerà carne di maiale, oppure deciderà di chiudersi in casa per diversi mesi. I costi per l’economia li farei pagare agli editori dei giornali …
Io rimango basito davanti al modo con cui i media trattano questo tipo di informazioni.
Tutti a dire quante persone sono morte in Messico in paesini rurali per l’influenza, nessuno a sottolineare che le persone contagiate, curate negli states con degli anti virali, sono regolarmente guarite.
La lezione con l’influenza aviaria e le conseguenze sulle aziende portate al fallimento da quelle notizie infondate sono state dimenticate. Adesso mi immagino le conseguenze, la gente presa dal panico non comprerà carne di maiale, oppure deciderà di chiudersi in casa per diversi mesi. I costi per l’economia li farei pagare agli editori dei giornali …
martedì 21 aprile 2009
Indro Montanelli cento anni e non sentirli ...
Più volte in questo Blog mi sono occupato di Giornalisti (con la G maiuscola) e non posso non ricordare che domani ricorre il centesimo anniversario della nascita di uno dei più grandi che questo paese abbia mai avuto, Indro Montanelli.
Amo molte cose di Montanelli, ho letto avidamente i suoi libri e oggi mi manca enormemente la sua schiettezza, il suo coraggio nell'affrontare il dittatore o il padrone del vapore di turno.
Le cose che diceva allora, in particolare sulla satira, sono di una disarmante attualità.
Dopo la famosa "discesa" in campo di Silvio Berlsuconi, il suo destino alla direzione del Giornale appariva segnato. Difronte ai microbi che lo hanno sostituito, viene da pensare che tutto è ormai perduto, ma da credente spero che il grande Indro continui ad illuminarci da lassù.
Amo molte cose di Montanelli, ho letto avidamente i suoi libri e oggi mi manca enormemente la sua schiettezza, il suo coraggio nell'affrontare il dittatore o il padrone del vapore di turno.
Le cose che diceva allora, in particolare sulla satira, sono di una disarmante attualità.
Dopo la famosa "discesa" in campo di Silvio Berlsuconi, il suo destino alla direzione del Giornale appariva segnato. Difronte ai microbi che lo hanno sostituito, viene da pensare che tutto è ormai perduto, ma da credente spero che il grande Indro continui ad illuminarci da lassù.
mercoledì 25 marzo 2009
In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa
Riporto integralmente la traduzione di un articolo di Miguel Mora, pubblicato lo scorso 21 Marzo sul quotidiano spagnolo El Paìs.
Come ai tempi di Radio Londra, ormai siamo costretti in questo paese, ad elemosinare un pò d'informazione dall'estero ...
In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa
Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio
Il cataclisma finanziario, la crisi pubblicitaria, l’adattamento all’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono temi comuni a tutti i giornali del mondo.
Molti esperti, e non pochi lettori, temono che tale situazione incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo insieme alla Russia in cui il controllo politico dei media è meno discutibile, l’inquietudine è doppia.
Al duopolio televisivo, o più semplicemente monopolio assoluto, formato da Mediaset e RAI, potrebbe aggiungersi molto presto una sorta di rivoluzione della stampa.
Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale.
“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà”, dice Giancarlo Santalmassi, giornalista RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a quando, l’autunno scorso, fu allontanato dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale del Governo del Cavaliere nel 2006.
Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata.
Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.
Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 [ il telegiornale di Canale 5]”.
All’interno del RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa.
Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”.
Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero.
Secondo Il Giornale il ministro “sa che il peggio della crisi economica sta per arrivare” e la sua idea è quella di piazzare Napoletano a Il Sole (proprietà, come Radio24, del patronato di Confindustria) e di passare al suo attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, il timone del Corriere.
Se non parlassimo dell’Italia tutto questo affanno sarebbe inverosimile, degno al massimo di un articolo scandalistico. Ma tutte le fonti sono concordi nel segnalare che si tratta di “manovre serie e reali” il cui effetto causerà “un terremoto”.
Il malcontento del Governo nei confronti di un altro giornale, La Stampa di Torino, proprietà della Fiat è palese. Secondo l’entourage berlusconiano, il suo direttore Giulio Anselmi sarà tentato con un’altra importante poltrona: quella di presidente dell’agenzia ufficiale Ansa. Se dovesse accettare, prenderebbe il suo posto un direttore meno ostile al Governo.
Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.
E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo dei primi mesi dell’anno obbligherà a “una riduzione del personale”. “Bisogna agire sui costi e sui modelli economici in Italia e all’estero”.
Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso, prevede anch’egli “tagli e cambiamenti”. Ironicamente Benedetto non è pessimista sul futuro del settore: “Tra una decina d’anni sarà splendido”.
Come ai tempi di Radio Londra, ormai siamo costretti in questo paese, ad elemosinare un pò d'informazione dall'estero ...
In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa
Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio
Il cataclisma finanziario, la crisi pubblicitaria, l’adattamento all’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono temi comuni a tutti i giornali del mondo.
