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giovedì 4 agosto 2011

Calcio Catania sei anni in serie A: bilancio positivo

Domenica 7 agosto allo stadio Angelo Massimino, verrà presentata ai tifosi del Catania, la squadra che disputerà per il sesto anno consecutivo, il campionato della massima serie.

Sei anni consecutivi in serie A, non avveniva dalla metà degli anni 60. Dai tempi del presidente Marcoccio, delle imprese epiche al vecchio cibali contro l'Inter del Mago Herrera; ere geologiche, dal punto di vista calcistico.

Il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, ha recentemente dato un nome ed un cognome all'autore di questo miracolo. Pietro Lo Monaco, l'attuale amministratore delegato del Catania, è stato definito dal presidente "il Messi del Catania".

In realtà Lo Monaco pesa oggi per il Catania, più di Messi al Barcellona ...

Se non gioca Messi, i blaugrana possono contare su almeno un'altra ventina di campioni, mentre a Catania, Lo Monaco gestisce in pratica tutto, dal gelataio con l'ape piaggio che si ferma davanti ai cancelli di torre del grifo, al marketing, al calciomercato a finire ai bilanci ...

E' su quest'ultimo punto che vorrei soffermarmi. Il Catania da quando è stato promosso in A, ha sempre registrato profitti: nei primi quattro anni 19 milioni.

Nella stagione 2009-10 i 20 club italiani hanno bruciato 193,5 milioni di euro. Erano soltanto quattro i club su venti a produrre utili: la Fiorentina 4,4 milioni, il Catania 2,5, il Livorno (poi retrocesso) 1,8 e il Napoli 0,3.

Buttandola sul semplice ... fare 2,5 milioni di utili significa avere avuto meno costi dei ricavi per un ammontare vicino a quella cifra. Non parliamo di centinaia di milioni ma di 1-2 milioni ... questo significa che basta un acquisto sbagliato, un ingaggio più elevato, una mancata cessione (plusvalenza) per iniziare a percorrere una strada pericolosa, molto pericolosa ...

Quindi i margini che ha Lo Monaco per muoversi sul mercato, sono molto più limitati di quello che molti tifosi rossazzurri vogliono fare credere.

Lo slogan "puvvirenti nesci i soddi" (Pulvirenti tira fuori i soldi) non va neanche bene, perché sempre supponendo che il presidente abbia voglia di mettere ulteriormente a rischio il suo patrimonio personale (modello sensi per intenderci) le nuove norme UEFA, prima o poi glielo impediranno (fair play finanziario).

Le società di calcio in futuro devono andare avanti con la cosiddetta gestione caratteristica, cioè autofinanziandosi, utilizzando esclusivamente le risorse che sono in grado di produrre.

Qui sta il busillisi del Catania e le ragioni per cui io, innamorato pazzo della mia città e dei colori rossazzurri, continuo a scrivere che siamo una piccola realtà calcistica.

Il Catania genera ricavi tra i 30 ed i 40 milioni di euro. Noccioline se pensate la struttura dei costi ed il contesto in cui la squadra deve competere.

Quando i tuoi concorrenti sono in grado di generare ricavi 5-10 volte superiori, non c'é spazio per romantici voli pindarici, ma si può andare avanti solo guardando ai bilanci ed alla solidità finanziaria della società.

Chi non capisce questo va svegliato ... perché il mondo che immagina, non esiste più ...

venerdì 29 luglio 2011

Cosa è la destra cosa è la sinistra

Nel Gennaio del 2003 veniva a mancare Giorgio Gaber, un grande genio a mio modesto parere. Con la sua divertente ironia, Gaber diceva che erano poco serie le persone che parlavano di sinistra e destra.

Come dargli torto. Oggi siamo stati ingabbiati in uno schema rigido: o sei di destra o sei di sinistra.

Se indichi qualcosa che non va, ad esempio un ministro delle finanze che evade le tasse, qualcosa che in uno stato normale causerebbe le dimissioni istantanee dello stesso e l'organizzazione di un cargo spaziale per Marte, per assicurarsi che il tizio non faccia più danni sulla terra; vieni tacciato di essere di "sinistra" e subito ti vengono citate le malefatte dell'altra parte politica (il PD meno elle come lo chiama giustamente Beppe Grillo).

Tornando a destra e sinistra, io non ricordo un governo più statalista di quello che al momento è al potere. Questo governo venduto come di "destra", annovera tra le sue fila socialisti storici come Giulio Tremonti (il ministro delle finanze sopra citato), Renato Brunetta, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi per citarne alcuni. Non stupisce quindi che sia impossibile citare una sola riforma "liberale" attuata dai vari dicasteri presieduti da Silvio Berlusconi.

Di contro un governo di "sinistra" come quello presieduto da un vecchio "democristiano" come Romano Prodi, non ha esitato a privatizzare (svendendole) aziende di stato che davano lavoro a centinaia di migliaia di persone. Il "comunista" Bersani aveva addirittura provato ad eliminare gli ordini professionali. Roba che neanche il più accanito dei "liberali" si è mai sognato di attuare ...

E' chiaro che uno non capisce più nulla se rimane imbrigliato in questa specie di diatriba che ricorda più uno scontro tra tifoserie allo stadio che un dibattito politico tra schieramenti che propongono soluzioni diverse ai gravi problemi del paese.

Sfido chiunque a leggere i programmi degli schieramenti e solo in base a questa informazione, stabilire la parte politica che gli ha proposti.

Io credo che questo paese uscirà fuori da questa crisi economica e di valori solo se gli italiani romperanno questo finto paradigma, smettendo di comportarsi da tifosi, guardando non agli schieramenti ma alla credibilità ed onestà degli uomini politici ed ai contenuti delle loro proposte.


giovedì 28 luglio 2011

Che fine ha fatto la mia Catania?

Un articolo del corriere del mezzogiorno fa una spietata analisi del degrado che ha colpito la mia città natale negli ultimi 15 anni.

C'era una volta la movida catanese. A cavallo tra gli anni '80 e '90 il centro storico tornava a essere il salotto buono della città. In piazza Bellini e nel dedalo di viuzze che la circonda nascevano decine e decine di pub che diventarono la fucina e la vetrina per tante band rock indigene. Ben presto si iniziò a parlare di Catania come la «Seattle del Sud».

Questa descrizione fa parte ormai del passato. Piange il cuore a vedere come hanno ridotto la mia amata Catania. La lasciai con le lacrime agli occhi 15 anni fa, giurai a me stesso che sarai tornato, ma ogni volta che ci vado la trovo peggiorata e quella voglia, mi vergogno a dirlo, negli anni è svanita ...

mercoledì 27 luglio 2011

La colpa è sempre del diverso ...

Borghezio, europarlamentare della legha, ha commentato così la strage avvenuta in Norvegia: "Quando una popolazione si sente invasa, poi nascono dei fenomeni di reazione, anche se gli eccessi sono da condannare" ...

Quindi alla fine, per la felicità di Belpietro che all'indomani aveva addossato (senza alcuna prova) le responsabilità della strage ai "fondamentalisti" islamici, le cause della strage alla fine sono sempre da addebitare indirettamente a quest'ultimi, perché se non ci fossero stati in Norvegia, non ci sarebbe neanche stato un anti islamico nazista ad ammazzare 90 persone ...

Come dire se vuoi sconfiggere la pedofilia elimina i bambini ...