Molti esperti, e non pochi lettori, temono che tale situazione incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo insieme alla Russia in cui il controllo politico dei media è meno discutibile, l’inquietudine è doppia.
Al duopolio televisivo, o più semplicemente monopolio assoluto, formato da Mediaset e RAI, potrebbe aggiungersi molto presto una sorta di rivoluzione della stampa.
Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale.
“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà”, dice Giancarlo Santalmassi, giornalista RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a quando, l’autunno scorso, fu allontanato dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale del Governo del Cavaliere nel 2006.
Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata.
Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.
Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 [ il telegiornale di Canale 5]”.
All’interno del RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa.
Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”.
Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero.
Secondo Il Giornale il ministro “sa che il peggio della crisi economica sta per arrivare” e la sua idea è quella di piazzare Napoletano a Il Sole (proprietà, come Radio24, del patronato di Confindustria) e di passare al suo attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, il timone del Corriere.
Se non parlassimo dell’Italia tutto questo affanno sarebbe inverosimile, degno al massimo di un articolo scandalistico. Ma tutte le fonti sono concordi nel segnalare che si tratta di “manovre serie e reali” il cui effetto causerà “un terremoto”.
Il malcontento del Governo nei confronti di un altro giornale, La Stampa di Torino, proprietà della Fiat è palese. Secondo l’entourage berlusconiano, il suo direttore Giulio Anselmi sarà tentato con un’altra importante poltrona: quella di presidente dell’agenzia ufficiale Ansa. Se dovesse accettare, prenderebbe il suo posto un direttore meno ostile al Governo.
Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.
E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo dei primi mesi dell’anno obbligherà a “una riduzione del personale”. “Bisogna agire sui costi e sui modelli economici in Italia e all’estero”.
Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso, prevede anch’egli “tagli e cambiamenti”. Ironicamente Benedetto non è pessimista sul futuro del settore: “Tra una decina d’anni sarà splendido”.
venerdì 20 marzo 2009
Possibili scenari sul futuro dell'informazione in Italia
Su alcuni forum on line catanesi, per eliminare l'attuale monopolio dell'informazione gestita dal gruppo editoriale di Mario Ciancio, si propugna la creazione di un nuovo quotidiano cittadino.
L'esperimento con i Siciliani di Fava fallì e come saggiamente qualcuno faceva notare, non si vedono molti potenziali finanziatori all'orizzonte.
Comunque questa scelta a me non pare fattibile anche per un'altra serie di ragioni.
Tutte le testate sono in difficoltà perché almeno in Italia, con l'eccezione dei quotidiani sportivi, quasi nessuno legge i giornali.
La maggior parte dei giornali riesce a stare sul mercato grazie agli scandalosi finanziamenti statali. Questa situazione, in una democrazia, non è sostenibile e spero possa essere presto abolita questa legge che tratta in maniera non equa, società per azioni che in altri paesi, sarebbero destinate al fallimento.
L'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, sarebbe un toccasana per la democrazia nel nostro paese. Finanziare i giornali significa, in maniera subdola, nazionalizzare l'informazione.
Infatti se una fetta rilevante dei ricavi della stampa, dipendono piuttosto che dai lettori o dagli inserzionisti pubblicitari, dai politici che hanno approvato il finanziamento, sarà inevitabile che, nel migliore delle ipotesi, il giornale risulti compiacente nei confronti dei generosi (con i soldi pubblici) mecenati.
Quanto lontani siamo da quel concetto di giornalismo, auspicato dal compianto Giuseppe Fava.
La deriva dell'informazione in Italia è davanti agli occhi di tutti ed ogni anno, viene impietosamente testimoniata dalle classifiche stilate da Reporter Sans Frontières che al momento danno il nostro paese al 35° posto, dopo la Bosnia ed appena prima della Macedonia.
Riassumendo, credo oggi abbia molto più senso lanciare iniziative editoriali on line piuttosto che cartacee. Del resto i recenti fallimenti di testate storiche statunitensi, hanno ampiamente dimostrato che il futuro dell'informazione naviga sulla rete, dove le informazioni sono sempre aggiornate e "fresche", mentre i giornali presenti nelle edicole, danno notizie molto spesso già "vecchie".
A Catania ho scoperto, grazie anche all'iniziativa di report che ci sono diverse voci indipendenti ed anche preparate, quasi tutte on line ovviamente.
Vorrei segnalare la testata di un periodico distribuito anche gratuitamente in città nei quartieri periferici di Librino, Pigno, Zia Lisa, San Giorgio e Villaggio Sant’Agata http://www.laperiferica.it/.
Ma anche degli interessantissimi blog come quello gestito dal giornalista Carlo Lo Re da me citato come fonte in diversi post ed indicato tra i miei blogroll, così come 095 per non parlare ovviamente del Blog di Beppe Grillo che ha un numero di accessi impressionante ... non saranno solo di agenti della digos immagino :)
Poi per chi vuole espandere i propri orizzonti oltre ad Acireale o Gallarate suggerisco di visitare questo sito http://italiadallestero.info/ che riporta (traducendole) le notizie che le testate internazionali danno del nostro paese ... leggendo quelle news vi accorgete, surprise surprise ... quanto sia manipolata l'informazione in Italia.
Se avete ulteriori suggerimenti vi prego di segnalarli in modo da aggiornare il mio blogroll.
Tornando al tema del post, voi direte, ma la stragrande maggioranza dei catanesi e degli italiani, non legge le notizie su internet?
Questione di tempo, ne sono certo, del resto gli stessi non leggono neanche la Sicilia di Ciancio tranne il lunedì, rigorosamente dopo un gran goal di Mascara :)
Poi se non potete fare a meno di vedere la TV, sempre in rete ci sono delle televisioni indipendenti che trasmettono in streaming come Arcoiris o Eco TV. Se non ne potete più di politica e di inchieste e volete vedere un bel film, potrete trovare un catalogo da fare invidia a Sky e Mediaset su http://joox.net/ mentre se siete malati come il sottoscritto di calcio, seguire la vostra squadra del cuore su http://www.rojadirecta.com/ ... al prezzo di ... nulla tutto gratis !!
Cosa serve allora per poter realizzare tutto questo?
Servono le infrastrutture, perché se per accedere ad internet devo vivere in una grande città o spendere una fortuna ogni mese, allora per conoscere non mi rimane che emigrare. Del resto, come i recenti fatti hanno dimostrato, ha poco senso affidarsi per questo, al giornale di Ciancio che, per motivi a me ignoti, risulta essere molto apprezzato dai carrozzieri etnei e dagli operatori di mercato della tradizionale pescheria catanese.
Scherzi a parte, mai come oggi andrebbe auspicata la diffusione capillare della banda larga che, anche se non dimostrato scientificamente, sembra sia correlata al grado di sviluppo e competitività dei paesi in cui è pienamente realizzata (Finlandia docet).
Il WiMAX, sistema basato sullo standard IEEE 802.16, sembra la soluzione più economica e fattibile, vista la morfologia del nostro paese.
Purtroppo l'attuale crisi economica ha ridotto gli investimenti in infrastrutture degli operatori di telefonia che hanno posticipato i loro piani di sviluppo.
Ritengo però che lo stato italiano dovrebbe farsi carico di questo tipo di investimento, perché darebbe un nuovo stimolo all'economia ed allo sviluppo dell'intero sistema paese, altro che ponte sullo stretto o digitale terrestre ...
L'esperimento con i Siciliani di Fava fallì e come saggiamente qualcuno faceva notare, non si vedono molti potenziali finanziatori all'orizzonte.
Comunque questa scelta a me non pare fattibile anche per un'altra serie di ragioni.
Tutte le testate sono in difficoltà perché almeno in Italia, con l'eccezione dei quotidiani sportivi, quasi nessuno legge i giornali.
La maggior parte dei giornali riesce a stare sul mercato grazie agli scandalosi finanziamenti statali. Questa situazione, in una democrazia, non è sostenibile e spero possa essere presto abolita questa legge che tratta in maniera non equa, società per azioni che in altri paesi, sarebbero destinate al fallimento.
L'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, sarebbe un toccasana per la democrazia nel nostro paese. Finanziare i giornali significa, in maniera subdola, nazionalizzare l'informazione.
Infatti se una fetta rilevante dei ricavi della stampa, dipendono piuttosto che dai lettori o dagli inserzionisti pubblicitari, dai politici che hanno approvato il finanziamento, sarà inevitabile che, nel migliore delle ipotesi, il giornale risulti compiacente nei confronti dei generosi (con i soldi pubblici) mecenati.
Quanto lontani siamo da quel concetto di giornalismo, auspicato dal compianto Giuseppe Fava.
La deriva dell'informazione in Italia è davanti agli occhi di tutti ed ogni anno, viene impietosamente testimoniata dalle classifiche stilate da Reporter Sans Frontières che al momento danno il nostro paese al 35° posto, dopo la Bosnia ed appena prima della Macedonia.
Riassumendo, credo oggi abbia molto più senso lanciare iniziative editoriali on line piuttosto che cartacee. Del resto i recenti fallimenti di testate storiche statunitensi, hanno ampiamente dimostrato che il futuro dell'informazione naviga sulla rete, dove le informazioni sono sempre aggiornate e "fresche", mentre i giornali presenti nelle edicole, danno notizie molto spesso già "vecchie".
A Catania ho scoperto, grazie anche all'iniziativa di report che ci sono diverse voci indipendenti ed anche preparate, quasi tutte on line ovviamente.
Vorrei segnalare la testata di un periodico distribuito anche gratuitamente in città nei quartieri periferici di Librino, Pigno, Zia Lisa, San Giorgio e Villaggio Sant’Agata http://www.laperiferica.it/.
Ma anche degli interessantissimi blog come quello gestito dal giornalista Carlo Lo Re da me citato come fonte in diversi post ed indicato tra i miei blogroll, così come 095 per non parlare ovviamente del Blog di Beppe Grillo che ha un numero di accessi impressionante ... non saranno solo di agenti della digos immagino :)
Poi per chi vuole espandere i propri orizzonti oltre ad Acireale o Gallarate suggerisco di visitare questo sito http://italiadallestero.info/ che riporta (traducendole) le notizie che le testate internazionali danno del nostro paese ... leggendo quelle news vi accorgete, surprise surprise ... quanto sia manipolata l'informazione in Italia.
Se avete ulteriori suggerimenti vi prego di segnalarli in modo da aggiornare il mio blogroll.
Tornando al tema del post, voi direte, ma la stragrande maggioranza dei catanesi e degli italiani, non legge le notizie su internet?
Questione di tempo, ne sono certo, del resto gli stessi non leggono neanche la Sicilia di Ciancio tranne il lunedì, rigorosamente dopo un gran goal di Mascara :)
Poi se non potete fare a meno di vedere la TV, sempre in rete ci sono delle televisioni indipendenti che trasmettono in streaming come Arcoiris o Eco TV. Se non ne potete più di politica e di inchieste e volete vedere un bel film, potrete trovare un catalogo da fare invidia a Sky e Mediaset su http://joox.net/ mentre se siete malati come il sottoscritto di calcio, seguire la vostra squadra del cuore su http://www.rojadirecta.com/ ... al prezzo di ... nulla tutto gratis !!
Cosa serve allora per poter realizzare tutto questo?
Servono le infrastrutture, perché se per accedere ad internet devo vivere in una grande città o spendere una fortuna ogni mese, allora per conoscere non mi rimane che emigrare. Del resto, come i recenti fatti hanno dimostrato, ha poco senso affidarsi per questo, al giornale di Ciancio che, per motivi a me ignoti, risulta essere molto apprezzato dai carrozzieri etnei e dagli operatori di mercato della tradizionale pescheria catanese.
Scherzi a parte, mai come oggi andrebbe auspicata la diffusione capillare della banda larga che, anche se non dimostrato scientificamente, sembra sia correlata al grado di sviluppo e competitività dei paesi in cui è pienamente realizzata (Finlandia docet).
Il WiMAX, sistema basato sullo standard IEEE 802.16, sembra la soluzione più economica e fattibile, vista la morfologia del nostro paese.
Purtroppo l'attuale crisi economica ha ridotto gli investimenti in infrastrutture degli operatori di telefonia che hanno posticipato i loro piani di sviluppo.
Ritengo però che lo stato italiano dovrebbe farsi carico di questo tipo di investimento, perché darebbe un nuovo stimolo all'economia ed allo sviluppo dell'intero sistema paese, altro che ponte sullo stretto o digitale terrestre ...
Iran - muore in carcere il blogger ribelle
Il grande Sandro Pertini diceva che libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile. Non può esistere piena libertà senza giustizia sociale come non può esistere una giustizia sociale senza libertà.
Un uomo però non è davvero libero se non gli è garantito il diritto ad essere informato. Solo così potrà prendere delle decisioni coerenti con i propri principi.
Sono convinto che il fenomeno del web 2.0, sarà citato nei libri di storia come una rivoluzione i cui impatti saranno superiori persino alla rivoluzione francese ed industriale.
La democrazia dal basso, salverà il nostro pianeta malato e l'informazione non sarà più solo monopolio di pochi.
Come tutte le rivoluzioni, questo cambiamento non sta avvenendo senza traumi.
In Italia i soloni della politica sono troppo vecchi per capirne l'impatto, tanto da sottovalutare clamorosamente il fenomeno Grillo la cui onda non è alta ... ma sarà decisamente lunga.
In altri paesi i blogger sono meno fortunati. Omidreza Mirsayafi un giovane iraniano di 29 anni, arrestato lo scorso 7 Febbraio dopo la sentenza della corte rivoluzionaria, è deceduto nei giorni scorsi in carcere.
A nulla sono valsi gli appelli di Reporter sans frontières, di liberare il giovane blogger.
Gli organi ufficiali hanno parlato di suicidio e per evitare ulteriori tensioni, il governo di Teheran ha deciso di togliere la censura da Face Book, cercando di utilizzare ancora una volta l'approccio carota-bastone.
Solidarietà alla famiglia del giovane iraniano ed un invito ad andare avanti verso questa battaglia di libertà a tutti i bloggers del mondo.
Questa battaglia di libertà è stata perduta, ma la guerra per ottenere un mondo migliore sarà vinta.
Un uomo però non è davvero libero se non gli è garantito il diritto ad essere informato. Solo così potrà prendere delle decisioni coerenti con i propri principi.
Sono convinto che il fenomeno del web 2.0, sarà citato nei libri di storia come una rivoluzione i cui impatti saranno superiori persino alla rivoluzione francese ed industriale.
La democrazia dal basso, salverà il nostro pianeta malato e l'informazione non sarà più solo monopolio di pochi.
Come tutte le rivoluzioni, questo cambiamento non sta avvenendo senza traumi.
In Italia i soloni della politica sono troppo vecchi per capirne l'impatto, tanto da sottovalutare clamorosamente il fenomeno Grillo la cui onda non è alta ... ma sarà decisamente lunga.
In altri paesi i blogger sono meno fortunati. Omidreza Mirsayafi un giovane iraniano di 29 anni, arrestato lo scorso 7 Febbraio dopo la sentenza della corte rivoluzionaria, è deceduto nei giorni scorsi in carcere. A nulla sono valsi gli appelli di Reporter sans frontières, di liberare il giovane blogger.
Gli organi ufficiali hanno parlato di suicidio e per evitare ulteriori tensioni, il governo di Teheran ha deciso di togliere la censura da Face Book, cercando di utilizzare ancora una volta l'approccio carota-bastone.
Solidarietà alla famiglia del giovane iraniano ed un invito ad andare avanti verso questa battaglia di libertà a tutti i bloggers del mondo.
Questa battaglia di libertà è stata perduta, ma la guerra per ottenere un mondo migliore sarà vinta.
mercoledì 18 marzo 2009
Una nuova piaga per la Sicilia ... la sfortuna !!
Dopo la siccità, l'Etna ed il traffico, Catania e forse la Sicilia tutta sembrano avere una nuova e più terribile piaga ... la sfortuna !!
Questa in sintesi la risposta, dopo tre giorni di silenzio, dell'editore/direttore del quotidiano catanese Mario Ciancio, alle dure critiche della trasmissione Report di domenica sera.
Nell'editoriale di Ciancio, in prima pagina accanto alla notizia del giorno "i cani randagi", Catania ha il solo difetto di essere una città sfortunata che di tutto aveva bisogno tranne che di una trasmissione di denuncia come Report.
Guarda che tra un pò i problemi di Catania, oltre ai cani randagi, sono da addebitare alla Gabanelli.
Se qualcuno l'ha dimenticato, l'indebitamento del comune di Catania, come ha dichiarato in un'intervista a radio radicale ieri Carlo Lo Re giornalista catanese di Milano Finanza, ammontano ad un miliardo e 23 milioni di Euro che divisi per i 297.842 residenti equivalgono a circa 34000€ per abitante, neonati compresi ...
Sempre secondo il giornalista catanese, non è affatto scontato che i 140 milioni di euro promessi dal governo vengano davvero elargiti al comune di Catania che, come prassi, intanto gli ha già inseriti in bilancio ...
Tornando al quotidiano catanese, a sostenere le tesi di Mario Ciancio interviene un'altra penna storica della Sicilia, Domenico Tempio. Secondo Tempio chi abbandona questa terra ha qualcosa evidentemente da nascondere alla sua coscienza dato che, cito testualmente:
L’imprenditore pulito rimane, non fugge. Affronta tutte le difficoltà che questa terra ha nel suo dna. Non varca confini per terre dai guadagni più facili.
Lascio ai miei pochi lettori siciliani ed emigrati come me al nord, ogni commento ...
Concludendo, in merito alle accuse/insinuazioni esposte sulla sua persona, Ciancio ritiene di non dover precisare nulla trattandosi di notizie artatamente deformate.
Fosse così, io al suo posto una querela alla redazione di Report la farei, dato che di guadagni facili in 13 anni non ne ho visti, ed un pò di soldini mi farebbero comodo per diminuire l'ammontare della rata del mutuo ...
Questa in sintesi la risposta, dopo tre giorni di silenzio, dell'editore/direttore del quotidiano catanese Mario Ciancio, alle dure critiche della trasmissione Report di domenica sera.
Nell'editoriale di Ciancio, in prima pagina accanto alla notizia del giorno "i cani randagi", Catania ha il solo difetto di essere una città sfortunata che di tutto aveva bisogno tranne che di una trasmissione di denuncia come Report.
Guarda che tra un pò i problemi di Catania, oltre ai cani randagi, sono da addebitare alla Gabanelli.
Se qualcuno l'ha dimenticato, l'indebitamento del comune di Catania, come ha dichiarato in un'intervista a radio radicale ieri Carlo Lo Re giornalista catanese di Milano Finanza, ammontano ad un miliardo e 23 milioni di Euro che divisi per i 297.842 residenti equivalgono a circa 34000€ per abitante, neonati compresi ...
Sempre secondo il giornalista catanese, non è affatto scontato che i 140 milioni di euro promessi dal governo vengano davvero elargiti al comune di Catania che, come prassi, intanto gli ha già inseriti in bilancio ...
Tornando al quotidiano catanese, a sostenere le tesi di Mario Ciancio interviene un'altra penna storica della Sicilia, Domenico Tempio. Secondo Tempio chi abbandona questa terra ha qualcosa evidentemente da nascondere alla sua coscienza dato che, cito testualmente:
L’imprenditore pulito rimane, non fugge. Affronta tutte le difficoltà che questa terra ha nel suo dna. Non varca confini per terre dai guadagni più facili.
Lascio ai miei pochi lettori siciliani ed emigrati come me al nord, ogni commento ...
Concludendo, in merito alle accuse/insinuazioni esposte sulla sua persona, Ciancio ritiene di non dover precisare nulla trattandosi di notizie artatamente deformate.
Fosse così, io al suo posto una querela alla redazione di Report la farei, dato che di guadagni facili in 13 anni non ne ho visti, ed un pò di soldini mi farebbero comodo per diminuire l'ammontare della rata del mutuo ...
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martedì 17 marzo 2009
Libertà di stampa a Catania ... cani randagi e Peppe Mascara
Come ampiamente previsto, è durato solo un giorno sui media etnei (cioé sull'unica fonte d'informazione cittadina) l'eco creato dalla trasmissione Report trasmessa domenica sera.
Oggi il problema principale dell'isola è la presenza dei cani randagi "killer" ..
Per un attimo ... anzi per qualche ora, gli scandali denunciati da Report, hanno suscitato un sussulto nel giornalista della Sicilia che ha firmato l'articolo "Catania alla gogna in prima serata" ...
Fino alle 14 nel terz'ultimo capoverso risultava scritto:
Ed i funzionari del Comune che ricoprono lo stesso incarico per la Provincia e scrivono lettere a se stessi, rispondendosi. E poi le opere ferme da anni e le ipotesi di appalti controllati da Cosa nostra, il monopolio dell'informazione e la "strana" assenza dell'edizione locale di "Repubblica" nelle edicole catanesi.
Quasi comiche le immagini del Villaggio Goretti che sembra il Canal Grande tutte le volte che piove [...]
Qualche ora dopo spariva magicamente il riferimento al monopolio dell'informazione a Catania:
Ed i funzionari del Comune che ricoprono lo stesso incarico per la Provincia e scrivono lettere a se stessi, rispondendosi. E poi le opere ferme da anni e le ipotesi di appalti controllati da Cosa nostra.
Quasi comiche le immagini del Villaggio Goretti che sembra il Canal Grande tutte le volte che piove [...]
Immagino quale brutto quarto d'ora avrà trascorso l'autore del pezzo, si consoli potrà raccontare ai suoi figli che almeno per una volta, pur scrivendo per La Sicilia, ha reso onore alla professione di giornalista !
Visto che con la storia dei cani presumibilmente non si riuscirà a tirare per più di una settimana, in viale Odorico da Pordenone tutti pregano che Peppe Mascara segni sabato pomeriggio contro la Lazio, il terzo eurogoal della stagione ...
PS per correttezza vorrei sottolineare che anche la Repubblica se ne è guardata bene dal chiarire le ragioni che hanno condotto all'accordo citato sopra ... la colpa non mi pare minore che internet ci salvi ...
Oggi il problema principale dell'isola è la presenza dei cani randagi "killer" ..
Per un attimo ... anzi per qualche ora, gli scandali denunciati da Report, hanno suscitato un sussulto nel giornalista della Sicilia che ha firmato l'articolo "Catania alla gogna in prima serata" ...
Fino alle 14 nel terz'ultimo capoverso risultava scritto:
Ed i funzionari del Comune che ricoprono lo stesso incarico per la Provincia e scrivono lettere a se stessi, rispondendosi. E poi le opere ferme da anni e le ipotesi di appalti controllati da Cosa nostra, il monopolio dell'informazione e la "strana" assenza dell'edizione locale di "Repubblica" nelle edicole catanesi.
Quasi comiche le immagini del Villaggio Goretti che sembra il Canal Grande tutte le volte che piove [...]
Qualche ora dopo spariva magicamente il riferimento al monopolio dell'informazione a Catania:
Ed i funzionari del Comune che ricoprono lo stesso incarico per la Provincia e scrivono lettere a se stessi, rispondendosi. E poi le opere ferme da anni e le ipotesi di appalti controllati da Cosa nostra.
Quasi comiche le immagini del Villaggio Goretti che sembra il Canal Grande tutte le volte che piove [...]
Immagino quale brutto quarto d'ora avrà trascorso l'autore del pezzo, si consoli potrà raccontare ai suoi figli che almeno per una volta, pur scrivendo per La Sicilia, ha reso onore alla professione di giornalista !
Visto che con la storia dei cani presumibilmente non si riuscirà a tirare per più di una settimana, in viale Odorico da Pordenone tutti pregano che Peppe Mascara segni sabato pomeriggio contro la Lazio, il terzo eurogoal della stagione ...
PS per correttezza vorrei sottolineare che anche la Repubblica se ne è guardata bene dal chiarire le ragioni che hanno condotto all'accordo citato sopra ... la colpa non mi pare minore che internet ci salvi ...
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martedì 13 gennaio 2009
La storia siamo noi - Giuseppe Fava
Mercoledì 14 Gennaio alle 23 e 20 su RAI Due, verrà trasmessa una puntata del programma di Rai Educational - La storia siamo noi dedicata al GIORNALISTA Giuseppe Fava ucciso dalla mafia 25 anni fa.
Sul portale del programma è disponibile il trailer della puntata che è stata proiettata in anteprima la scorsa settimana a Catania.
Almeno per quest'anno hanno avuto un senso quei 107,50€ pagati per rinnovare il canone RAI ...
Sul portale del programma è disponibile il trailer della puntata che è stata proiettata in anteprima la scorsa settimana a Catania.
Almeno per quest'anno hanno avuto un senso quei 107,50€ pagati per rinnovare il canone RAI ...
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sabato 3 gennaio 2009
Il concetto etico del giornalismo ...

« Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. »
Mai come oggi sono attuali le parole di Pippo Fava. Il 5 Gennaio 1984, esattamente 25 anni fa, Nitto Santapaola decise di spegnere quella voce, con cinque proiettili calibro 7,65 sparati alla nuca da Aldo Ercolano e Maurizio Avola, killer della cosca del capo mafia catanese.
Evidentemente, con buona pace dei detrattori del giornalista catanese, l'articolo intitolato I quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa che denunciava le attività illecite di quattro imprenditori catanesi, Carmelo Costanzo, Gaetano Graci, Mario Rendo e Francesco Finocchiaro, aveva colpito nel segno.
Dopo cinque lustri l'informazione a Catania ha subito un'ulteriore involuzione. Un unico editore (padrone) Mario Ciancio che impone di fatto un solo quotidiano, impedendo a testate nazionali come la Repubblica, financo di creare una pagina locale.
Caro Pippo ci manchi, siamo stanchi di "giornalai" che propugnano la costruzione di inutili ponti sullo stretto di Messina ed invitano i ragazzi siciliani a mangiare pane ed olive piuttosto che mettersi in discussione cercando altrove la possibilità di crescere professionalmente.
Se Catania è regredita così tanto negli ultimi 25 anni (altro che Milano del Sud), è forse dovuto anche a quei "giornalisti" che hanno sposato un'etica che è agli antipodi da quella da te auspicata quasi 30 anni fa.
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Tony Zermo
venerdì 19 dicembre 2008
Il prezzo della verità ...
Il 19 Novembre del 2001 la giornalista catanese Maria Grazia Cutuli veniva assassinata nei pressi di Sarobi, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul, a circa 40 chilometri dalla capitale afghana.
Insieme a lei trovarono la morte l'inviato di El Mundo Julio Fuentes e due corrispondenti dell'agenzia Reuters, il cameraman australiano Harry Burton e il fotografo afgano Azizullah Haidari.
Per quel delitto fu condannato alla pena capitale Reza Khan, esecutore materiale del delitto, secondo l'accusa legato a "Mohamed Agha", un presunto talebano capo della zona dove avvenne il crimine.
Molte sono le ombre su questa vicenda. Dopo la condanna la famiglia della giornalista etnea si oppose all'esecuzione del presunto assassino, dichiarando che "l'uso della violenza è sbagliato sempre".
Rizzoli ha pubblicato (acquistabile esclusivamente on line) un libro dal titolo “Il Cielo degli Ultimi” che contiene i migliori reportage della giornalista del Corriere ed un DVD il cui trailer è disponibile su Ytube.
Maria Grazia rendeva onore alla categoria dei giornalisti e alla sua città natale.
Sapeva che la missione di un cronista è conoscere e comunicare la verità. Non aveva paura delle conseguenze, non cercava scorciatoie né sponsorizzazioni da parte delle segreterie dei partiti. Per questa sua onestà ed il coraggio, ha pagato con la vita e purtroppo questo è troppo spesso il "prezzo della verità" ....
Insieme a lei trovarono la morte l'inviato di El Mundo Julio Fuentes e due corrispondenti dell'agenzia Reuters, il cameraman australiano Harry Burton e il fotografo afgano Azizullah Haidari.
Per quel delitto fu condannato alla pena capitale Reza Khan, esecutore materiale del delitto, secondo l'accusa legato a "Mohamed Agha", un presunto talebano capo della zona dove avvenne il crimine.
Molte sono le ombre su questa vicenda. Dopo la condanna la famiglia della giornalista etnea si oppose all'esecuzione del presunto assassino, dichiarando che "l'uso della violenza è sbagliato sempre".
Rizzoli ha pubblicato (acquistabile esclusivamente on line) un libro dal titolo “Il Cielo degli Ultimi” che contiene i migliori reportage della giornalista del Corriere ed un DVD il cui trailer è disponibile su Ytube.
Maria Grazia rendeva onore alla categoria dei giornalisti e alla sua città natale.
Sapeva che la missione di un cronista è conoscere e comunicare la verità. Non aveva paura delle conseguenze, non cercava scorciatoie né sponsorizzazioni da parte delle segreterie dei partiti. Per questa sua onestà ed il coraggio, ha pagato con la vita e purtroppo questo è troppo spesso il "prezzo della verità" ....
giovedì 18 dicembre 2008
Paese strano ...
E' un paese strano il nostro, se qualcuno delinque e viene beccato con le mani nella marmellata si dice, poverino ...
Se i livelli di inquinamento delle acque superano la soglia consentita, vengono modificati i criteri di valutazione, se si costruisce a ridosso di un parco archeologico, si fanno delle sanatorie, se se se se ... potremmo continuare a lungo.
Così non mi stupisce la risposta delle istituzioni e dei poteri forti (la stampa) che propongono non di riformare le istituzioni corrotte, ma di impedire a chi, facendo il proprio dovere, indaga sul comportamento disonesto dei politici, banalizzando: se un politico ruba, bisogna riformare la giustizia ...
La campagna denigratoria è già iniziata e si capisce che questa volta per i cittadini sarà meno facile arrivare alla verità. La lezione di tangentopoli è stata imparata ed oggi il controllo della politica sull'informazione, tranne rare eccezioni, è totale - siamo alla resa dei conti!
Così i talk show sono già pieni di politici, amici degli amici ed ex condannati di tangentopoli che fanno fronte unico contro i giudici che indagano. Licio Gelli tiene lezioni di democrazia in televisione e le inchieste giornalistiche "di spessore", sono affidate al Gabibbo.
Polito sul Riformista oggi scrive "Le procure stanno per sciogliere un altro partito?". Senza mezzi termini, il giornalista si schiera contro la magistratura, dimostrando che il tanto vituperato "berlusconismo" non è un'esclusiva del centrodestra.
Giuliano Ferrara, invita i "suoi" a non festeggiare scrivendo "Serve un patto tra il Cav. e Veltroni contro tutta questa fatiscente robaccia".
Ferrara sa benissimo che come avvenuto durante tangentopoli, se non si porrà subito "rimedio" il ciclone investirà tutto l'arco parlamentare (Bocchino, docet) compresa quella lega di duri e puri che, ai tempi di mani pulite, sacrificò ai "voraci" magistrati il suo tesoriere "quel pirla di Patelli".
Certo in un periodo così difficile, sperare in questa classe politica per trovare una soluzione alla crisi economica equivale, come si dice in Sicilia ad "Arriccumannarici a pecura o lupu" (affidare la pecora al lupo).
Io continuo a rimanere un'ottimista, qualcosa sta cambiando, la scorsa settimana metà dei cittadini abruzzesi ha deciso di disertare le urne (l'affluenza alle recenti politiche aveva superato l'80%) .
Usando una metafora "vulcanologica", non ho mai visto una colata lavica dell'Etna che non sia stata prima o poi colonizzata da qualche forma di muschi o licheni e citando parzialmente Giuliano Ferrara, spero cresca presto una ginestra sulle macerie di "questa fatiscente robaccia" ...
Se i livelli di inquinamento delle acque superano la soglia consentita, vengono modificati i criteri di valutazione, se si costruisce a ridosso di un parco archeologico, si fanno delle sanatorie, se se se se ... potremmo continuare a lungo.
Così non mi stupisce la risposta delle istituzioni e dei poteri forti (la stampa) che propongono non di riformare le istituzioni corrotte, ma di impedire a chi, facendo il proprio dovere, indaga sul comportamento disonesto dei politici, banalizzando: se un politico ruba, bisogna riformare la giustizia ...
La campagna denigratoria è già iniziata e si capisce che questa volta per i cittadini sarà meno facile arrivare alla verità. La lezione di tangentopoli è stata imparata ed oggi il controllo della politica sull'informazione, tranne rare eccezioni, è totale - siamo alla resa dei conti!
Così i talk show sono già pieni di politici, amici degli amici ed ex condannati di tangentopoli che fanno fronte unico contro i giudici che indagano. Licio Gelli tiene lezioni di democrazia in televisione e le inchieste giornalistiche "di spessore", sono affidate al Gabibbo.
Polito sul Riformista oggi scrive "Le procure stanno per sciogliere un altro partito?". Senza mezzi termini, il giornalista si schiera contro la magistratura, dimostrando che il tanto vituperato "berlusconismo" non è un'esclusiva del centrodestra.
Giuliano Ferrara, invita i "suoi" a non festeggiare scrivendo "Serve un patto tra il Cav. e Veltroni contro tutta questa fatiscente robaccia".
Ferrara sa benissimo che come avvenuto durante tangentopoli, se non si porrà subito "rimedio" il ciclone investirà tutto l'arco parlamentare (Bocchino, docet) compresa quella lega di duri e puri che, ai tempi di mani pulite, sacrificò ai "voraci" magistrati il suo tesoriere "quel pirla di Patelli".
Certo in un periodo così difficile, sperare in questa classe politica per trovare una soluzione alla crisi economica equivale, come si dice in Sicilia ad "Arriccumannarici a pecura o lupu" (affidare la pecora al lupo).
Io continuo a rimanere un'ottimista, qualcosa sta cambiando, la scorsa settimana metà dei cittadini abruzzesi ha deciso di disertare le urne (l'affluenza alle recenti politiche aveva superato l'80%) .
Usando una metafora "vulcanologica", non ho mai visto una colata lavica dell'Etna che non sia stata prima o poi colonizzata da qualche forma di muschi o licheni e citando parzialmente Giuliano Ferrara, spero cresca presto una ginestra sulle macerie di "questa fatiscente robaccia" ...
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